FLIGBY v2.0: Riprogettazione dopo otto anni di servizio globale

“FLIGBY 2.0 è finalmente arrivato. Dopo 8 anni di servizio intensivo di oltre 22 mila utenti individuali in tutto il mondo, la pluripremiata simulazione FLIGBY ottiene una prospettiva nuova di zecca e funzionalità estese.”

Le nuove funzionalità dei prossimi aggiornamenti di FLIGBY ti aiuteranno a gestire il tuo tempo dedicato all’apprendimento esperienziale più efficacemente dalla sua nuova configurazione a 7 episodi. Aumenterà la sicurezza con la sua codifica HTML-5 e ti fornirà una migliore panoramica delle conseguenze della tua decisione con la sua mappa di Flow riprogettata. Questo aggiornamento di FLIGBY è un passo decisivo verso il genere cinematografico interattivo. Il nuovo design adattivo dell’interfaccia utente di FLIGBY renderà più facile l’uso anche di dispositivi diversi. Puoi iniziare il tuo percorso di sviluppo personale sul tuo laptop e continuare su altri dispositivi, inclusi tablet e smartphone. Scopri le nuove funzionalità della simulazione FLIGBY riprogettata:

Dal gioco serio a un film interattivo

Per definizione, FLIGBY è un gioco serio in un formato di film interattivo. Ora, con FLIGBY 2.0 è il momento di cambiare il genere. Soddisfare le aspettative dei nostri utenti, metterà più enfasi sulle qualità del film per fornire maggiore coinvolgimento per l’apprendimento esperienziale,

FLIGBY v2.0 – Configurazione interattiva simile a un film

Abbiamo aumentato lo spazio dedicato al film sull’interfaccia utente principale. Pertanto il rinnovato FLIGBY ha più un aspetto di una miniserie interattiva che un gioco serio. Questo è un movimento definitivo verso la direzione di intrattenimento fornendo più attenzione sulla storia, i personaggi, e i conflitti interpersonali tra di loro.

Fattore di intrattenimento migliorato: la storia della Turul Winery si è raggruppata in 7 episodi

In linea con le tendenze di consumo video OTT, FLIGBY 2.0 ottiene una configurazione interattiva di mini-serie. I nostri sviluppatori hanno raggruppato le 23 scene originali in sette episodi di 45 minuti, proprio come una stagione della tua serie televisiva preferita. Aiuterà gli utenti a gestire il loro tempo in modo più efficace seguendo i modelli che preferiscono quando utilizzano servizi di streaming video e giochi.

FLIGBY v2.0 – Selettore episodio

Per una navigazione più avanzata abbiamo creato una superficie speciale del selettore di episodi con una breve descrizione di ogni episodio.

Feedback più diretto e dinamico

Uno dei vantaggi più preziosi di FLIGBY è che mostra l’impatto delle tue decisioni manageriali in tempo reale. Sei tu a decidere come direttore generale di Turul Winery e vedi la reazione immediata dei tuoi colleghi. Questo include l’indicazione dei loro cambiamenti di umore istantanei e che rimangono spiegati in circostanze normali. La mappa del Flow visualizza lo stato psicologico effettivo dei colleghi e fornisce informazioni sul livello di motivazione attuale. La mappa del Flow è stata sviluppata dal professor Csikszentmihalyi, e pubblicata per la prima volta nel suo bestseller, “Good Business”.

FLIGBY v2.0 – Mappa del Flow

Ora i movimenti dei tuoi collaboratori virtuali sulla mappa del Flow vengono mostrati subito dopo ogni decisione che hai preso. Non è necessario passare alla sezione feedback lasciando l’interfaccia utente principale, la mappa del Flow viene visualizzata automaticamente. Ti aiuta a capire le conseguenze del tuo comportamento di leadership in tempo reale. Per questo, abbiamo implementato uno strato speciale sullo schermo video. È come un head-up display e indica tutti i principali cambiamenti senza disturbare il flusso della storia.

Interfaccia utente ottimizzata per i dispositivi mobili

Molti degli utenti di FLIGBY sono in attesa di questo: rendendo la nostra simulazione più adatta per i dispositivi mobili. Si tratta di una tendenza importante anche sul mercato delle applicazioni di apprendimento e sviluppo: il loro utilizzo in movimento.

