Mi è capitato recentemente di rivedere un film d’animazione che ha catturato la mia attenzione. Mi ha colpito il fatto che rappresentasse molto approfonditamente lo stato di Flow. Molte persone sono convinte che i film d’animazione siano solo per bambini. Questo non è assolutamente vero. Le riflessioni e gli insegnamenti che vengono proposti al loro interno sono molto profondi e sono adatti anche per gli adulti. In alcuni casi, solo una persona che ha già affrontato sfaccettature diverse della propria esistenza riuscirà a comprendere appieno il significato.

In questo articolo andremo ad analizzare un famoso film d’animazione della Disney Pixar: Soul.

La storia

Joe Gardner insegna musica alle scuole medie, ma il suo sogno è quello di suonare nel jazz club di New York e di diventare un importante pianista jazz. L’occasione sembra arrivare quando viene chiamato per sostituire un musicista nel complesso di una nota sassofonista, Dorothea Williams.

Joe impressiona Dorothea con il suo modo di suonare il pianoforte e gli viene offerto il lavoro. Mentre Joe si avvia felicemente per prepararsi per la sua prima vera esibizione quella notte, cade in un tombino. Joe sotto forma di anima si ritrova nell’Altro Mondo. Non volendo morire prima della sua grande occasione, cerca di scappare, ma finisce nell’Ante Mondo, dove i consulenti delle anime, creano giovani anime per la vita sulla Terra.

Joe si finge uno dei mentori che dovranno aiutare le giovani anime a trovare la propria “scintilla”, che consentirà loro di ottenere il pass per andare sulla Terra ed iniziare la propria vita. A Joe verrà assegnata 22, un’anima non intenzionata a vivere con la quale comincerà un viaggio, tra il mondo reale e Ante Mondo, che permetterà a entrambi di vedere la vita con occhi nuovi apprezzandola in un modo diverso e unico.

Il Flow

Nel film viene rappresentato molto bene cosa capita quando una persona si trova nello stato di Flow, ovvero uno stato mentale di massima concentrazione e consapevolezza ideato dal Prof. Csikszentmihalyi. 22 mostra a Joe un luogo dove le persone si trovano “in bolla”, uno stato intermedio tra ciò che è fisico e ciò che è spirituale. Quando le persone sono pienamente coinvolte nell’attività che stanno svolgendo è come se fossero estraniate dall’ambiente in cui si trovano, sono pienamente concentrate e raggiungono le loro massime performance. 22 mostra a Joe cosa succede quando questo stato viene disturbato. Nel momento in cui questa “bolla” si rompe le persone immediatamente si distraggono e fanno errori, perché perdono quella connessione che univa la loro mente e il loro corpo.

Joe impara che essere in “bolla” crea gioia, ma quando la gioia diventa un’ossessione avviene il distacco dalla vita. Infatti poco dopo incontra delle figure mostruose che vagano nel buio, incuriosito chiede a 22 chi fossero e scopre che quegli esseri sono delle anime di persone vive che “si sono perse”. Sono persone che non sono riuscite a liberarsi dalle proprie ansie e ossessioni e di conseguenza hanno perso il contatto con la vita. Qui conosce Spartivento, un personaggio che aiuta queste anime a riconnettersi con il proprio corpo terreno e con la bellezza della vita.

Lo stato di Flow è un potente strumento che aiuta le persone a raggiungere prestazioni di qualità, ma va usato con consapevolezza, per raggiungere il Flow è importante essere focalizzati sul proprio obiettivo. Infatti, senza avere chiarezza di cosa si sta facendo e della direzione presa, c’è il rischio di perdersi per strada.

stato di flow

Il senso della vita

Gran parte del film è dedicata alla ricerca della scintilla di 22. Inizialmente si pensa che questa possa essere una passione, uno sport, un hobby, una professione. Joe, quindi, fa provare a 22 diverse attività come cucinare, fare il pompiere, disegnare, dipingere e fare l’atleta, senza ottenere risultati. La scintilla di 22 si accenderà solo dopo aver vissuto sulla Terra, nel corpo di Joe per qualche ora.

Quello che Joe scoprirà è che la “scintilla” non rappresenta, come pensava lui, lo scopo di vita, quindi una passione o un’attività in cui siamo bravi. L’espressione del nostro talento non è la nostra missione di vita.

