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LE 4 COMPETENZE CHE DECIDONO
SE UN MANAGER VA IN FLOW

C'è un tipo di manager molto comune: si descrive come "bravo a dare feedback". Lo dà spesso, con calma, di solito a fine riunione. Tipo: ottimo lavoro, andiamo avanti così.

Poi arriva la simulazione. E i dati raccontano un'altra storia: quel feedback è generico, arriva tardi, e nessuno cambia mai comportamento dopo averlo sentito.

Non è un caso reale, è solo un tipo umano molto diffuso. Quello che pensiamo di saper fare e quello che facciamo davvero, sotto pressione, spesso non coincidono.

Approfondiamolo insieme →

QUATTRO COMPETENZE E LO STATO DI FLOW

FLIGBY osserva 29 competenze di leadership mentre un manager gestisce un'azienda simulata sotto pressione. Quattro di queste risultano le più legate allo stato di flow: capacità di bilanciamento, feedback, punti di forza personali, pensiero strategico.

Il motivo è più intuitivo di quanto sembri. Il flow non è "essere positivi" o "avere energia", è restare lucidi e concentrati mentre la situazione si complica, invece di andare in tilt o spegnersi. E per restarci servono esattamente queste quattro cose. Qualcuno che calibri la sfida alla misura giusta, altrimenti ti annoi o vai in ansia. Un modo per capire, in tempo reale, se stai andando nella direzione giusta, altrimenti navighi alla cieca fino alla prossima valutazione annuale. La capacità di appoggiarti a quello che sai fare meglio invece che ai riflessi automatici, altrimenti la pressione ti fa regredire ai comportamenti di sempre. E uno sguardo che va oltre l'urgenza del momento, altrimenti risolvi il problema di oggi creandone uno più grande per la settimana prossima.

Non sono un podio, sono quattro leve che si possono allenare. Vediamole una per una, con una domanda scomoda per ciascuna.

Capacità di bilanciamento.
Calibrare la sfida rispetto a quello che una persona sa già fare. Troppo facile, il team si spegne e naviga su LinkedIn sotto al tavolo. Troppo difficile, si blocca. Quante volte hai dato lo stesso compito a due persone con esperienza molto diversa, solo perché tanto lo sanno fare tutti?

Feedback.
Non quello che pensi di dare, quello che cambia davvero qualcosa. Dire ottimo lavoro a fine riunione costa zero energia mentale. Indicare un comportamento preciso da ripetere o correggere, nel momento giusto, molto di più. L'ultimo feedback che hai dato, chi lo ha ricevuto saprebbe dirti cosa fare di diverso domani?

L'idea centrale

Non conta quello che sai fare.
Conta quello che fai quando conta.

Punti di forza personali.
Non riguarda solo conoscere i propri, ma soprattutto saper riconoscere quelli degli altri, e usarli per aiutare ciascuno a trovare il compito adatto invece di assegnare lo stesso tipo di lavoro a tutti allo stesso modo. Sotto stress la maggior parte dei manager smette di farlo: torna ai riflessi automatici, affida i compiti a chi ha davanti in quel momento, non a chi nel team è più portato per quel tipo di lavoro. Nell'ultima situazione davvero difficile, hai assegnato i compiti pensando ai punti di forza di ciascuno, o alla prima persona libera?

Pensiero strategico.
Guardare oltre l'urgenza e collegare una decisione alle sue conseguenze, più avanti nel tempo. Non è pianificazione astratta a lungo termine, è la domanda che ti fai prima di risolvere il problema di oggi nel modo più veloce possibile. L'ultima decisione presa per chiudere in fretta, che effetto ha avuto due settimane dopo?

Diagramma a nido d'ape delle 29 competenze di leadership osservate da Fligby, con le quattro competenze piu determinanti per lo stato di flow evidenziate in verde: capacita di bilanciamento, feedback, punti di forza personali, pensiero strategico
Le 29 competenze osservate da Fligby. In verde, le quattro piu determinanti per lo stato di flow.

