Quante volte hai dovuto scegliere tra un corso sulla leadership individuale e un percorso sul cambiamento organizzativo, convinto che rispondessero a due esigenze diverse? Il catalogo formativo medio è costruito proprio così: da una parte le soft skill del singolo, dall'altra i processi e la cultura aziendale. Come se il primo non dipendesse quasi mai dal secondo.
Non dipende quasi mai da uno solo dei due. Ed è lo stesso errore di cui parlavamo la settimana scorsa: formare il leader senza toccare il sistema intorno a lui, o il contrario.
Approfondiamolo insieme →DUE METODI, UN SOLO PROBLEMA
FLIGBY nasce dal lavoro di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha teorizzato il concetto di flow: quello stato in cui una persona è così assorbita in quello che fa da rendere al massimo, senza sforzo percepito. È una simulazione, non una lezione: il manager gioca, prende decisioni, gestisce un team virtuale che reagisce a ogni sua scelta, e il gioco misura come le prende. Non c'è una slide con "i 5 tratti del buon leader". C'è un lunedì mattina virtuale che va storto se sbagli, esattamente come quello vero. Dimensione individuale. Riguarda come tu guidi, decidi, coinvolgi.
Friday Night at the ER parte da tutt'altra parte: dal system thinking di Peter Senge. Qui il manager non è più da solo. È dentro un pronto soccorso simulato, con altri reparti, altre priorità, altre persone che tirano la coperta dalla loro parte. Il gruppo si logora a decidere chi curare prima, litiga sulle risorse, scopre che la scelta "giusta" per il proprio reparto peggiora quello del collega. Non è un teambuilding leggero. È lo stesso tipo di attrito che si vive ogni lunedì mattina in ufficio, solo che qui nessuno rischia la carriera per ammetterlo. Dimensione sistemica.
Messi vicini, sembrano due prodotti diversi per due pubblici diversi. Messi in sequenza, sono la stessa domanda fatta due volte: sai decidere bene, da solo e dentro un sistema che non controlli del tutto?
Sai decidere bene, da solo
e dentro un sistema che non controlli del tutto?
IL LEADER E IL SISTEMA NON SI FORMANO SEPARATAMENTE
Il motivo per cui teniamo insieme queste due cose, e per cui oggi è quello che ci rende gli unici in Italia a lavorare così, è semplice: un leader che sa decidere bene da solo ma non legge il sistema in cui è immerso finisce per ottimizzare la propria parte e peggiorare il resto. Un'azienda che lavora solo sui processi, senza toccare chi quei processi li deve interpretare ogni giorno, ottiene solo un organigramma più bello.
Non è un caso che il manager di cui parlavamo la settimana scorsa, quello tornato dal corso pieno di entusiasmo e rimasto bloccato dopo tre settimane, avesse in realtà bisogno di entrambe le cose. Non di più formazione. Di formazione che lo guardasse da entrambi gli angoli, non di un secondo corso identico al primo.
È questo, in pratica, quello che intendiamo quando diciamo che la leadership individuale e il pensiero sistemico non si formano separatamente: non è uno slogan da homepage, è la sequenza con cui lavoriamo davvero, FLIGBY prima e Friday Night at the ER dopo, o viceversa a seconda di cosa serve di più in quel momento specifico.
Non a caso anche il sito che stai leggendo è cambiato di recente: non è un lifting grafico, è la stessa chiarezza applicata anche alla forma.
LA DOMANDA DA FARSI PRIMA DI SCEGLIERE
Se stai valutando un percorso di formazione per i tuoi manager, la domanda utile non è "meglio individuale o sistemico". Difficilmente riuscirai a scegliere solo uno dei due senza lasciare scoperto l'altro fianco.
La domanda è: quale dei due stiamo trascurando in questo momento, e da quanto tempo? Un leader bravissimo a decidere da solo, ma che ogni riunione trasversale finisce in scontro, ha un problema sistemico, non individuale. Un'azienda che ha appena riscritto tutti i processi, ma con gli stessi manager di prima a gestirli con gli stessi riflessi di prima, ha il problema opposto.