Spesso siamo convinti che solo trovando il nostro scopo di vita riusciremo a raggiungere la felicità. Ma cosa capita quando ci rendiamo conto che ciò che pensavamo fosse il nostro scopo non ci regala la gioia desiderata? È quello che è successo a Joe dopo essere riuscito finalmente ad avere il posto nel quartetto di Dorothea Williams. Era convinto che la musica fosse il suo scopo, ma dopo aver ottenuto quello che desiderava si rende conto di non essere felice e di provare un senso di vuoto. Quando racconta questa sua sensazione a Dorothea, lei gli risponde con un aneddoto che parla di un pesce che va da un pesce più anziano e gli dice: “sto cercando l’oceano”. “L’oceano?” risponde il pesce più vecchio. “È quello in cui nuoti adesso”. “Questo?” dice il giovane pesce. “Questa è acqua. Io, invece, cerco l’oceano.”

Siamo convinti che l’oceano corrisponda a qualcosa di più grande, al nostro scopo, alla nostra missione, senza renderci conto che probabilmente stiamo cercando qualcosa che già abbiamo.

La “scintilla” è il senso della vita, si accende solo quando siamo pronti a vivere, quando superiamo il nostro senso di inadeguatezza che ci porta a pensare di non essere mai abbastanza.

La “scintilla” sta nell’essere capaci di stupirci e nel non dare nulla per scontato. Si accende quando impariamo ad apprezzare la bellezza della vita, le piccole cose, i dettagli e i particolari. Possiamo trovare il senso della vita guardando un tramonto o una foglia che cade, assaporando una fetta di pizza, ridendo con degli amici, abbracciando una persona cara, ascoltando una musica o annusando un fiore profumato. La felicità è da cercare nel qui ed ora, assaporando ogni momento e ogni istante che abbiamo a disposizione.

Conclusioni

Questi due aspetti principali del film, lo stato di Flow e il senso della vita, dovrebbero arricchire gli ambienti lavorativi. Se veramenente vogliamo implementare una cultura aziendale basata sul coinvolgimento e la motivazione, è necessario promuovere lo stato di Flow e di piena soddisfazione dei collaboratori, nonchè mettere in atto tutte le strategie necessarie a fargli percepire il senso di scopo e di significato per l’attività che stanno eseguendo.

 

 

Sara Cascio

I vantaggi del Flow nella nostra vita privata sono inevitabili. Perché è importante promuovere il Flow anche all’interno di un’organizzazione?

Ecco i vantaggi del Flow nell’ambiente di lavoro:

  • Il Flow concentra la tua attenzione su ciò che è importante e positivo.

Quando sei in uno stato di Flow, spegni l’autocoscienza e il vagabondaggio mentale negativo. Ti concentri sul compito da svolgere e lo trovi intrinsecamente gratificante. Non stai pensando alle inadeguatezze percepite, a tutte le cose da fare o alla velocità con cui puoi superarlo.

  • Il Flow può portare a prestazioni migliori.

 I ricercatori hanno scoperto che uno dei principali vantaggi del Flow è che può migliorare le prestazioni umane in ogni campo del lavoro umano e della creatività. Con il Flow ottieni risultati migliori più velocemente.

  • Il Flow può accelerare l’apprendimento e lo sviluppo delle abilità.

 Poiché il Flow si verifica quando padroneggiamo una competenza, le persone che cercano continuamente nuove sfide per trovare il Flow, aumentano le loro capacità e la loro fiducia.

  • Il Flow può raddoppiare la tua produttività.

Le ricerche mostrano che l’uomo d’affari in media è in uno stato di Flow solo per il 5% della giornata lavorativa. Se le condizioni fossero adeguate per aumentare l’esperienza di Flow portandolo al 15%, la produttività raddoppierebbe.

  • Il Flow ti insegna ad affrontare le sfide.

La vita è confusa, difficile e complicata. Niente è mai facile e il tempo raramente è dalla tua parte. Se ti ritrovi ad aspettare il momento o le circostanze perfette per affrontare le sfide, non arriverà mai. Il Flow ci insegna a metterci a nostro agio nel vincere sfide grandi e piccole. La vita può essere spaventosa e difficile, ma il rischio e la ricompensa vanno di pari passo. La ricompensa può essere trovare il tuo perfetto stato di Flow.

