Parliamo di “focus” per descrivere la capacità di dirigere tutta la nostra attenzione e concentrazione su una particolare attività, obiettivo o compito specifico. Questo significa che quando si è in “focus”, ci si dedica completamente a ciò che si sta facendo, eliminando qualsiasi interferenza o distrazione esterna. In altre parole, il focus rappresenta l’elemento essenziale per entrare nello stato di Flow e raggiungere così prestazioni ottimali.

Il focus consente di sfruttare al massimo le proprie abilità e risorse cognitive. Quando ci si concentra pienamente su un compito, si può agire in modo più efficace, prendere decisioni più ponderate e ottenere risultati migliori. Vediamo in che modo il focus possa facilitare il raggiungimento dello stato di flow:

  1. Obiettivi chiari: Il focus è una componente chiave nel processo di determinazione degli obiettivi poichè aiuta a definire in modo specifico ciò che si desidera raggiungere. Inoltre, quando si è concentrati su ciò che è veramente importante, è possibile determinare quali obiettivi siano la priorità, evitando di disperdere energie su obiettivi secondari.
  2. Bilanciamento sfide-abilità: il focus consente di analizzare attentamente le sfide che si affrontano, comprendendo quali possano essere per noi gli ostacoli e le difficoltà; allo stesso tempo permette di valutare le risorse, le competenze e le conoscenze che possediamo e che dobbiamo mettere in gioco per affrontare le sfide. Inoltre, il focus consente di monitorare costantemente la situazione e apportare adattamenti quando necessario. Se le sfide superano le proprie abilità attuali, il focus aiuta a riconoscerlo e a cercare opportunità per sviluppare nuove competenze.
  3. Feedback: la capacità di concentrarsi può migliorare notevolmente la qualità del processo di feedback. Nel momento in cui si riceve un feedback è essenziale essere completamente presenti e concentrati durante il processo di ascolto, evitando distrazioni e dimostrando apertura mentale per accogliere le informazioni in modo obiettivo. Il focus consente di praticare l’ascolto attivo, ovvero il coinvolgimento attivo nella conversazione con chi sta fornendo il feedback. Questo significa fare domande, cercare chiarimenti e dimostrare interesse, senza giudizio, per le opinioni dell’altra persona. Allo stesso modo, quando si fornisce un feedback, il focus aiuta a essere chiari e precisi nelle comunicazioni, concentrati sul messaggio che si vuole trasmettere evitando ambiguità.
  4. Attenzione focalizzata: quando ci concentriamo su un compito, riduciamo le possibilità di essere interrotti da fattori esterni, come notifiche sul telefono o rumori di fondo. Il focus ci abitua a concentrarci su un’attività specifica per periodi più lunghi. Questa pratica regolare può migliorare la capacità di mantenere l’attenzione focalizzata su compiti complessi e impegnativi.
  5. Unione tra azione e consapevolezza: il focus è un elemento essenziale per migliorare l’unione tra azione e consapevolezza, perchè consente una maggiore sincronia tra mente e corpo. Aumentando la nostra concentrazione riusciremo a ridurre il divario tra ciò che pensiamo di fare e ciò che effettivamente facciamo, elimando le distrazioni e i pensieri negativi che potrebbero disturbare la performance.
  6. Senso di controllo: il focus permette di svolgere con fluidità il compito che stiamo svolgendo, mantenendo costantemente il controllo della situazione. Più siamo concentrati più sapremo esattamente cosa fare passo dopo passo.
  7. Perdita della coscienza del sé: quando siamo così in focus e immersi in ciò che stiamo facendo diventiamo quasi “un tutt’uno con l’attività” e perdiamo temporaneamente la consapevolezza di noi stessi come individui separati. Le preoccupazioni di cosa potrebbero pensare gli altri noi o quello che noi pensiamo di noi stessi svaniscono. Esiste solo quello che stiamo facendo.
  8. Distorsione del tempo: quando siamo concentrati su un’attività che ci appassiona e alla quale dedichiamo la nostra attenzione totale, il tempo può sembrare passare più velocemente di quanto lo farebbe normalmente.
  9. Motivazione intrinseca: quando ti concentri su un’attività, la tua attenzione è completamente rivolta a essa. Questo coinvolgimento completo può aumentare il tuo interesse per l’attività stessa. Inoltre, quando scegli consapevolmente su cosa concentrarti, avverti un senso di controllo e decisione personale che può rafforzare la motivazione intrinseca.