FLIGBY v2.0 – Interfaccia utente ottimizzata per i dispositivi mobili
FLIGBY v2.0 – Interfaccia utente ottimizzata per i dispositivi mobili

Con il suo design adattivo dell’interfaccia utente, è possibile utilizzare facilmente FLIGBY 2.0 sul tablet o anche sullo smartphone. Proprio come nel caso del tuo servizio di streaming video preferito.

Riprogettata la “Sfida dell’intervista”

Intervistare il tuo personale è un’azione importante quando prendi il posto di direttore generale presso Turul Winery. Esso offre l’opportunità di conoscerli meglio e di capire le loro aspettative verso la vostra persona. Per farla breve, è un momento strategico.

FLIGBY v2.0 – L’intervista

L’esercizio “intervista” sembrava troppo lungo, e alcuni dei nostri utenti hanno trovato il feedback ricevuto da Mr. Fligby un po’ eccessivo in molti casi. I nostri esperti hanno riprogettato questa parte della simulazione per garantire un flusso regolare degli eventi.

Biblioteca Multimediale Light

La percezione dell’utente di questa funzione era contraddittoria: alcuni lo apprezzavano molto, altri lo trovavano meno utile considerando le lunghezze dei testi. Sulla base del prezioso feedback della comunità FLIGBY abbiamo preso la decisione: la Biblioteca multimediale deve essere rinnovata. Meno testi con collegamenti più diretti agli avvenimenti reali della storia. Chiamiamo la nuova soluzione “Biblioteca multimediale Light”, riferendosi alla selezione compatta degli elementi originali. Nessun problema, tutte le voci originali saranno ancora disponibili, ma di recente in funzione del Metrix (modulo di gestione e reporting degli account di FLIGBY). Lanceremo questa funzione all’inizio del prossimo anno.

FLIGBY 2.0 – Biblioteca Multimediale Light

Buone notizie, che anche i brevi video saranno ri-modificati, offrendo una spiegazione più diretta degli argomenti dati. Niente più scoiattoli prima della spiegazione del professor Csikszentmihalyi, sono sicuro che i fan più accaniti sanno, di cosa sto ?

Risorse del computer

Nella storia di FLIGBY, tu, come direttore generale, giochi il ruolo principale. Sei tu a decidere, in base alle informazioni fornite da diverse fonti, incluse le email del tuo staff. Per consentire una panoramica più completa di questi messaggi, abbiamo creato una funzione speciale, chiamata “Risorse del computer”.

FLIGBY v2.0 – Risorse del computer

Clicca sulla sua icona e troverai tutte le e-mail in un unico posto, proprio come sul tuo vero computer. E c’è anche il Turul Drive, che ti fornisce l’accesso a nuovi contenuti speciali, come i file HR, o l’archivio dei memo delle riunioni del consiglio.

Coinvolgimento
Coinvolgimento al primo posto

All’interno della letteratura di consulenza, e in una certa misura la letteratura accademica, viene suggerita una moltitudine di diversi fattori del coinvolgimento. Questi includono avere uno stile di gestione collaborativa, dimostrare un impegno per la responsabilità sociale, creare una cultura ricca di significato e garantire ai dipendenti buoni rapporti con i loro colleghi e i manager. In collaborazione con una ricerca condotta dall’Università dell’Hertfordshire – Thomas international ha identificato sette fattori che guidano il coinvolgimento dei dipendenti.

I fattori del coinvolgimento:

Sfida: assegnare compiti impegnativi ma raggiungibili ai dipendenti, consentendo loro di esercitare i loro punti di forza e consentendo loro di sentire un maggiore senso di realizzazione al termine dei compiti.

 Libertà – garantire ai dipendenti la flessibilità di scegliere e prendere decisioni su come svolgere il loro ruolo. I manager dovrebbero autorizzare i loro subordinati a incoraggiare l’autonomia a creare una cultura della fiducia.

Chiarezza: chiarire ai dipendenti quali sono i loro obiettivi e garantire che i questi comprendano i loro ruoli individuali e il modo in cui questi si inseriscono nello scopo più ampio dell’organizzazione.

Riconoscimento – garantire che vi siano meccanismi formali e informali attraverso i quali sia i manager che i colleghi possono riconoscere e apprezzare il contributo degli altri.