  • Il Flow aumenta il divertimento e la creatività.

Il flusso non aumenta solo la creatività al momento. In realtà ci insegna come essere più aperti alla scoperta e all’innovazione. Durante uno stato di Flow, la concentrazione è così intensa da portare dei cambiamenti nel nostro cervello. Quando siamo in Flow, otteniamo un aumento di sostanze chimiche naturali che inducono il piacere e migliorano le prestazioni. Durante il Flow, siamo molto meno critici, più capaci di collegare le idee e più coraggiosi nell’immaginare nuove possibilità. Il Flow è diverso dal piacere, in quanto il Flow alimenta la nostra capacità di scoprire nuovi modi di pensare, di essere, di fare e di crescere nel processo. Ci piace così tanto l’esperienza di Flow non perché sia ​​facile o anche comoda, ma perché ci permette di realizzare qualcosa di utile.

  • Il Flow è l’ultima esperienza di eustress.

Flow e stress sono stati dell’essere che si escludono a vicenda. Il Flow può essere descritto come l’ultima esperienza di eustress. L’eustress, o risposta cognitiva positiva ai fattori di stress, ci aiuta a provare un senso di appagamento, significato e speranza. L’eustress arriva quando siamo pienamente presenti, concentrati sull’affrontare una sfida e sentendoci euforici. L’esperienza rispecchia quasi esattamente la definizione di Flow. Il Flow è il picco di esperienza, i momenti più impegnativi ma anche i più gioiosi, felici e beati della nostra vita.

Vuoi essere un leader migliore realizzando i vantaggi di Flow? Scopri come creare un ambiente di lavoro che promuove il Flow!

In che misura lo sport aiuta il lavoro? Di solito, il praticante sportivo, quando è fisicamente ed emotivamente ben preparato, partecipando a una gara o durante il suo allenamento, entra nello stato che chiamiamo Flow. In questa condizione c’è molta focalizzazione, grande controllo su ciò che si fa in ogni momento e riscontro immediato, derivante dal risultato raggiunto. Inoltre, è comune la sensazione del tempo che passa senza nemmeno accorgersene, perché in questo stato c’è una profonda immersione e concentrazione su ciò che si fa.

Abitudini vincenti

La pratica costante di uno sport che ci procura piacere crea un’abitudine. Diciamo che è un’abitudine sana e questa tende a rimanere, una volta che si raggiunge un risultato di cui beneficiare. Ci vuole sia convinzione personale che impegno, dedizione, divertimento e i risultati possano coesistere.

Nel mondo degli affari, i risultati importanti, attesi da alcuni dirigenti, dipendono quasi sempre da altre persone, aree e variabili su cui non si ha molto controllo o influenza. Quindi, raggiungerli richiede un numero aggiuntivo di capacità rispetto a quelle che usiamo in uno sport. E anche se li abbiamo, non sperimentiamo il Flow con la stessa frequenza o intensità che proviamo quando pratichiamo uno sport. E il motivo è che, nello sport, il più delle volte, stabiliamo i nostri obiettivi e determiniamo l’intensità e la frequenza di un allenamento per raggiungere o superare le sfide che ci siamo prefissati.

In molte organizzazioni, per quanto possa sembrare incredibile, gli obiettivi importanti non sono sempre definiti indicando l’ampiezza dell’estensione prevista, i requisiti di qualità, le scadenze, le risorse coinvolte e il livello di autorità necessario per la sua attuazione. Raggiungerli in queste condizioni può essere un esercizio frustrante e costoso. Il problema peggiora ulteriormente quando un professionista non riesce a collegare il proprio lavoro a un contesto e uno scopo chiari della propria organizzazione.

Controllo emozionale e feedback

Allo stesso modo, nel mondo degli affari non è raro trovare disallineamenti tra il livello di sfida e la capacità professionale, che si traducono in diversi sentimenti ed emozioni, come la noia, l’apatia o il rilassamento. Molto diverso dalle condizioni di eccitazione, controllo e flusso ottenuti quando i livelli di capacità e sfida sono più vicini.