focus e flow

Il focus è un alleato prezioso che ci guida nell’esperienza del flow e ci accompagna attraverso le sfide, trasformando ogni momento in un’opportunità per la crescita personale e il benessere. Imparando a coltivare il nostro focus, possiamo sbloccare il nostro potenziale e vivere ogni momento con una maggiore consapevolezza e serenità.
Per questo motivo tutti i nostri momenti di formazione partono con alcuni brevi esercizi per aumentare il focus dei partecipanti e rimanere concentrati durante le attività.
Vuoi avere qualche informazione in più sui nostri percorsi? Manda una mail a contatta@capoleader.com

In questo articolo andremo a scoprire 5 tra le principali strategie da utilizzare per allenare il focus ed aumentare la concentrazione durante le nostre attività lavorative.

Il focus è la capacità di concentrare la propria attenzione e risorse cognitive su un obiettivo, un’attività o un compito specifico.
In altre parole, è la capacità di dedicare tutta la propria energia mentale a ciò che si sta facendo in quel momento. E’ essenziale per raggiungere risultati significativi, migliorare la produttività e ottenere una migliore comprensione delle sfide affrontate. Per semplificare e chiarire meglio il concetto, pensiamo all’utilizzo di una lente di ingrandimento che concentri in un unico punto di un foglio di carta i raggi del sole. I raggi concentrati sulla carta scatenano energia per bruciare il foglio, come allo stesso modo la nostra attenzione focalizzata riesce a fornirci l’energia necessaria per avere alte performance.

Abbiamo analizzato in precedenza che l’attenzione focalizzata è uno degli elementi che contraddistinguono e si sperimentano durante lo stato di Flow.
Risulta quindi importante comprendere come allenare il focus e utilizzarlo per migliorare le nostre performance. Ecco a voi alcuni suggerimenti per farlo:

1. Eliminare le distrazioni

Per mantenere un focus efficace, è importante ridurre o eliminare le distrazioni che possono interferire con l’attività in corso. Questo può includere distrazioni visive, sonore o digitali.
Riuscire ad eliminare le possibili fonti distraenti, ad esempio silenziando il cellulare, lavorando in un posto riservato, utilizzando delle cuffie, lasciando andare le preoccupazioni e i pensieri negativi, permette di aumentare la produttività.
La nostra mente sarà concentrata solamente sul compito che stiamo svolgendo.

2. Allenare la consapevolezza

Allenare la consapevolezza per aumentare la concentrazione è un’abilità preziosa per migliorare l’efficienza e la qualità del lavoro.
Connettersi al momento presente attraverso dei profondi respiri può essere una semplice strategia per unire la nostra mente al nostro corpo aumentando la nostra concentrazione e diminuendo le distrazioni.
La mindfulness ad esempio è molto utile per allenare la mente a concentrarsi solo su quello che succede nel qui ed ora, lasciando scorrere i nostri pensieri e riconnettendoci alle sensazioni provate in quel preciso istante.

come allenare il focus

3. Evitare il multitasking

Il multitasking si riferisce alla pratica di svolgere più attività o compiti contemporaneamente o in rapida successione. Questa pratica è comune in molti ambienti di lavoro, poiché le persone spesso devono gestire una serie di compiti e responsabilità diverse in poco tempo.
Il multitasking può sembrare una strategia efficace per gestire più compiti contemporaneamente, in realtà può avere effetti negativi sulla produttività e sulla qualità del lavoro:

– Divisione dell’attenzione: il cervello può concentrarsi solamente su un compito alla volta, la nostra attenzione quindi si sposterà continuamente da un compito ad un altro, riducendone la qualità.
– Risorse cognitive limitate: il cervello umano ha risorse cognitive limitate, tra cui memoria di lavoro e capacità di attenzione. Tentare di eseguire troppe attività contemporaneamente può sovraccaricare queste risorse e rendere più difficile svolgere qualsiasi attività in modo efficace.
– Maggiore probabilità di errori: quando si pratica il multitasking, c’è una maggiore probabilità di commettere errori, specialmente se le attività richiedono attenzione ai dettagli o precisione.
Per aumentare il focus è necessario svolgere un solo compito alla volta, dedicando le nostre energie e la nostra completa attenzione a quell’attività.

