
ARTICOLO DEL BLOG:
LA RICERCA
DEL COINVOLGIMENTO
I sette fattori che guidano il coinvolgimento dei dipendenti.
All’interno della letteratura di consulenza, e in una certa misura la letteratura accademica, viene suggerita una moltitudine di diversi fattori del coinvolgimento. Questi includono avere uno stile di gestione collaborativa, dimostrare un impegno per la responsabilità sociale, creare una cultura ricca di significato e garantire ai dipendenti buoni rapporti con i loro colleghi e i manager. In collaborazione con una ricerca condotta dall’Università dell’Hertfordshire – Thomas international ha identificato sette fattori che guidano il coinvolgimento dei dipendenti.
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I FATTORI DEL COINVOLGIMENTO
Sfida: assegnare compiti impegnativi ma raggiungibili ai dipendenti, consentendo loro di esercitare i loro punti di forza e consentendo loro di sentire un maggiore senso di realizzazione al termine dei compiti.
Libertà – garantire ai dipendenti la flessibilità di scegliere e prendere decisioni su come svolgere il loro ruolo. I manager dovrebbero autorizzare i loro subordinati a incoraggiare l’autonomia a creare una cultura della fiducia.
Chiarezza: chiarire ai dipendenti quali sono i loro obiettivi e garantire che i questi comprendano i loro ruoli individuali e il modo in cui questi si inseriscono nello scopo più ampio dell’organizzazione.
Riconoscimento – garantire che vi siano meccanismi formali e informali attraverso i quali sia i manager che i colleghi possono riconoscere e apprezzare il contributo degli altri.
Insieme – promuovere lo sviluppo di relazioni interpersonali positive tra i manager e i loro collaboratori nonché garantire l’esistenza di positive condizioni di lavoro. Si dovrebbe promuovere una cultura solidale.
Voce– consentire ai dipendenti di parlare e di essere ascoltati quando hanno qualcosa da dire. Le idee e le opinioni dei dipendenti devono essere rispettate. Ognuno dovrebbero avere la possibilità di apportare modifiche al proprio ambiente di lavoro attraverso questi canali di comunicazione.
Crescita – garantire che i dipendenti siano dotati di adeguate opportunità di sviluppo all’interno del loro ruolo. I dipendenti devono essere consapevoli che stanno migliorando continuamente e capire come stanno procedendo nelle loro carriere.
#traintheleadership #imparadivertendoti #capoleader
Scarica qui la guida al coinvolgimento tramite i valori
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IL BURNOUT NON ARRIVA ALL’IMPROVVISO. SI COSTRUISCE OGNI GIORNO.
C’è una cosa che quasi tutti i manager e i responsabili HR hanno in comune, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’azienda.
Quando descrivono il periodo più difficile della loro carriera, o la perdita di un talento chiave, usano le stesse parole:
“Non me ne ero accorto.”
“Pensavo di reggere.”
“A un certo punto il sistema è semplicemente collassato.”
Il burnout è una delle patologie più subdole del mondo del lavoro moderno. Non arriva con un segnale preciso, si accumula in silenzio, settimana dopo settimana. E quando esplode, il conto è sempre molto più alto di quello che si poteva immaginare.

IL VIAGGIO VERSO IL FLOW: AREE PROTETTE ALPI MARITTIME
C’è una lezione silenziosa e straordinaria che la natura insegna ogni giorno tra le vette maestose e le valli : un fiume non lotta mai contro le rocce che trova sul suo cammino, né si ferma a lamentarsi se il letto si restringe. Trova una via, si adatta, plasma la pietra e continua a scorrere, portando vita ovunque passi.
È con questo identico spirito che le persone che ogni giorno custodiscono lo splendido Parco delle Alpi Marittime hanno deciso di mettersi in gioco, trasformando la formazione tradizionale in un’esperienza di pura evoluzione organizzativa.
Come partner strategici di questo viaggio, non abbiamo progettato un semplice corso in aula, ma un vero e proprio ecosistema d’innovazione.