Un altro ostacolo nella vita aziendale è che il feedback sulle prestazioni non è sempre tempestivo, obiettivo e chiarificatore di rotta per i professionisti. Il peso di non averlo varia da professionista a professionista, tuttavia la sua assenza può causare molti “rumori” di comunicazione e persino portare “sorprese” riguardo al grado di raggiungimento dei risultati.

Quindi, il raggiungimento della condizione di Flow in campo professionale non è qualcosa di banale, poiché ci sono molti fattori che intervengono fuori dal nostro controllo.

È ovvio che fare ciò che si ama spinge a raggiungere lo stato di Flow. Comprendere le condizioni che ci fanno raggiungere questo stato, anche con una frequenza inferiore rispetto a uno sport, è fondamentale per aumentare la frequenza di questo canale emotivo produttivo e l’impegno genuino in ciò che facciamo nel nostro “ruolo aziendale”.

Punti di contatto

Allora, quali sono i punti di contatto tra la pratica sportiva e le competenze professionali necessarie all’interno del mondo aziendale e anche al di fuori di esso?

La disciplina che abbiamo nello sport può guidarci e farci perseverare nel perseguimento degli obiettivi che abbiamo nel nostro campo professionale. Il superamento degli ostacoli nello sport e il piacere ad esso associato sono lezioni apprese che usiamo come metafore per superare le avversità naturali del mondo aziendale. Ad ogni superamento, proviamo piacere (a volte sollievo) e rafforziamo il senso di appartenenza a ciò che facciamo. È così che sviluppiamo la cosiddetta resilienza, derivante dalle dinamiche naturali promosse dal superamento delle sfide e delle avversità.

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Good Business del professor Csikszentmihalyi è più di un bestseller. È piuttosto una guida per chiunque apprezzi il contributo positivo delle persone nel mondo in evoluzione del business. 

Il Prof. Csikszentmihalyi, che ha introdotto il concetto di “Flow”, ne estende l’applicazione nel suo libro “Good Business” al ruolo dell’impresa nella società.

Csikszentmihalyi descrive “Good Business” come una guida per imparare un metodo di conduzione degli affari che sia di successo, ma anche umano, concentrandosi su come leader, manager e dipendenti possono imparare a contribuire alla somma della felicità umana, allo sviluppo di una vita piacevole che fornisca significato e ad una società giusta e in evoluzione.

La maggior parte delle persone si diverte a lavorare quando genera Flow, ma troppo pochi lavori sono progettati per rendere possibile il suo raggiungimento. È qui che la gestione può fare davvero la differenza. Per un manager o un leader che si preoccupa veramente dei profitti nel senso più ampio del termine, la prima priorità è eliminare gli ostacoli al Flow a tutti i livelli dell’organizzazione e sostituire pratiche e politiche progettate per rendere il lavoro piacevole.

Dal “Flow” a “Good Business”

Da quando il professor Csikszentmihalyi ha pubblicato l’innovativo Flow più di un decennio fa, leader mondiali come l’ex presidente Clinton e influenti personaggi dello sport come l’allenatore campione del Super Bowl Jimmy Johnson sono stati tutti ispirati dal libro.

Nello sconvolgimento aziendale di oggi, si sta evolvendo un nuovo paradigma di business. Mentre molti amministratori delegati vengono riconosciuti per la loro avidità, i leader veramente visionari credono in un obiettivo che avvantaggia se stessi e gli altri. Si rendono conto che è la loro visione e la loro “anima” ad attrarre dipendenti fedeli disposti ad andare oltre il richiamo del dovere aziendale. E i loro dipendenti stanno realizzando la stessa cosa: mentre l’80% degli adulti afferma che lavorerebbe anche se non fosse necessario, la maggior parte di loro non vede l’ora di lasciare il lavoro e tornare a casa.

Good Business è stata la prima esplorazione scientifica della relazione tra Flow, leadership e organizzazioni. La ricerca su cui si basa quel libro è stata condotta dal Quality of Life Research Center di Claremont, in collaborazione con le controparti istituzioni di Stanford e Harvard. Lo scopo della ricerca era stabilire quali valori personali, atteggiamenti e abilità si trovano tra i leader aziendali i cui scopi vanno oltre la massimizzazione del profitto a breve termine e la gloria personale.