Il nostro cervello può essere paragonato ad un computer: quando ha troppe applicazioni che consumano la RAM, rallenta e in alcuni casi si blocca. Chiudere le istanze aperte nel nostro cervello equivale un po’ a riavviare il computer.

4. Gestione del tempo personalizzata

Nessuno vuole ammetterlo, ma dire che non abbiamo tempo è una delle più grandi scuse degli ultimi tempi. Sicuramente gli impegni sono tanti, ma il problema sta nella corretta gestione del tempo.
La gestione del tempo personalizzata è un approccio che tiene conto delle proprie esigenze, preferenze e obiettivi individuali per ottimizzare il modo in cui si organizza il tempo e si affrontano le attività quotidiane.
Una gestione del tempo personalizzata può aiutare le persone a concentrarsi più facilmente sulle proprie attività. La capacità di concentrarsi dipende da come si struttura la giornata e come si gestiscono le distrazioni.

Alcuni suggerimenti possono essere:
– Identifica le tue priorità: Inizia valutando quali attività o obiettivi sono più importanti per te. Cosa desideri realizzare a breve e lungo termine? Questo ti aiuterà a stabilire le tue priorità.
– Tieni un diario del tempo: Per alcuni giorni o settimane, annota come trascorri il tuo tempo. Questo ti darà una visione chiara di come attualmente stai utilizzando il tuo tempo e potrà aiutarti a individuare aree in cui apportare miglioramenti.
– Definisci obiettivi SMART: Crea obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e limitati nel tempo. Questi obiettivi ti forniranno una guida chiara su cosa concentrarti.
– Sviluppa una pianificazione giornaliera o settimanale: Crea una lista delle attività da svolgere ogni giorno o settimana. Assicurati di assegnare un tempo specifico per ciascuna attività e cerca di rispettarlo.
– Pianifica dei tempi di transizione tra un impegno e l’altro, in modo da riuscire a “riavviare il nostro cervello” e rimetterlo in focus sulle attività successive.
– Sperimenta e adatta: Non esiste un unico approccio alla gestione del tempo che funzioni per tutti. Sperimenta diverse strategie e adattale in base alle tue esigenze e alle tue osservazioni sui risultati ottenuti.
– Non essere troppi ottimisti sul tempo necessario per svolgere le nostre attività. Valutare onestamente i propri impegni è la chiave per pianificare correttamente le attività settimanali.

5. Fai delle brevi pause

Smetti di lavorare.
Molte volte pensiamo che rimanere fino a tardi in ufficio o non fare pranzo per continuare a lavorare sia la soluzione migliore per essere produttivi ed efficaci.

Sbagliato.

Il nostro cervello ha bisogno di pause per lavorare bene.
Fare delle pause di breve durata, deviare l’attenzione per qualche momento, aiuta a migliorare il focus mentale.
Inoltre, consente al cervello di “ripristinarsi” e assorbire la conoscenza per rafforzare le connessioni tra i neuroni. A sua volta, questo porterà a prestazioni migliori.
Programmare tante piccole pause durante la giornata è la soluzione migliore per raggiungere prestazioni di qualità.

In un ambiente sempre più frenetico, dove le richieste professionali sembrano aumentare di giorno in giorno, l’allenamento del focus emerge come un’arma segreta per il successo. La capacità di concentrarsi è diventata una risorsa preziosa, un faro che ci guida attraverso la volatilità, l’incertezza, la complessità e l’ambiguità del mondo attuale. Investire tempo ed energie per coltivarlo è la strada migliore per raggiungere una maggiore produttività, una migliore qualità e una maggiore soddisfazione personale.
Voi scoprire come allenare il focus in modo divertente? Manda una mail a contatta@capoleader.com per scoprire le nostre proposte formative.

