ARTICOLO DEL BLOG:
FRANCESCA LOLLOBRIGIDA:
VINCERE SENZA RINUNCIARE A SE STESSI
La forza di Francesca nasce dall’equilibrio tra ghiaccio e vita
Quando pensiamo a una campionessa olimpica, immaginiamo ghiaccio, allenamenti estenuanti, cronometri e podi.
Ma dietro ogni medaglia c’è una persona.
E la storia di Francesca Lollobrigida ci ricorda qualcosa di fondamentale: si può essere atlete professioniste senza smettere di essere donne, madri, persone con una vita piena fuori dalla pista.
Ti interessa questo argomento?
NON È SOLO QUESTIONE DI GHIACCIO
Francesca Lollobrigida è una delle protagoniste del pattinaggio di velocità italiano, più volte sul podio internazionale e olimpico. La disciplina che pratica richiede disciplina ferrea, concentrazione, programmazione millimetrica.
Allenamenti quotidiani.
Trasferte.
Pressione.
Aspettative.
Il rischio, in carriere così totalizzanti, è che l’identità si riduca a un unico ruolo: l’atleta.
E invece no.
L’ENERGIA CHE NON ARRIVA DALL’ALLENAMENTO
Nella sua vita c’è anche il ruolo di mamma.
Ed è qui che il tema si fa interessante.
Spesso pensiamo al work-life balance come a una divisione: da una parte il lavoro, dall’altra la vita privata. Due compartimenti stagni da gestire con equilibrio matematico.
Ma nel caso di Lollobrigida, più che di bilanciamento, si può parlare di contaminazione positiva.
L’energia che nasce dalla relazione con il figlio non è “tempo sottratto” allo sport. È carburante emotivo.
È motivazione profonda.
È radicamento.
Chi lavora nello sport ad alto livello sa che la prestazione non è solo fisica. È mentale, emotiva, identitaria.
Avere un centro affettivo solido può diventare una riserva di stabilità nei momenti di pressione.
PASSIONE E IDENTITÀ: NON UNA O L’ALTRA, MA ENTRAMBE
C’è un messaggio potente nella sua storia: non dobbiamo scegliere tra ambizione professionale e dimensione personale.
La vera forza non è sacrificare tutto per un’unica area.
È integrare.
Una madre che gareggia ad altissimi livelli rompe uno stereotipo ancora molto presente: quello secondo cui la maternità rallenta, indebolisce, limita.
In realtà può amplificare.
Perché ridefinisce le priorità.
Perché rende il tempo più prezioso.
Perché insegna una gestione dell’energia ancora più consapevole.
IL LAVORO NON È TUTTO, MA NEMMENO LA VITA È “ALTRO”
Nel mondo aziendale, il tema è identico.
Quante persone pensano che per crescere debbano “mettere in pausa” tutto il resto?
Quante donne sentono il conflitto tra carriera e maternità?
Quanti professionisti vivono la casa come un’interferenza invece che come una fonte di ricarica?
L’esempio di Lollobrigida suggerisce una prospettiva diversa:
non si tratta di dividere, ma di nutrire.
La passione professionale può convivere con l’amore familiare.
E, a volte, è proprio l’equilibrio affettivo a rendere possibile la performance.
LA LEZIONE SUL GHIACCIO (E NON SOLO)
Il ghiaccio richiede equilibrio perfetto.
Un millimetro fuori asse e si perde velocità.
Forse la metafora è tutta qui.
L’equilibrio non è immobilità.
È movimento controllato.
È capacità di adattarsi senza perdere direzione.
Essere atlete, madri, professioniste, partner, persone appassionate non è un gioco a somma zero.
È un sistema integrato di energie.
E la storia di Francesca Lollobrigida ce lo ricorda con una chiarezza cristallina:
la forza non nasce solo dall’allenamento.
Nasce anche da casa.
Se ti interessa questo argomento non perderti le Pillole di Flow del 24 marzo dalle 18 alle 19. Iscrivi ora!
Ti sei mai chiesto se un gioco può davvero lavorare sulle soft skills… e addirittura misurarle?
Non parliamo di quiz o giochini motivazionali, ma di esperienze strutturate che mettono le persone nelle condizioni di agire, prendere decisioni, gestire emozioni, priorità, relazioni.
Se ti incuriosisce capire come funziona, quali soft skills entrano in gioco e cosa si può osservare (e misurare) mentre le persone giocano, allora sei nel posto giusto.
👉 Guarda la registrazione e scopri cosa succede quando il gioco diventa uno strumento serio di sviluppo.
Vuoi avere più informazioni? Chatta con Mr. Fligby il nostro Assistente Virtuale
Ti interessa questo argomento?
IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO
LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.
IL LIBRO DI STEFANO SELVINI
“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”
“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”
“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”
FILIPPO POLETTI – Top Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro
leggi gli altri
ARTICOLI DEL BLOG

LA TUA AZIENDA VERSA OGNI MESE DEI SOLDI PER LA FORMAZIONE.
Fai una prova. Apri il cedolino paga di novembre e cerca la voce “contributi fondi interprofessionali”. C’è, anche se probabilmente non l’hai mai notata — nessuno la nota, è sepolta tra decine di altre righe che nessun HR legge davvero.
Ogni mese, insieme agli stipendi, la tua azienda versa lo 0,30% del monte salari all’INPS.
Non è una tassa. È un salvadanaio.
Solo che l’80% delle PMI italiane non lo apre mai. E quei soldi, silenziosamente, ogni anno tornano allo Stato — come se non fossero mai stati versati.