Interviste con decine di dirigenti di successo, come Ted Turner (CNN), Michael Markkula (Apple), Sir John Templeton (Templeton Funds) e Anita Roddick (Body Shop) hanno rivelato che consideravano le loro attività professionali come sforzi altamente creativi. Ulteriori punti in comune includevano il loro senso di responsabilità per la vita professionale e (in una certa misura) personale dei loro colleghi; il loro desiderio di condividere con gli altri la gioia delle esperienze di Flow e di aiutare gli altri a sperimentarla; e tentativi attivi per migliorare l’organizzazione.

Good Business rivela come i leader aziendali, i manager e persino i dipendenti possono trovare “Flow” e contribuire non solo alla propria felicità, ma anche a migliorare le prestazioni organizzative nonché a una società giusta ed in evoluzione. Identifica i fattori cruciali per il funzionamento di una buona impresa: la fiducia, l’impegno a favorire la crescita personale dei dipendenti e la dedizione nel creare un prodotto che aiuti l’umanità.

(Harvard Business School review)

Cos’è un buon affare?

“Good Business” significa un ambiente di lavoro piacevole per i lavoratori di un’organizzazione, attraverso il quale la “scheda di valutazione bilanciata” di un’azienda (o di qualsiasi organizzazione) migliora, contribuendo in tal modo a società più sane e più sostenibili in generale.

La leadership è un privilegio che richiede di porre domande difficili. Ad esempio, “Che cosa fa la mia azienda a vantaggio del benessere umano?” Il business è ora la nostra istituzione più cruciale, quindi ha un obbligo per la qualità della vita non solo dei suoi dipendenti, ma anche della società. Good Business rivela come i leader aziendali, i manager e persino i dipendenti possano trovare “Flow” e contribuire non solo alla propria felicità, ma anche a migliorare le prestazioni organizzative, nonché a una società giusta ed in evoluzione.

Il modo migliore per gestire le persone è creare un ambiente in cui i dipendenti apprezzino il proprio lavoro e crescano mentre lo fanno. Un’organizzazione i cui colleghi sono felici è più produttiva, il morale è più alto e il turnover è inferiore. Il lavoro dovrebbe essere divertente e le aziende dovrebbero preoccuparsi di qualcosa oltre alla linea di fondo. Un’organizzazione ideale è quella in cui le potenzialità di ogni lavoratore trovino spazio di espressione. Se c’è Flow nella tua azienda, i dipendenti lavorano al massimo e il lavoro diventa una fonte di divertimento e crescita personale. La tua azienda diventerà un luogo di cui le persone non vedranno l’ora di far parte.

I nostri lavori hanno un’influenza significativa sulla qualità della nostra vita. La felicità non è qualcosa che accade, ma piuttosto è qualcosa che facciamo accadere. In quanto tale, il lavoro può essere uno degli aspetti più appaganti della vita, a condizione che i dipendenti abbiano l’opportunità di fare del loro meglio e di contribuire a qualcosa di più grande di loro stessi.

Buoni valori aziendali

“Un buon business riguarda i valori.”

( Prof. Michael Crooke )

I buoni affari iniziano con te: chi sei, cosa ti interessa e cosa vuoi che accada:

  1. Credi nel potere del Flow – Il Flow è lo stato mentale di funzionamento in cui una persona in un’attività è completamente immersa in una sensazione di concentrazione energizzata, pieno coinvolgimento e successo nel processo dell’attività. L’organizzazione basata sul Flow promuove il coinvolgimento dei dipendenti e atteggiamenti positivi sul posto di lavoro. Fatto bene, aiuta a ridurre i costi, i reclami dei dipendenti e rende l’azienda un luogo di cui le persone amano far parte. Il Flow ha la capacità di migliorare la qualità della vita.
  • Visionare oltre il Sé – Il business che non contribuisce alla crescita e al benessere umano non ne vale la pena, indipendentemente dal profitto che genera nel breve periodo. Il tratto distintivo più importante dei leader visionari è che credano in un obiettivo che avvantaggia non solo se stessi ma anche gli altri. Le persone vogliono lavorare per una causa, non solo per vivere. Dobbiamo avere la convinzione che la nostra esistenza abbia uno scopo utile e abbia un valore.
  • Tu sei la chiave del successo – Contrariamente a quanto crede la maggior parte di noi, la felicità non accade semplicemente. È qualcosa che realizziamo e deriva dal nostro fare del nostro meglio. Più opportunità sei disposto a esplorare, maggiori sono le possibilità che hai di scoprire i tuoi punti di forza. Per sperimentare il Flow devi continuare a coltivare interesse e curiosità, rispondere a un’ampia gamma di opportunità e sviluppare quante più abilità possibili.
  • La leadership è in funzione delle domande: la gestione ha molto a che fare con le risposte. Ma la leadership è in funzione delle domande. E la prima domanda per un leader è sempre: “Chi intendiamo essere?” e non “Cosa faremo?” La tua creatività dipende in gran parte dalla capacità di porre le domande giuste. La ricerca dei problemi è cruciale per la creatività piuttosto che per la risoluzione dei problemi.
  • Lascia che le persone crescano: il compito principale di un manager è far sì che le persone lavorino insieme in modo efficiente per una causa comune. Il modo migliore per ottenere questo risultato è creare un ambiente in cui i dipendenti apprezzino davvero il proprio lavoro e crescano man mano che lo fanno. Far sì che i dipendenti diano il meglio di sé è un modo per consentire loro di crescere come individui. Un’organizzazione ideale è quella in cui le potenzialità di ogni lavoratore trovano spazio di espressione.

Good Business come quadro etico

Le numerose pubblicazioni di Csikszentmihalyi relative a Flow includono sempre dichiarazioni e discussioni sul suo insieme di valori. I valori che promuove riflettono la sua filosofia di vita fondamentale e il suo significato e scopo. Allo stesso tempo, i valori da lui sostenuti sono anche del tipo che, se ben implementati, aumenterebbero la soddisfazione delle persone (nella loro vita privata e come dipendenti), migliorerebbero le prestazioni organizzative (in senso lato) e muoverebbero anche le persone verso una maggiore armonia sociale all’interno dell’organizzazione, della nazione e forse oltre.

 

L’innovazione, e in particolare la leadership dell’innovazione, rappresenta un fattore cruciale per migliorare il successo di un’azienda nei mercati in evoluzione di oggi. Quando si guarda la storia dell’umanità, l’innovazione ha contribuito moltissimo al raggiungimento di obiettivi storici importanti.

L’innovazione è una delle forze vitali determinanti della storia, utilizza la creatività umana per superare gli ostacoli tecnologici e sembra essere una delle forze significative che sostengono lo sviluppo economico. Uno dei primi teorici dell’innovazione è stato l’economista austriaco Joseph Schumpeter, che ha promosso il concetto dell’innovazione come fonte ultima della crescita economica ed è degna di studio. Inoltre, l’innovazione è identificata come la principale forza trainante per le aziende per prosperare, crescere e mantenere un profitto alto.

Al giorno d’oggi, con l’emergere della quarta rivoluzione industriale, il ritmo del progresso tecnologico ha subito un’accelerazione significativa. Come affermato da uno degli esperti del settore, Ray Kurzwell:

“Non sperimenteremo 100 anni di progresso nel 21 ° secolo – saranno più come 20.000 anni di progresso [al ritmo di oggi]”.

Questi fenomeni sono considerati parte della quarta rivoluzione industriale, grazie all’abbattimento della barriera che impediva l’introduzione di tecnologie innovative. Il tasso di adozione da parte del grande pubblico delle tecnologie emergenti è diventato molto rapido. Inoltre, la capacità di apprendere in modo indipendente è aumentata, grazie alla vasta base di conoscenze di Internet. Ciò consente lo sviluppo di innovazioni non convenzionali da parte di individui e gruppi che precedentemente non erano coinvolti permettendo loro di poter implementare e sviluppare nuovi prodotti e nuove tecnologie in modo molto più efficiente rispetto al passato.

La leadership dell’innovazione

Come forza trainante per promuovere l’innovazione, gli studiosi attuali stanno cercando le caratteristiche della leadership dell’imprenditore che stimolino l’innovazione. La gestione dell’innovazione è sfidante ed è considerata un argomento di ricerca entusiasmante, anche se le cause rimangono spesso elusive e sono presenti numerosi ostacoli verso il raggiungimento del successo nell’innovazione. Diversi studiosi hanno cercato di creare un collegamento tra il ruolo delle caratteristiche della leadership imprenditoriale nelle aziende che hanno raggiunto il successo e l’innovazione stessa delle aziende, ma la connessione nella prospettiva storica, che può arricchire la comprensione del ruolo di leadership nel promuovere l’innovazione in un ambiente in evoluzione ha ancora delle lacune.

