ARTICOLO DEL BLOG:

Anteprima corpo articolo, versione finale
Articolo del blog

FORMI IL LEADER O SISTEMI L'AZIENDA?
IL FALSO BIVIO CHE STA COSTANDO CARO

Immagina la scena. Martina è stata promossa da poco. L'azienda ha investito su di lei: due giorni di corso di leadership, slide colorate, un test di personalità che le ha detto che è una "guida ispirazionale". Esce dall'aula carica.

Il lunedì dopo torna in ufficio. Nel giro di due ore è di nuovo dentro la riunione delle 9 con il collega del marketing che non risponde alle mail da tre settimane, gli stessi processi che si bloccano tra un ufficio e l'altro, la stessa cultura che premia chi difende il proprio orticello invece di chi collabora.

Un mese dopo, di quel corso resta poco. Non perché Martina non abbia imparato niente. Perché nessuno ha toccato il sistema in cui doveva applicarlo.

Approfondiamolo insieme →

IL LEADER PERFETTO IN UN'AZIENDA ROTTA

C'è un equivoco che vediamo ripetersi da anni, parlando con HR director di aziende anche molto strutturate: si tratta la formazione manageriale come una questione puramente individuale. Migliori le competenze della persona, comunicazione, delega, gestione del feedback, e ci si aspetta che il resto si sistemi da solo.

Non funziona così. Un leader più bravo, calato in un sistema che continua a premiare i silos, a bloccare le decisioni tra un piano e l'altro, a far girare le informazioni con tre passaggi in più del necessario, non diventa più efficace. Diventa più frustrato. Sa perfettamente cosa dovrebbe fare e non riesce a farlo comunque, perché la sua nuova capacità di delegare si scontra con un flusso di approvazioni che richiede ancora quattro firme per comprare una risma di carta.

L'idea centrale

Non è un problema di talento.
È un problema di contesto.

PERCHÉ LA FORMAZIONE NON REGGE AL RIENTRO IN UFFICIO

Il punto è che le aziende, quando devono investire, tendono a scegliere: o lavorano sul singolo, coaching, corsi soft skill, assessment individuali, oppure lavorano sull'organizzazione, riorganizzazioni, nuovi processi, cambi di reporting line. Raramente le due cose insieme, sulle stesse persone, nello stesso momento.

Il risultato è prevedibile, anche se raramente viene misurato come tale. Chi ha lavorato solo sul leader torna in un contesto che lo disinnesca in poche settimane. Chi ha lavorato solo sul sistema si ritrova gli stessi manager di prima a gestire i nuovi processi, con gli stessi riflessi di prima. In entrambi i casi, qualcuno in azienda si stupisce che "non abbia funzionato", senza chiedersi se il problema fosse proprio nell'aver trattato le due cose come alternative.

Non lo sono mai state. Sono due metà dello stesso intervento, e separarle è un po' come insegnare a qualcuno a nuotare bene e poi rimetterlo in una piscina senza acqua.

Rete globale di connessioni sopra il pianeta vista dallo spazio, come metafora del sistema che collega ogni decisione manageriale
Un leader non lavora mai su un nodo isolato. Lavora sempre dentro una rete.

IL CONTO ARRIVA COMUNQUE

La domanda che quasi nessuno si fa prima di firmare un budget formazione è: stiamo lavorando sulla persona, sul sistema, o su nessuno dei due sul serio?

Perché il conto arriva comunque, anche quando non lo chiami così. Si chiama turnover dei manager migliori, che se ne vanno non perché non sappiano fare il loro lavoro ma perché sono stanchi di farlo bene in un contesto che continua a remargli contro. Si chiama tempo perso in riunioni nate solo per compensare processi che non comunicano tra loro. Si chiama, più banalmente, un budget formazione che l'anno prossimo qualcuno in CDA chiederà di giustificare, perché nei risultati non si è visto.

La domanda giusta non è quanto costa formare un leader capace di leggere anche il sistema intorno a sé. È quanto costa continuare a formarne uno alla volta, sperando che il resto si sistemi da solo.