Insieme – promuovere lo sviluppo di relazioni interpersonali positive tra i manager e i loro collaboratori nonché garantire l’esistenza di positive condizioni di lavoro. Si dovrebbe promuovere una cultura solidale.

Voce– consentire ai dipendenti di parlare e di essere ascoltati quando hanno qualcosa da dire. Le idee e le opinioni dei dipendenti devono essere rispettate. Ognuno dovrebbero avere la possibilità di apportare modifiche al proprio ambiente di lavoro attraverso questi canali di comunicazione.

Crescita – garantire che i dipendenti siano dotati di adeguate opportunità di sviluppo all’interno del loro ruolo. I dipendenti devono essere consapevoli che stanno migliorando continuamente e capire come stanno procedendo nelle loro carriere.

#traintheleadership #imparadivertendoti #capoleader

Scarica qui la guida al coinvolgimento tramite i valori

La leadership basata sui valori

Essere un manager/leader efficace è indubbiamente complesso. È necessario operare bene contemporaneamente su più dimensioni e far quadrare questioni contraddittorie: tematiche urgenti con altre importanti, quantità con qualità, decisioni operative con strategiche, previsioni a breve termine con quelle a lungo termine e così via. Tuttavia, sotto questi importanti dilemmi si cela un elemento incontrovertibile: oggi una leadership efficace non dipende solo da utili compromessi e competenze tecniche, ma anche – e sempre di più – da solidi valori personali ed aziendali.

E’ possibile definire semplicemente “solidi valori personali ed aziendali”, renderli operativi ed aspirare che vengano accettati universalmente?

In accordo con il Prof. Csikszentmihalyi, che ha fatto così tanto per sviluppare e rendere operativi questi concetti, crediamo che sia possibile e che la leadership “basata sui valori” sia sempre più in ascesa in tutto il mondo. “Solidi valori personali ed aziendali” sono definiti da una serie di semplici precetti.

Ognuno è leader a modo proprio. Al nostro interno e intorno a noi, ogni giorno, ci sono innumerevoli sfide ed opportunità. Finché saremo guidati dal semplice precetto etico “non fare del male per motivi egoistici”, possiamo imparare dai nostri successi e dai nostri errori, così che gradualmente diventiamo persone migliori e, allo stesso tempo, managers/leaders “guidati dai valori” più efficaci.

Nel gestire un team o nel condurre un’organizzazione, dobbiamo divertirci nel fare il nostro meglio e, allo stesso tempo, contribuire a qualcosa al di là di noi stessi. Un esempio può essere accertarsi che i nostri prodotti, i nostri servizi e il nostro modello di business siano compatibili con un ambiente sostenibile. In sempre più società, tali questioni si stanno spostando al centro delle preoccupazioni dei leaders delle organizzazioni che ci si aspetta siano in prima linea.

Mentre ogni manager e leader aspira a rendere il team e l’organizzazione più efficace, è anche sua responsabilità tirare fuori il meglio dai collaboratori e dai dipendenti, realizzando che le sue decisioni influenzano le loro vite personali e lavorative. Sempre più lavoratori, ad esempio, scelgono consapevolmente posti di lavoro che offrano più di una semplice busta paga. Per fare un altro esempio, i luoghi di lavoro che aiutano i dipendenti a sperimentare il Flow tendono ad avere più successo su molte dimensioni rispetto ad altri.

Il processo decisionale è il compito più importante del management/leadership. Si diventa leader quando si prendono decisioni con fiducia e si accettano le responsabilità delle loro conseguenze. FLIGBY è, quindi costituito da 153 decisioni semplici e complesse che dovrai prendere. Durante il processo scoprirai come le tue decisioni plasmano il tuo destino e come impattano sulle vite e il destino degli altri. Darai anche forma allo svolgimento della storia stessa. Fare uso di questa leadership e sperimentarne le conseguenze senza incorrere in rischi reali è una delle esperienze più soddisfacenti della vita. Giocando con FILGBY guarderai – oltre che interpreterai – un affascinante sceneggiato di vita lavorativa reale.

Oggi la leadership è andata oltre la gestione di una grande organizzazione. Sempre di più leadership significa prendere decisioni e iniziative al di fuori delle organizzazioni formali.