LE IDEE MAI DETTE COSTANO PIÙ DI QUELLE SBAGLIATE
C’è una scena che si ripete in quasi ogni azienda.
Il direttore chiede: “Qualcuno ha idee su come affrontare questo problema?”
Silenzio.
Qualcuno controlla lo smartphone. Qualcun altro annuisce in modo vago. La riunione finisce con i soliti tre che parlano e tutti gli altri che ascoltano passivamente.
Poi, nel parcheggio o davanti alla macchinetta del caffè, emergono le vere opinioni:
“Io avrei fatto diversamente…”
“Secondo me il problema reale è un altro.”
“L’ho detto mille volte, ma tanto nessuno ascolta.”
Questo è il costo invisibile che nessun bilancio societario registra: il valore delle idee che le persone hanno in testa, ma che non portano mai sul tavolo.

MENTRE TU RISPONDI ALLE ULTIME 100 EMAIL, I TUOI COMPETITOR USANO L’AI PER CRESCERE
Come manager e leader, il tuo valore aggiunto risiede nella strategia, nella motivazione del team, nella risoluzione di problemi complessi. Eppure, ogni singolo giorno, gran parte del tuo potenziale viene prosciugato da un costante “rumore di fondo” fatto di mille micro-attività ripetitive, notifiche asfissianti e compiti burocratici.
Nelle aziende accade esattamente lo stesso azzardo ogni giorno. Solo che al posto dei medici ci sono i direttori d’area: il Marketing, le Vendite, la Produzione, le Risorse Umane.
Spesso si pensa che basti mettere insieme ottimi professionisti per avere un’azienda efficiente. Mandiamo i manager ai classici corsi teorici, spieghiamo loro l’importanza di “collaborare” e poi li rimandiamo alle loro scrivanie. Il risultato? Il lunedì mattina la realtà li travolge e ognuno torna a difendere il proprio orticello.
Quando un’organizzazione rifiuta di investire sul pensiero sistemico e rinuncia a strumenti di simulazione d’impatto come Friday Night at the ER, non sta semplicemente risparmiando sul budget della formazione. Sta pagando una tassa occulta, altissima e quotidiana.
Ecco il vero conto che i “silos aziendali” presentano al tuo conto economico.

IL COSTO INVISIBILE DEI SILOS: QUANTO COSTA NON ESSERE SISTEMICI IN AZIENDA?
Immagina un Pronto Soccorso il venerdì sera. Le ambulanze continuano ad arrivare, i letti in terapia intensiva sono esauriti e il reparto di radiologia è intasato. Cosa succede se il responsabile dell’accettazione decide di bloccare gli ingressi per “alleggerire” il proprio ufficio, ignorando che così facendo manderà in tilt l’intera rete di emergenza cittadina?
Nelle aziende accade esattamente lo stesso azzardo ogni giorno. Solo che al posto dei medici ci sono i direttori d’area: il Marketing, le Vendite, la Produzione, le Risorse Umane.
Spesso si pensa che basti mettere insieme ottimi professionisti per avere un’azienda efficiente. Mandiamo i manager ai classici corsi teorici, spieghiamo loro l’importanza di “collaborare” e poi li rimandiamo alle loro scrivanie. Il risultato? Il lunedì mattina la realtà li travolge e ognuno torna a difendere il proprio orticello.
Quando un’organizzazione rifiuta di investire sul pensiero sistemico e rinuncia a strumenti di simulazione d’impatto come Friday Night at the ER, non sta semplicemente risparmiando sul budget della formazione. Sta pagando una tassa occulta, altissima e quotidiana.
Ecco il vero conto che i “silos aziendali” presentano al tuo conto economico.

FARESTI GUIDARE UN BOEING A UN PILOTA CHE HA SOLO LETTO IL MANUALE?
E allora perché affidiamo team da milioni di euro a manager che non hanno mai fatto un minuto di simulazione?
Ogni giorno, nelle aziende, si fa lo stesso azzardo. Promuoviamo un ottimo tecnico, lo nominiamo capo, gli facciamo fare il classico corso di leadership (slide, appunti, un bel caffè) e poi lo lanciamo nella mischia.
Il risultato? Il lunedì mattina la realtà lo travolge. Sotto stress, la teoria sparisce e il manager inizia a improvvisare.
E quando un manager improvvisa, l’azienda paga il conto:
Il talento migliore si dimette per colpa del capo (e rimpiazzarlo costa mesi di stipendio).
I progetti slittano perché nessuno si prende la responsabilità di decidere.
Il team si demotiva e la produttività crolla.
La domanda non è quanto costa formare i tuoi manager. La vera domanda è: quanti soldi stai perdendo ogni giorno mentre loro imparano sbagliando sulla pelle della tua azienda?
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