Il prossimo passo

Ti interessa questo argomento?

Approfondiamolo insieme →

IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTI – Top Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

leggi gli altri

ARTICOLI DEL BLOG

QUANDO SCOPPIA LA CRISI, PERCHÉ OGNUNO SI CHIUDE NEL SUO REPARTO?

Venerdì, ore 17.40. Un fornitore chiave comunica che la consegna di lunedì salta. In dieci minuti il telefono del responsabile di produzione squilla tre volte. Il commerciale vuole sapere cosa dire ai clienti. Gli acquisti cercano un fornitore alternativo. La logistica riorganizza i turni. Tutti lavorano. Tantissimo. Nessuno si parla.

Lunedì mattina il commerciale ha promesso consegne che la produzione non può garantire. Gli acquisti hanno ordinato materiale che il magazzino non sa dove mettere. E c’è una mail in copia a quattordici persone che inizia con «Come già detto…».

Ognuno ha gestito la sua crisi. Nessuno ha gestito quella dell’azienda.

Leggi l'articolo »

SE OGNI REPARTO FUNZIONA, PERCHÉ L’AZIENDA NO?

Lunedì, ore 9. La produzione presenta i suoi numeri: tutto in linea. La logistica presenta i suoi: tempi rispettati. Il commerciale ha chiuso il trimestre sopra target.

Poi qualcuno legge la mail di un cliente storico. È furioso. L’ordine è arrivato in ritardo, incompleto, e nessuno lo ha avvisato. Silenzio. «Da noi è uscito tutto nei tempi.» «Il problema è a monte.» «Io l’avevo segnalato.»

Ognuno ha fatto il suo lavoro. Il cliente, intanto, sta facendo il suo: cercare un altro fornitore. I silos aziendali non si vedono negli organigrammi. Si vedono il lunedì mattina, in riunione.

Leggi l'articolo »

LA MAPPA DEL FLOW: IN CHE STATO LAVORA IL TUO TEAM?

Ti è mai capitato di avere troppo da fare e sentirti comunque di non essere all’altezza? Oppure, al contrario, di avere così poco stimolo da chiederti perché stai facendo proprio quel lavoro?

Sono due situazioni molto diverse, ma hanno qualcosa in comune: ci dicono che sfida e competenze non sono in equilibrio.

È proprio qui che entra in gioco uno degli strumenti più interessanti di Fligby: la Mappa del Flow. Si basa sulla teoria del flow di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha ideato Fligby insieme ad Aleas Simulations.

Leggi l'articolo »

LE 4 COMPETENZE CHE DECIDONO SE UN MANAGER VA IN FLOW

C’è un tipo di manager molto comune: si descrive come “bravo a dare feedback”. Lo dà spesso, con calma, di solito a fine riunione. Tipo: ottimo lavoro, andiamo avanti così.

Poi arriva la simulazione. E i dati raccontano un’altra storia: quel feedback è generico, arriva tardi, e nessuno cambia mai comportamento dopo averlo sentito.

Non è un caso reale, è solo un tipo umano molto diffuso. Quello che pensiamo di saper fare e quello che facciamo davvero, sotto pressione, spesso non coincidono.

Leggi l'articolo »

CASE STUDY: COSA SUCCEDE QUANDO 12 MANAGER SEGUONO IL FLOW4LEADER PROGRAM

E se il problema non fosse la mancanza di formazione dei singoli manager, ma il fatto che stiamo formando i singoli senza allenare il sistema in cui devono lavorare insieme?

Da qui nasce la scelta del Flow4Leader Program.

Non dodici corsi individuali.
Non un altro workshop di leadership.

Un unico percorso per 12 manager, lungo 10-12 mesi, nel quale crescita individuale e crescita organizzativa procedono insieme.

Leggi l'articolo »

APPROFONDIAMO INSIEME!

Ti interessa a questo argomento?

Parliamone insieme!

Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.

Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i  dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.

Prenota una Call con un consulente

Inserisci i tuoi dati, ti ricontatteremo nel giro di poche ore.