Nelle scorse settimane abbiamo affrontato il tema dell’insoddisfazione lavorativa e delle possibili cause; abbiamo visto l’impatto del Principio di Peter negli ambienti di lavoro ed esplorato l’importanza della definizione del nostro lavoro. Oggi facciamo un passo in più e iniziamo a capire cosa rende le persone felici al lavoro.

Non sono i soldi a rendere soddisfatte e felici le persone, Michael C. Bush ci spiega come il fattore principale si trovi nel rapporto tra leader e collaboratori. In particolare, cercando di implementare queste tre strategie:

  1. Fiducia e rispetto
  2.  Equità
  3. Ascolto

Le aziende che investono nel miglioramento di queste tre strategie possono andare incontro con più facilità ad un aumento della soddisfazione dei dipendenti, una maggiore produttività e una diminuzione del turnover.

Ora che abbiamo visto cosa rende felici le persone al lavoro, possiamo dire che investire sulla formazione dei propri leader è il modo migliore per creare un effetto a cascata di benefici sull’intera organizzazione. Vuoi scoprire come farlo in modo divertente? Manda una mail a contatta@capoleader.com

 

cosa rende le persone felici al lavoro

Oggi partiamo da una domanda apparentemente facile che però sottintende alcune profonde convinzioni che potrebbero limitarci; cercare di capire cos’è per te il lavoro non è affatto scontato e semplice. Ogni tanto faccio questa domanda alle persone che ho di fronte a me e le risposte sono quasi sempre incentrate sui risultati esterni prodotti dal lavoro. Costruire una casa, caricare un camion, vendere un’auto, gestire un’azienda sono dei lavori. Si rimane spesso nella modalità “fare qualcosa”.

Tipicamente le persone associano al lavoro le seguenti definizioni:

  • Ciò che devo fare rispetto a ciò che voglio fare;
  • Ciò che faccio per i soldi;
  • Portare a termine un compito;
  • Fare ciò che il capo mi dice di fare;
  • Le mie attività che associo alle parole “duro” e “impegnativo”;
  • Raggiungimento di un risultato;
  • Obbligo e dovere
  • Responsabilità e affidabilità.

In uno dei precedenti articoli abbiamo preso in considerazione quanto spesso le persone siano insoddisfatte del proprio lavoro, va da se che la definizione che diamo di lavoro è il fattore principale che condiziona la nostra esperienza. La nostra definizione diventa il contesto in cui svolgiamo le attività lavorative e quindi esercita una grande influenza sui nostri pensieri, sentimenti, atteggiamenti e azioni. Il più delle volte le convinzioni derivano dal contesto sociale che abbiamo vissuto e per questo diventano difficili da riconoscere e a maggior ragione da cambiare. Il primo passo è quello di esaminare la nostra definizione di lavoro e quindi ridefinire il lavoro secondo nuovi paradigmi.

Se definiamo il lavoro, un obbligo, un sacrificio, ciò che non vogliamo veramente fare, quali saranno le nostre sensazioni quando lo svolgiamo? Frustrazione, noia, ansia, rabbia come minimo.

Esiste un altro modo per definire il lavoro? Esiste una definizione che generi emozioni opposte a quelli citate poco fa? E’ possibile trovare una definizione che possa farlo diventare fonte di felicità, gioia e coinvolgimento?

Se la tua attuale definizione non ti soddisfa, la base di partenza è capire meglio da dove deriva e soprattutto capire come si è costruita. Può essere utile ripercorrere la propria esperienza lavorativa fin da quando eravamo bambini. Come siamo stati influenzati dal nostro contesto sociale? Come ci è stato descritto il lavoro da genitori, insegnanti e dai nostri capi?

Al nostro interno esistono due motivazioni al lavoro una intrinseca e l’altra estrinseca. La prima dipende da quello che mi piace fare, dalle mie passioni e dalle emozioni positive generate dalla mia attività. La seconda è incentrata sulle aspettative degli altri, sul risultato a tutti i costi, sulla mera ricompensa delle nostre attività.

Se siamo insoddisfatti del nostro lavoro probabilmente abbiamo incentrato la nostra definizione sulle motivazioni estrinseche, sulla soddisfazione degli altri più che di noi stessi. E’ necessario quindi ribilanciare la definizione e includere motivazioni intrinseche che rendano il lavoro fonte di soddisfazione e felicità.