Nella sempre più complessa società odierna – nella quale imprenditori, subappaltatori, consulenti e liberi professionisti stanno lentamente superando in numero i dipendenti interni delle organizzazioni basate sulla conoscenza – la leadership ha bisogno non solo della gestione della burocrazia, ma anche del fornire competenza, credibilità e fiducia – in altre parole di valori – e di relazioni lavorativo-umane create durante la propria carriera.

concentrazione

Quando cominciamo a rispondere a un’opportunità che presenta obiettivi chiari e fornisce un feedback immediato, probabilmente vi veniamo coinvolti, anche se l’attività non è di per se stessa molto “importante” – può trattarsi di un gioco, di un hobby o di una conversazione stimolante. Quando il coinvolgimento supera una certa soglia di intensità, sentiamo che la concentrazione si espande e a un tratto siamo profondamente immersi nel gioco, nelle attività richieste dall’hobby o nell’interazione con l’interlocutore. A questo punto non dobbiamo più decidere che cosa fare, ma agiamo spontaneamente, quasi automaticamente, anche se qualche aspetto del compito che stiamo eseguendo è molto difficile o rischioso.

Nella vita quotidiana

Nella vita quotidiana raramente concentriamo la nostra attenzione oltre un tempo breve e un livello superficiale. Al contrario siamo costantemente distratti, la nostra attenzione scivola da uno stimolo all’altro, come la “mente della scimmia” descritta dai buddhisti. Tale cronica distrazione rende più difficile sperimentare la pienezza del nostro essere. Nel Flow, invece, l’azione e la consapevolezza si fondono in un unico flusso di energia. Un rocciatore descrive così questo processo:

            è una sensazione zen, come la meditazione o la concentrazione. Quello che capita è che la mente è puntata su una cosa sola (…) allora le cose diventano automatiche (…) in qualche modo la cosa giusta viene fatta senza che neppure te ne renda conto (…) succede, tutto lì. E tu sei più concentrato.

In quei momenti la distinzione fra il sé e l’attività scompare. Citiamo un ciclista professionista: “Non hai l’impressione di essere su una bicicletta (…) ti sembra che questa macchina sia una parte di te, con cui sei nato…”. Un altro rocciatore spiega: “E’ una piacevole sensazione di totale coinvolgimento. Diventi una sorta di robot (…) o meglio, una sorta di animale (…) non avverti più altro che i movimenti del corpo (…) sei come una pantera raccolta per il balzo”. Si tratta di un tipo particolare di concentrazione, poiché non si deve sforzare la mente per pensare a fondo, come quando si cerca di risolvere un problema matematico; al contrario, sembra che il processo del pensiero non richieda alcuno sforzo.

Nella Poesia

Il poeta Richard Jones descrive efficacemente questa situazione:

            Mi sento come se fossi attraversato da un flusso di energia che lascio scorrere liberamente. Quando scrivi, un flusso di energia molto intelligente attraversa il tuo corpo, ed è quell’energia a essere concentrata ed espressa, non il pensiero. Il Flow mi attraversa quando non lascio che lo scrittore che è in me interferisca con la scrittura. Come faccio a entrare in quello stato? Mah, di solito comincio a pensare.

Nel punto in cui comincia “a pensare”, la fusione fra scrittore e scrittura svanisce; il poeta cerca di tradurre consapevolmente le idee in parole, invece di lasciare che esse sgorghino liberamente e si dispongano spontaneamente nel loro ordine. Viceversa, nello stato di Flow il poeta si concentra sulle parole che scaturiscono dalla sua mente – le assapora, le ripete con passione, si sforza di decifrarne il significato – invece di sottometterle al suo comando.

Nel Basket

Un famoso giocatore di basket descrive in modo analogo i suoi momenti più intensi: “In certi momenti del gioco mi trovo in uno stato di concentrazione superiore, in cui non esiste null’altro, nulla tranne l’atto di partecipare al gioco e tirare la palla. C’è un giocatore che deve contrastarmi, ma io non sono interessato a lui. A quel punto non sono in competizione con lui. Sto cercando di piazzare la palla nel punto perfetto, e questo non ha nulla a che fare con la vittoria o la sconfitta”.

