ARTICOLO DEL BLOG:

CAPOLEADER SOSTIENE
MAKE-A-WISH ITALIA

Regaliamo il Flow ai bambini che ne hanno più bisogno

CapoLeader crede che il benessere, la motivazione e il senso profondo di realizzazione – ciò che chiamiamo Flow – non debbano essere un privilegio per pochi.


Per questo abbiamo deciso di donare l’1% del nostro fatturato a Make-A-Wish Italia, l’organizzazione che ogni giorno realizza i desideri di bambini gravemente malati (3-17 anni) per aiutarli a guardare avanti con speranza, rendendoli più forti nella battaglia contro la malattia.

Ti interessa questo argomento?

Per noi, il Flow non è solo una teoria. È una missione.
È ciò che guida il nostro lavoro con manager, team e aziende.


Il Flow è quello stato in cui siamo completamente assorbiti da ciò che facciamo, motivati, felici, presenti.
È l’energia che si sprigiona quando le persone fanno ciò che amano, con ciò che serve, in un ambiente che li supporta.

E quando un bambino riesce finalmente a realizzare un desiderio profondo, qualcosa che sogna da tanto, vive proprio questo: un momento di puro coinvolgimento e gioia, in cui la malattia lascia spazio alla speranza.

In altre parole, gli viene regalato un momento di Flow.

E se possiamo contribuire anche solo un po’ a far vivere momenti di Flow a chi sta affrontando una battaglia difficile, vogliamo farlo.

Questa scelta è nata da un gesto semplice: una sfida interna tra i coach di Capoleader, nata per gioco e trasformata in qualcosa di più. Con il cuore leggero e lo spirito unito, abbiamo contribuito a sostenere il desiderio di Asia, una bambina che sogna di toccare la barba di Babbo Natale. Un desiderio che ci ha mostrato quanto poco basti, a volte, per creare qualcosa di grande. Perché il Flow può nascere ovunque: anche nel sorriso di chi torna a credere che tutto sia possibile.

Un piccolo gesto, un grande impatto.
Il nostro contributo è un seme. Voi potete aiutarci a farlo crescere.
Con una donazione, una condivisione o semplicemente scegliendo partner che credono nel valore umano prima che economico.

Noi ci mettiamo l’1% del nostro fatturato. E voi?
Vi invitiamo a far parte di questo movimento.
Perché un desiderio che si realizza può cambiare tutto.
E un Flow donato può accendere una scintilla di speranza.

Insieme, facciamo scorrere il bene.

Fai subito la tua donazione qui, non aspettare.

https://dona.makeawish.it/dona

Vuoi approfondire il tema della creatività e come potenziarla attraverso il Flow? Iscriviti per partecipare alle Pillole di Flow giovedì 26 giugno ore 18-19.

L’argomento è Flow e creatività

Vuoi conoscere come funziona un Laboratorio Friday Night at the ER e scoprire come la Gamification può aiutare la collaborazione?

Iscriviti alle Pillole di Gamification mercoledì 18 giugno dalle 12.30 alle 13.15.

Vuoi avere più informazioni? Chatta con Mr. Fligby il nostro Assistente Virtuale

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IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTI – Top Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

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E SE L’AI FOSSE LA SOLUZIONE PIU’ VELOCE PER ENTRARE IN FLOW?

Lunedì, 9:12. Hai bloccato due ore per il piano del prossimo anno.

Alle 9:14 arriva una mail. Oggetto: «URGENTE».

Alle 9:20 ti scrivono su Teams. «Hai un minuto?» Non è mai un minuto.

Alle 11 il piano è ancora una pagina bianca. In compenso hai risposto a ventitré messaggi e ti senti stanco come dopo una giornata intera.

Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha scoperto il flow, lo studiava dando un cercapersone ai suoi volontari. Il cercapersone suonava a caso e chiedeva loro cosa stessero facendo. Oggi il cercapersone ce l’hai in tasca. Solo che non fa ricerca. Ti interrompe e basta.

Adesso riavvolgiamo il nastro.

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QUANDO SCOPPIA LA CRISI, PERCHÉ OGNUNO SI CHIUDE NEL SUO REPARTO?

Venerdì, ore 17.40. Un fornitore chiave comunica che la consegna di lunedì salta. In dieci minuti il telefono del responsabile di produzione squilla tre volte. Il commerciale vuole sapere cosa dire ai clienti. Gli acquisti cercano un fornitore alternativo. La logistica riorganizza i turni. Tutti lavorano. Tantissimo. Nessuno si parla.

Lunedì mattina il commerciale ha promesso consegne che la produzione non può garantire. Gli acquisti hanno ordinato materiale che il magazzino non sa dove mettere. E c’è una mail in copia a quattordici persone che inizia con «Come già detto…».

Ognuno ha gestito la sua crisi. Nessuno ha gestito quella dell’azienda.

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SE OGNI REPARTO FUNZIONA, PERCHÉ L’AZIENDA NO?

Lunedì, ore 9. La produzione presenta i suoi numeri: tutto in linea. La logistica presenta i suoi: tempi rispettati. Il commerciale ha chiuso il trimestre sopra target.

Poi qualcuno legge la mail di un cliente storico. È furioso. L’ordine è arrivato in ritardo, incompleto, e nessuno lo ha avvisato. Silenzio. «Da noi è uscito tutto nei tempi.» «Il problema è a monte.» «Io l’avevo segnalato.»

Ognuno ha fatto il suo lavoro. Il cliente, intanto, sta facendo il suo: cercare un altro fornitore. I silos aziendali non si vedono negli organigrammi. Si vedono il lunedì mattina, in riunione.

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LA MAPPA DEL FLOW: IN CHE STATO LAVORA IL TUO TEAM?

Ti è mai capitato di avere troppo da fare e sentirti comunque di non essere all’altezza? Oppure, al contrario, di avere così poco stimolo da chiederti perché stai facendo proprio quel lavoro?

Sono due situazioni molto diverse, ma hanno qualcosa in comune: ci dicono che sfida e competenze non sono in equilibrio.

È proprio qui che entra in gioco uno degli strumenti più interessanti di Fligby: la Mappa del Flow. Si basa sulla teoria del flow di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha ideato Fligby insieme ad Aleas Simulations.

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LE 4 COMPETENZE CHE DECIDONO SE UN MANAGER VA IN FLOW

C’è un tipo di manager molto comune: si descrive come “bravo a dare feedback”. Lo dà spesso, con calma, di solito a fine riunione. Tipo: ottimo lavoro, andiamo avanti così.

Poi arriva la simulazione. E i dati raccontano un’altra storia: quel feedback è generico, arriva tardi, e nessuno cambia mai comportamento dopo averlo sentito.

Non è un caso reale, è solo un tipo umano molto diffuso. Quello che pensiamo di saper fare e quello che facciamo davvero, sotto pressione, spesso non coincidono.

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