Pongo l’accento sul fatto che stiamo parlando di qualcosa che va al di là del lavoro stesso. Forse siamo insoddisfatti del nostro lavoro proprio perché le nostre aspettative sono sbagliate. Dalla mia esperienza, ogni lavoro può essere fonte di soddisfazione

Esiste un legame tra il Super Bowl e la Teoria del Flow?

Nella notte tra domenica e lunedì scorsi si è svolto il Super Bowl, ovvero la finale del campionato della National Football League, la lega di football americano professionistico. In questa appassionante edizione Kansas City Chiefs ha avuto la meglio nel finale contro i Philadelphia Eagles.  Il Super Bowl è uno degli eventi più famosi al mondo, seguito da circa 150 milioni di spettatori. Non è solo una partita, è un vero e proprio spettacolo in cui viene organizzato un halftime show in grande stile, che coinvolge artisti di fama nazionale ed internazionale, ed intere orchestre.
Le aziende che vogliono pubblicizzare i propri prodotti, arrivano a pagare in media 5 milioni di dollari per 30 secondi di pubblicità, sfidandosi in spot originali e divertenti, come quello del McDonald’s o della Pepsi. Iconico è lo spot di Apple del 1984 per il lancio del Macintosh Computer.

Per noi di CapoLeader, il Super Bowl ha un valore speciale. Infatti, trenta Super Bowl fa, nel 1993, è successo qualcosa di molto particolare durante la partita dei Buffalo Bills contro Dallas Cowboys. Nella pausa, Jimmy Johnson , coach dei  Dallas Cowboys , mostrò alla telecamera il libro “Flow” del Prof. Mihaly Csikszentmihalyi, spiegando che le idee contenute in quell’eccezionale libro avevano contribuito moltissimo alla preparazione della squadra. I Dallas Cowboys hanno vinto il Super Bowl quell’anno, dimostrando la validità delle idee contenute nel libro.

Jimmy Johnson ha spiegato come il concetto del Flow abbia cambiato la mentalità della squadra. Riuscire a portare in questo stato mentale le proprie persone permette di raggiungere performance di alta qualità, aumenta il coinvolgimento, la concentrazione e il divertimento. E’ famosa la sua citazione:

“La mia squadra ha vinto, grazie a questo libro.
Abbiamo fatto ciò che è scritto in questo libro.
Leggete questo libro!
Flow!”

Il libro del Prof. Csikszentmihalyi è diventato famoso da un giorno all’altro grazie a Jimmy Johnson.

Dieci anni dopo, nel 2003, il Prof. ha esteso la sua teoria del Flow anche all’ambito lavorativo. Così come Jimmy Johnson ha sperimentato e utilizzato il flow per raccogliere successi in ambito sportivo, allo stesso modo i manager e i leader aziendali possono utilizzare lo stato di Flow mentre svolgono il proprio lavoro per raggiungere prestazioni e risultati eccellenti. Nasce così Buon Business, un libro in cui viene spiegata la Leadership che promuove il Flow. Questo libro rappresenta “il Sacro Graal” per manager, hr e imprenditori che vogliono portare un cambiamento culturale nella propria azienda, migliorando il benessere e il clima organizzativo e aumentando la produttività.

Per aiutare le persone a mettere a terra quanto appreso durante la lettura di Buon Business, il Prof. Csikszentmihalyi ha collaborato con una Software House, ALEAS Simulations, dando origine a Fligby. Fligby è un simulatore di Leadership che permette alle persone di sviluppare le competenze di leadership che promuovano il Flow, in un contesto sicuro e protetto. Ogni partecipante assumerà il ruolo di Direttore Generale di un’azienda vinicola californiana, dovrà gestire un team di sette persone, affrontando situazioni complesse simili a quelle reali. L’obiettivo è creare un ambiente dove il benessere, la sostenibilità, il profitto e la ricerca dello stato di Flow siano in equilibrio e in continua crescita.

Se vuoi avere qualche informazione in più su come poter applicare la Teoria del Flow nella tua azienda, raggiungendo risultati ottimali, manda una mail a contatta@capoleader.com