Come in Estasi

Nello stesso Flow la concentrazione è così profonda che a volte si usa il termine “estasi” per descriverla. Il termine greco estasi significa letteralmente “stare da parte; in senso figurato, significa analogamente essere all’esterno della routine quotidiana, in una realtà a sé stante definita dalle regole e dalle esigenze di una data attività. Alcuni raggiungono l’estasi muovendosi materialmente da uno spazio a un altro – entrando in un tempio, in un museo, in un contesto naturale maestoso. Un rocciatore professionista intervistato ha dichiarato: “Un uomo sulla montagna ha grandi potenzialità. In genere la gente cerca qualcosa bevendo, drogandosi, non importa come. Ma è la natura che può portare un uomo più vicino a ciò che cerca. Scalare montagne rinforza il corpo e la mente, e consente di scrutare gli abissi più profondi dell’animo umano. Quando sei lassù vedi qual è il vero posto dell’uomo nella natura, ti senti tutt’uno con la natura”. Altri raggiungono l’estasi seduti alla loro scrivania, lasciando vagare la mente in un altro mondo dove esistono soltanto numeri, versi, problemi scacchistici o note musicali. Ralph Shapey, un noto compositore contemporaneo, ha detto:

            Sei in uno stato estatico talmente profondo che ti senti come se non esistessi. L’ho sperimentato più volte. Sembra che la mia mano sia deconnessa da me stesso e io non ho nulla a che fare con ciò che accade. Resto seduto, lo sguardo fisso nel vuoto, in uno stato di sgomento e stupore. E la musica sgorga da sé

E’ interessante notare che in realtà l’estasi è il risultato della limitatezza della nostra capacità di concentrazione. La nostra mente non può reagire a troppi stimoli simultanei. Se focalizziamo davvero l’attenzione su un dato compito, che si tratti di scalare una parete rocciosa o di scrivere musica, non possiamo percepire nulla che sia al di fuori dell’ambito circoscritto da quello stimolo.

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Continuiamo il nostro percorso nell’esame degli elementi distintivi del Flow, dopo aver affrontato i primi due (obiettivi chiari e feedback) nell’articolo di oggi approfondiremo un’altro presupposto per vivere l’esperienza di Flow : L’equilibrio fra opportunità e capacità.

È più facile venire coinvolti completamente da un compito se si pensa di riuscire a farlo. Se un compito appare al di là della nostra portata, tendiamo a reagire con ansia; se, viceversa, è troppo facile, ci annoia. In entrambi i casi l’attenzione si sposta da ciò che si deve fare: l’ansioso viene distratto dalle preoccupazioni per l’esito , mentre chi si annoia comincia a cercare qualcos’altro da fare. La condizione ideale può essere espressa da questa semplice formula: “il Flow si manifesta quando le sfide e le capacità sono elevate e le une sono all’altezza delle altre”.

Occorre però tenere presente che il giudizio “ideale” circa l’esistenza della condizione suddetta dipende dal contesto:ciò che rappresenta una sfida per una persona può non essere tale per chiunque altro. Poche persone vedono un’opportunità in una nuda parete di roccia, quasi tutti l’ignoreranno. Probabilmente i chirurghi non trovano esaltante la psichiatria (può darsi, pensano, che un analista debba trattare un paziente per anni con uno scarso miglioramento apparente) e, viceversa, uno psichiatra può ritenere che la chirurgia non richieda molta riflessione ma soprattutto abilità manuale, lo stesso tipo di abilità che serve per riparare il motore di un’automobile. Così, purtroppo, molti genitori non colgono l’opportunità di capire i figli, o si sentono scoraggiati dal farlo. Il fatto che una persona sia in grado di cogliere un’opportunità dipende in parte dalle capacità che ha ereditato o appreso. Un bambino atletico, ben coordinato, sarà attratto dallo sport, mentre il figlo di genitori che seguono attivamente una vita sociale e a tavola discutono dei fatti del giorno potrà, crescendo, sviluppare un interesse per il giornalismo e la politica.