IL COMPORTAMENTO OSSERVATO, NON QUELLO DICHIARATO

Qui la differenza tra un questionario e una simulazione. Chiedi a un manager se sa dare feedback efficace: la risposta è quasi sempre sì, con vari livelli di convinzione. Fligby non chiede. Osserva. Mette il manager in scenari aziendali reali, sotto pressione, e registra cosa fa davvero, decisione dopo decisione.

Le quattro competenze non sono un elenco da spuntare a fine anno in una scheda di valutazione. Sono il punto da cui parte un lavoro serio sul flow di un team, perché un manager può intervenire su di loro concretamente. Non sono un tratto di personalità fisso, sono muscoli. Se vuoi vedere Fligby all'opera prima di portarlo nella tua azienda, martedì 6 ottobre alle 12:30 dedichiamo 45 minuti a questo, in pausa pranzo. Per iscriverti clicca sul link qui sotto.

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Il primo appuntamento sarà martedì 6 ottobre ore 12.30-13.15.

Esploreremo come Fligby, la nostra leadership simulation mette alla prova le decisioni dei vostri manager e fa emergere aree di forza e di miglioramento.

Il prossimo passo

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IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTI – Top Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

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CASE STUDY: COSA SUCCEDE QUANDO 12 MANAGER SEGUONO IL FLOW4LEADER PROGRAM

E se il problema non fosse la mancanza di formazione dei singoli manager, ma il fatto che stiamo formando i singoli senza allenare il sistema in cui devono lavorare insieme?

Da qui nasce la scelta del Flow4Leader Program.

Non dodici corsi individuali.
Non un altro workshop di leadership.

Un unico percorso per 12 manager, lungo 10-12 mesi, nel quale crescita individuale e crescita organizzativa procedono insieme.

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FLOW4LEADER PROGRAM: PERCHÉ CI VOGLIONO 12 MESI PER CAMBIARE UN LEADER (E NON BASTA UN CORSO)

Nessuno si aspetta di correre una maratona dopo un weekend di allenamento intenso. Eppure continuiamo ad aspettarci che un manager cambi comportamento per sempre dopo due giorni d’aula, un buffet e un attestato di partecipazione.

Dodici mesi, quando lo diciamo a un HR director, è quasi sempre la prima obiezione: non si può accorciare a tre o quattro?

Il Flow4Leader Program dura così tanto apposta.

La risposta breve è no. Se hai già mandato un manager a un corso di due giorni, tornato carico il lunedì e uguale a prima entro fine mese, probabilmente lo sospetti anche tu. Il problema non è mai stato il contenuto delle slide. È il tempo che serve perché qualcosa smetta di essere una nozione e diventi un riflesso, e nessuno ha mai sviluppato un riflesso in quarantotto ore.

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SVILUPPO INDIVIDUALE O PENSIERO SISTEMICO? LA DOMANDA CHE FA PERDERE TEMPO E BUDGET

Quante volte hai dovuto scegliere tra un corso sulla leadership individuale e un percorso sul cambiamento organizzativo, convinto che rispondessero a due esigenze diverse? Il catalogo formativo medio è costruito proprio così: da una parte le soft skill del singolo, dall’altra i processi e la cultura aziendale. Come se il primo non dipendesse quasi mai dal secondo.

Non dipende quasi mai da uno solo dei due. Ed è lo stesso errore di cui parlavamo la settimana scorsa: formare il leader senza toccare il sistema intorno a lui, o il contrario.

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LA TUA AZIENDA VERSA OGNI MESE DEI SOLDI PER LA FORMAZIONE.

Fai una prova. Apri il cedolino paga di novembre e cerca la voce “contributi fondi interprofessionali”. C’è, anche se probabilmente non l’hai mai notata — nessuno la nota, è sepolta tra decine di altre righe che nessun HR legge davvero.

Ogni mese, insieme agli stipendi, la tua azienda versa lo 0,30% del monte salari all’INPS.

Non è una tassa. È un salvadanaio.

Solo che l’80% delle PMI italiane non lo apre mai. E quei soldi, silenziosamente, ogni anno tornano allo Stato — come se non fossero mai stati versati.

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