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Articolo del blog

IN AZIENDA LE CONSEGUENZE ARRIVANO DOPO MESI.
AL TAVOLO, DOPO VENTI MINUTI.

Gennaio. L'ufficio acquisti trova un fornitore di componenti che costa meno. L'obiettivo di risparmio è raggiunto in tre mesi. In riunione partono i complimenti.

Aprile. In produzione le linee si fermano un po' più spesso. Niente di drammatico: qualche pezzo scartato, qualche ora di straordinario. Il responsabile stringe i denti e ci mette una pezza.

Settembre. L'assistenza clienti è sommersa di reclami. Due clienti storici chiedono un incontro. Uno non rinnova il contratto.

Riunione di direzione. Il commerciale se la prende con la produzione. La produzione se la prende con i tempi stretti. L'assistenza chiede rinforzi. Gli acquisti, intanto, presentano con orgoglio i risparmi dell'anno. Nessuno nomina il fornitore di gennaio. E alla fine qualcuno si gira verso di te: «Possiamo organizzare un corso sulla collaborazione?»

Se leggendo hai pensato a un reparto preciso della tua azienda, questo articolo è per te.

Approfondiamolo insieme →

PERCHÉ L'AZIENDA NON IMPARA DALLE SUE DECISIONI

Tocchi il fuoco, ti scotti, non lo rifai. Impariamo dall'esperienza quando causa ed effetto sono vicini. In azienda non lo sono quasi mai. Peter Senge, il padre del pensiero sistemico, lo chiama il grande dilemma dell'apprendimento nelle organizzazioni: le conseguenze delle decisioni più importanti arrivano mesi dopo, e spesso in un altro reparto.

Chi ha scelto il fornitore a gennaio non vede i reclami di settembre. Chi gestisce i reclami a settembre non sa niente del fornitore di gennaio. Ognuno impara la lezione sbagliata, «da noi ha funzionato», e l'errore si ripete l'anno dopo con la massima convinzione.

Per un HR questo ha una conseguenza molto pratica. Puoi fare ottima formazione sulle persone, ma se nessuno vede il sistema, i problemi tornano. E alla prossima riunione la richiesta sarà di nuovo: «Possiamo organizzare un corso sulla collaborazione?»

L'idea centrale

Non si impara dall'esperienza
se l'esperienza arriva otto mesi dopo.

IL PENSIERO SISTEMICO NON SI IMPARA DA UNA SLIDE

Puoi spiegarlo in aula con un bel diagramma di frecce. Le persone annuiscono. Poi tornano alla scrivania e, alla prima urgenza, decidono come hanno sempre deciso. Capire un concetto e cambiare un riflesso sono due cose diverse.

Senge proponeva una soluzione precisa: i microworlds, ambienti in cui il tempo si comprime e le conseguenze delle proprie scelte si vedono subito, senza rischi reali. Friday Night at the ER è esattamente questo. Ventiquattro ore di un ospedale in poche ore di simulazione. La scelta del pronto soccorso alle 9 si fa sentire in terapia intensiva alle 14. Alla fine arrivano i dati di servizio, qualità e costi dell'intero ospedale. Il filo tra gennaio e settembre, qui, si vede in venti minuti.

Poi c'è il debriefing, che è la parte che interessa davvero a te. Lì il gioco torna in azienda: «quando noi abbiamo fatto questo, a voi è successo quello. E da noi, dove succede la stessa cosa?» È il momento in cui i reparti iniziano a parlarsi di colli di bottiglia reali, con un linguaggio comune che prima non avevano.

Quattro professionisti attorno al tabellone di Friday Night at the ER mentre spostano le pedine tra i reparti e prendono appunti
Quattro reparti, un solo tavolo: qui il filo tra una decisione e le sue conseguenze si vede subito.

QUELLO CHE TI CHIEDERANNO PRIMA DI DIRE SÌ

Se proponi una simulazione in azienda, le obiezioni sono sempre le stesse. Meglio averle già risolte.

«Sì, ma è un gioco.» Dove altro un team può prendere decisioni difficili sotto pressione, vederne l'effetto sull'intero sistema, sbagliare senza conseguenze e discuterne il giorno stesso? In azienda gli errori costano. Il gioco serio è l'unico posto in cui si può allenare senza pagare il conto.

«È un evento isolato, poi tutto torna come prima.» Per questo Friday Night at the ER è il secondo pilastro del Flow4Leader Program, il nostro programma annuale per gruppi di 10-12 manager. Il primo pilastro, FLIGBY, ideato con Mihaly Csikszentmihalyi, lavora sul singolo leader. Il secondo sul sistema in cui quel leader lavora. Uno senza l'altro è mezzo lavoro.

«Non abbiamo budget.» Spesso si può usare quello che c'è già. Insieme verifichiamo se l'intervento è finanziabile con i Fondi Interprofessionali o con bandi regionali ed europei.

Ha senso per la tua azienda se riconosci almeno una di queste situazioni: problemi che si spostano da un reparto all'altro senza mai risolversi, manager bravi nel loro pezzo che faticano a collaborare, riunioni che cercano un colpevole invece di una causa.

La domanda non è se in azienda si prendono decisioni sbagliate. Succede ovunque. La vera domanda è quante volte bisogna ripeterle prima che qualcuno colleghi gennaio a settembre.

Il primo passo è semplice: fissa una call gratuita con il nostro team. Ci racconti le dinamiche della tua azienda, capiamo insieme se Friday Night at the ER è lo strumento giusto e come finanziarlo. Senza impegno. E se vuoi vederlo prima dal vivo, oggi martedì 27 ottobre dalle 12.30 alle 13.15 lo presentiamo nel webinar delle Pillole di gamification.

Il prossimo passo

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IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTI – Top Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

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QUANDO SCOPPIA LA CRISI, PERCHÉ OGNUNO SI CHIUDE NEL SUO REPARTO?

Venerdì, ore 17.40. Un fornitore chiave comunica che la consegna di lunedì salta. In dieci minuti il telefono del responsabile di produzione squilla tre volte. Il commerciale vuole sapere cosa dire ai clienti. Gli acquisti cercano un fornitore alternativo. La logistica riorganizza i turni. Tutti lavorano. Tantissimo. Nessuno si parla.

Lunedì mattina il commerciale ha promesso consegne che la produzione non può garantire. Gli acquisti hanno ordinato materiale che il magazzino non sa dove mettere. E c’è una mail in copia a quattordici persone che inizia con «Come già detto…».

Ognuno ha gestito la sua crisi. Nessuno ha gestito quella dell’azienda.

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SE OGNI REPARTO FUNZIONA, PERCHÉ L’AZIENDA NO?

Lunedì, ore 9. La produzione presenta i suoi numeri: tutto in linea. La logistica presenta i suoi: tempi rispettati. Il commerciale ha chiuso il trimestre sopra target.

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LA MAPPA DEL FLOW: IN CHE STATO LAVORA IL TUO TEAM?

Ti è mai capitato di avere troppo da fare e sentirti comunque di non essere all’altezza? Oppure, al contrario, di avere così poco stimolo da chiederti perché stai facendo proprio quel lavoro?

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È proprio qui che entra in gioco uno degli strumenti più interessanti di Fligby: la Mappa del Flow. Si basa sulla teoria del flow di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha ideato Fligby insieme ad Aleas Simulations.

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E se il problema non fosse la mancanza di formazione dei singoli manager, ma il fatto che stiamo formando i singoli senza allenare il sistema in cui devono lavorare insieme?

Da qui nasce la scelta del Flow4Leader Program.

Non dodici corsi individuali.
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