Un’attività particolarmente favorevole al Flow è quella che offre sfide a diversi livelli di complessità. Un rocciatore osserva al riguardo: “Ci sono giorni in cui non ci si sente in forma perfetta, in cui si vorrebbe scalare una parete facile; altri giorni, invece, si è disposti a rischiare l’osso del collo”. Analogamente, non è facile esaurire le opportunità offerte dalle attività che sono propizie al Flow, poiché il limite superiore della loro complessità è molto alto: “Naturalmente, non si raggiunge mai la perfezione nella scalata, perché la mente è sempre una mossa avanti (…) Si può sempre pensare a una mossa più perfetta di quella che si sta facendo (…) è una sorta di rincorsa senza fine”.

La complessità delle sfide da affrontare è una delle ragioni per cui i chirurgi amano il loro lavoro: “è molto gratificante, e se è piuttosto difficile, è anche esaltante (…) I casi insoliti sono quelli che danno maggiori soddisfazioni, specialmente quando il paziente reagisce bene”. Il corsivo sottolinea un sentimento degno di nota: ciò che è più gratificante per questo chirurgo – e per quasi tutti gli altri intervistati – è eseguire bene un’operazione difficile. Il recupero del paziente riveste un’importanza quasi secondaria. Questo atteggiamento può essere interpretato come un segno di insensibilità da un osservatore esterno, ma è molto logico: un chirurgo non può controllare le reazioni fisiche del paziente, ma soltanto i dettagli dell’intervento. Da questo punto di vista, è nell’interesse di tutti che il chirurgo cerchi in primo luogo di fare il lavoro nel miglior modo possibile, con la speranza che l’organismo del paziente collabori.

Aumentando la propria abilità, si è in grado di rispondere a sfide più impegnative. Anzi, è quello che si deve fare per prevenire che i compiti divengano una monotona routine. La stessa esperienza del Flow diviene dunque di per se stessa un incentivo a salire a livelli più alti di complessità. Questo meccanismo viene descritto bene dai Pardey, due marinai che amano navigare nei mari del mondo da soli o in coppia:

            “Non è facile descrivere la soddisfazione che si prova quando si impara a fare qualcosa di nuovo. La prima volta che riesci a fermare la barca a vela esattamente a un metro dall’ormeggio senza che tocchi il molo, la prima volta che sistemi il portello del boccaporto senza che entri una goccia d’acqua, la prima volta che ripari perfettamente qualcosa a bordo: ognuno di questi momenti è un trionfo che riempie di gioia. Alla fine, questa autosufficienza diventa una sorta di gara con te stesso. Ti dai sempre nuovi traguardi e li superi.“

In genere, nella vita quotidiana è difficile ottenere simili “trionfi”. Il lavoro è troppo limitativo, la vita familiare è troppo prevedibile o assillante. Si reagisce cercando un compenso nelle sfide e nelle prove di abilità richieste da altre attività, come lo sport, gli hobby o i viaggi – o forse si trovano altri sbocchi, quali le relazioni extraconiugali o le droghe. Sta però di fatto che ogni attività può dar luogo al Flow, poiché anche i compiti apparentemente più banali – lavorare a una catena di montaggio, parlare ai propri figli o lavare i piatti – offrono l’opportunità di utilizzare le proprie capacità.

Alcuni sono in grado di trovare anche nei peggiori frangenti l’opportunità di esplicare le proprie capacità ed entrare nel Flow. Abbandonati alle loro proprie risorse, alcuni detenuti in condizioni di isolamento hanno imparato a elaborare dei giochi mentali per evitare di sprofondare nel vuoto, Solzenicyn ne descrive uno che preservò la sua salute mentale immaginando di viaggiare da Mosca all’America: egli aveva misurato la lunghezza della cella e ogni giorno camminava per qualche chilometro da una parete all’altra, immaginando di guardare il paesaggio lungo la strada; quando fu trasferito in un’altra prigione aveva attraversato mezzo Atlantico. Se evadere materialmente è impossibile, ci si deve affidare alle proprie risorse per crearsi un mondo migliore virtuale, frutto della propria immaginazione.

Una delle capacità umane più preziose è quella di ravvisare delle opportunità dove altri non vedono che il vuoto. In una data situazione qualcuno dirà “non c’è nulla da fare”, mentre altri troveranno una gran quantità di cose da fare e di cui godere. L’individuo che è veramente impegnato nel mondo – interessato, curioso, stimolato – trova sempre il modo di sperimentare il Flow.

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