Quindi, collegando queste tre forze insieme: l’innovazione, è cruciale per promuovere l’economia, l’attuale tecnologia e rivoluzione industriale accelerano il ritmo del progresso e la capacità di leadership dell’imprenditore è la forza più critica che dovrebbe guidare questi vettori. Per far fronte all’elevato tasso di invenzioni e sviluppo tecnologico, è necessario avere una certa condizione mentale; da un lato, è necessario utilizzare la maggior parte delle proprie abilità e capacità intellettuali, ma dall’altro, è necessario essere sufficientemente sfidati per mantenere il ritmo. Questa condizione è simile a quella di un maratoneta che dovrebbe mantenere la sua velocità e il suo livello di sfida e motivazione abbastanza a lungo da raggiungere il punto finale distante 42,2 km. Il maratoneta, però, è considerato individualista, mentre la maggior parte delle aziende tecnologhe richiede il lavoro di squadra per raggiungere l’obiettivo, che continua a cambiare e diventare più difficile.

La teoria del Flow

La teoria del Flow, descritta dal Prof. Mihály Csíkszentmihályi nel 1975, rappresenta la guida del team verso uno stato di Flow, in cui il risultato può essere ottimale. Lo stato di Flow è lo stato mentale in cui una persona che esegue un’attività è completamente immersa in una sensazione di concentrazione, massima energia, pieno coinvolgimento e divertimento nel processo dell’azione.

In sostanza, il Flow è caratterizzato dal completo assorbimento in ciò che si fa e da una conseguente trasformazione del proprio senso del tempo. Nella teoria vengono proposti sei fattori caratterizzanti l’esperienza del Flow: concentrazione intensa e focalizzata sul momento presente, unione tra azione e consapevolezza, perdita di autoconsapevolezza riflessiva, senso di controllo sulla situazione o attività, distorsione dell’esperienza temporale, la propria esperienza soggettiva del tempo è alterata, esperienza dell’attività come intrinsecamente gratificante, indicata anche come esperienza autotelica.

La teoria del Flow può contribuire non solo alla produttività dei dipendenti ma anche alla creatività e, quindi, a migliorare la leadership dell’innovazione in azienda. Da qua nasce la principale implicazione aziendale ovvero l’importanza di educare e formare i manager e i dipendenti attraverso i principi della teoria del Flow.

L’implementazione di uno stato costante di Flow nell’atmosfera aziendale, la creatività e la tendenza all’innovazione dovrebbero essere molto più elevate. Questo è dovuto all’impatto positivo sulle relazioni tra manager e dipendenti e sullo stato di Flow dei dipendenti.

Suggerimenti

I miei suggerimenti sono diretti ad aziende tecnologiche innovative, essi sono basati su due percorsi principali, il primo dal punto di vista dell’impresa e il secondo dal punto di vista degli stakeholder dell’azienda. Dal punto di vista dell’azienda, implementerei la teoria di Flow al suo interno, in modo che possa adattare la sua cultura organizzativa e migliorare la sua capacità di promuovere l’innovazione e la creatività. Il secondo percorso è orientato verso i lavoratori delle aziende: clienti, proprietari, mercato azionario, comunità e potenziali lavoratori. L’impatto dell’azienda può essere realizzato non solo nel campo dell’innovazione, questa cultura può attrarre lavoratori qualificati di alto livello, il fatto che riconoscano l’eccellente atmosfera dell’azienda e può far aumentare la loro disponibilità a farne parte. Lo stesso stato d’animo, caratterizzato dal pensiero positivo, può coinvolgere anche gli altri lavoratori, contribuendo al loro desiderio di essere maggiormente coinvolti nell’azienda.

Come raccomandazione concreta, integrerei il controllo dello stato di Flow con la dovuta diligenza delle aziende nel potenziale di investimento da società di capitale di rischio o fondi speculativi.