TORNI DALLE VACANZE PIÙ STANCO DI QUANDO SEI PARTITO? IL PROBLEMA NON SONO I GIORNI DI FERIE.
Metà agosto. Foto in spiaggia, aperitivo al tramonto, quel libro che porti in valigia da tre anni e non apri mai. Poi il 25 agosto succede la cosa strana: sei tornato, sei abbronzato, e sei comunque cotto come una bistecca lasciata troppo sulla griglia.
Se ti è già successo, buone notizie: non sei pigro, non sei “poco resiliente”, non hai sbagliato meta. Hai solo applicato al riposo lo stesso errore che applichiamo al lavoro: pensare che basti il tempo. Non basta il tempo. Serve l’energia giusta, gestita nel modo giusto. E qui la faccenda si fa interessante, perché è la stessa identica lezione che dovremmo portarci in ufficio undici mesi l’anno.

IL BURNOUT NON ARRIVA ALL’IMPROVVISO. SI COSTRUISCE OGNI GIORNO.
C’è una cosa che quasi tutti i manager e i responsabili HR hanno in comune, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’azienda.
Quando descrivono il periodo più difficile della loro carriera, o la perdita di un talento chiave, usano le stesse parole:
“Non me ne ero accorto.”
“Pensavo di reggere.”
“A un certo punto il sistema è semplicemente collassato.”
Il burnout è una delle patologie più subdole del mondo del lavoro moderno. Non arriva con un segnale preciso, si accumula in silenzio, settimana dopo settimana. E quando esplode, il conto è sempre molto più alto di quello che si poteva immaginare.

IL VIAGGIO VERSO IL FLOW: AREE PROTETTE ALPI MARITTIME
C’è una lezione silenziosa e straordinaria che la natura insegna ogni giorno tra le vette maestose e le valli : un fiume non lotta mai contro le rocce che trova sul suo cammino, né si ferma a lamentarsi se il letto si restringe. Trova una via, si adatta, plasma la pietra e continua a scorrere, portando vita ovunque passi.
È con questo identico spirito che le persone che ogni giorno custodiscono lo splendido Parco delle Alpi Marittime hanno deciso di mettersi in gioco, trasformando la formazione tradizionale in un’esperienza di pura evoluzione organizzativa.
Come partner strategici di questo viaggio, non abbiamo progettato un semplice corso in aula, ma un vero e proprio ecosistema d’innovazione.

LE IDEE MAI DETTE COSTANO PIÙ DI QUELLE SBAGLIATE
C’è una scena che si ripete in quasi ogni azienda.
Il direttore chiede: “Qualcuno ha idee su come affrontare questo problema?”
Silenzio.
Qualcuno controlla lo smartphone. Qualcun altro annuisce in modo vago. La riunione finisce con i soliti tre che parlano e tutti gli altri che ascoltano passivamente.
Poi, nel parcheggio o davanti alla macchinetta del caffè, emergono le vere opinioni:
“Io avrei fatto diversamente…”
“Secondo me il problema reale è un altro.”
“L’ho detto mille volte, ma tanto nessuno ascolta.”
Questo è il costo invisibile che nessun bilancio societario registra: il valore delle idee che le persone hanno in testa, ma che non portano mai sul tavolo.

MENTRE TU RISPONDI ALLE ULTIME 100 EMAIL, I TUOI COMPETITOR USANO L’AI PER CRESCERE
Come manager e leader, il tuo valore aggiunto risiede nella strategia, nella motivazione del team, nella risoluzione di problemi complessi. Eppure, ogni singolo giorno, gran parte del tuo potenziale viene prosciugato da un costante “rumore di fondo” fatto di mille micro-attività ripetitive, notifiche asfissianti e compiti burocratici.
Nelle aziende accade esattamente lo stesso azzardo ogni giorno. Solo che al posto dei medici ci sono i direttori d’area: il Marketing, le Vendite, la Produzione, le Risorse Umane.
Spesso si pensa che basti mettere insieme ottimi professionisti per avere un’azienda efficiente. Mandiamo i manager ai classici corsi teorici, spieghiamo loro l’importanza di “collaborare” e poi li rimandiamo alle loro scrivanie. Il risultato? Il lunedì mattina la realtà li travolge e ognuno torna a difendere il proprio orticello.
Quando un’organizzazione rifiuta di investire sul pensiero sistemico e rinuncia a strumenti di simulazione d’impatto come Friday Night at the ER, non sta semplicemente risparmiando sul budget della formazione. Sta pagando una tassa occulta, altissima e quotidiana.
Ecco il vero conto che i “silos aziendali” presentano al tuo conto economico.
APPROFONDIAMO INSIEME!
Ti interessa a questo argomento?
Parliamone insieme!
Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.
Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.
