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COMUNICAZIONE NON VIOLENTA
IN AZIENDA

Vivere e prosperare in un ambiente di lavoro sano è cruciale per il benessere dei dipendenti e il successo complessivo di un’organizzazione.

Vivere e prosperare in un ambiente di lavoro sano è cruciale per il benessere dei dipendenti e il successo complessivo di un’organizzazione.

Tuttavia, in molti casi, gli ambienti di lavoro tossici possono minare la produttività e causare disagi significativi.

In questo contesto, la Comunicazione Non Violenta (CNV) si presenta come una potentissima arma per trasformare radicalmente il modo in cui le persone comunicano nei contesti professionali.

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comunicazione non violenta

RICONOSCERE IL PROBLEMA: AMBIENTI DI LAVORO TOSSICI

Gli ambienti di lavoro tossici sono caratterizzati da comunicazioni negative, conflitti non gestiti, e un clima generale di sfiducia e tensione.

Queste dinamiche dannose possono avere conseguenze significative sulla salute mentale e fisica dei dipendenti, oltre a impattare negativamente sulla produttività complessiva dell’azienda.

La Comunicazione Non Violenta, sviluppata dallo psicologo Marshall Rosenberg, offre un approccio strutturato e compassionevole per migliorare la comunicazione. 

L’essenza della CNV risiede nell’abilità di esprimere i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro, senza ricorrere a giudizi o aggressioni verbali.

I PILASTRI DELLA CNV

  1. Osservare senza Giudicare: Il primo passo consiste nell’osservare i comportamenti senza emettere giudizi. Questo permette una valutazione oggettiva della situazione.

  2. Esprimere Sentimenti: La CNV incoraggia ad esprimere i sentimenti collegati alle osservazioni. Questa apertura emotiva facilita la comprensione reciproca.

  3. Comunicare Bisogni: Identificare e comunicare chiaramente i bisogni aiuta a creare un terreno comune e a trovare soluzioni che soddisfino le esigenze di tutte le parti coinvolte.

  4. Formulare Richieste Chiare: Le richieste chiare basate sui bisogni individuati costituiscono la fase finale. Queste richieste guidano il dialogo verso la risoluzione costruttiva dei conflitti.

VANTAGGI TANGIBILI DELLA CNV NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

  1. Riduzione dei Conflitti: La CNV riduce la probabilità di conflitti distruttivi, promuovendo invece il dialogo costruttivo.

  2. Clima di Lavoro Positivo: L’adozione della CNV crea un clima di lavoro positivo basato sulla comprensione reciproca e sul rispetto.

  3. Aumento della Produttività: Migliorare la comunicazione porta a una maggiore collaborazione e, di conseguenza, a un aumento della produttività.

  4. Soddisfazione dei Dipendenti: Gli ambienti di lavoro che adottano la CNV vedono spesso un aumento della soddisfazione dei dipendenti e una riduzione del turnover.

I leader, in quanto figure di riferimento nell’organizzazione, svolgono un ruolo cruciale nell’implementazione della CNV. Devono svolgere la funzione di catalizzatori della comunicazione, incoraggiando la consapevolezza emotiva, l’ascolto attivo e la gestione costruttiva dei conflitti. La loro guida nell’applicare i principi della CNV contribuisce all’instaurazione di un clima lavorativo salutare e produttivo.

La comunicazione Non Violenta rappresenta, quindi, un potente strumento per trasformare gli ambienti di lavoro tossici in spazi di crescita e collaborazione.

Le organizzazioni che investono nella promozione della Comunicazione Non Violenta sperimentano miglioramenti significativi, sia dal punto di vista umano che professionale.
 La via verso ambienti di lavoro più sani e produttivi inizia con la consapevole adozione di questa metodologia di comunicazione efficace.

COSA OFFRIAMO

CapoLeader offre programmi formativi focalizzati sullo sviluppo delle capacità di leadership, con particolare attenzione alla promozione di un dialogo aperto e rispettoso.

Grazie a Fligby, una piattaforma di apprendimento e simulazione manageriale, i leader possono acquisire competenze pratiche nell’affrontare situazioni complesse e implementare strategie di comunicazione efficace.

I giocatori hanno la possibilità, durante la partita, di segnalare comportamenti aggressivi, violenti o non adeguati all’ambiente lavorativo, allenando la propria capacità di riconoscimento.

Attraverso l’app Qomprendo, invece, viene data la possibilità ai lavoratori di segnalare i comportamenti scorretti all’interno della propria azienda, anche in maniera anonima, grazie ad un feedback giornaliero di poche domande.

L’obiettivo è creare una cultura aziendale in cui sia incoraggiata sia la Comunicazione Non Violenta, sia lo “Speak Up“, ovvero la promozione della comunicazione aperta, l’espressione di opinioni o preoccupazioni, e l’incoraggiamento a far sentire la propria voce.

Questi investimenti mirati non solo promuovono un ambiente di lavoro più sano e collaborativo ma contribuiscono anche a coltivare leader consapevoli che guidano il cambiamento positivo all’interno delle loro organizzazioni.

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Attraverso esempi concreti e consigli pratici, imparerai a raggiungere il massimo rendimento in ogni ambito della tua vita.

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LA MAPPA DEL FLOW: IN CHE STATO LAVORA IL TUO TEAM?

Ti è mai capitato di avere troppo da fare e sentirti comunque di non essere all’altezza? Oppure, al contrario, di avere così poco stimolo da chiederti perché stai facendo proprio quel lavoro?

Sono due situazioni molto diverse, ma hanno qualcosa in comune: ci dicono che sfida e competenze non sono in equilibrio.

È proprio qui che entra in gioco uno degli strumenti più interessanti di Fligby: la Mappa del Flow. Si basa sulla teoria del flow di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha ideato Fligby insieme ad Aleas Simulations.

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LE 4 COMPETENZE CHE DECIDONO SE UN MANAGER VA IN FLOW

C’è un tipo di manager molto comune: si descrive come “bravo a dare feedback”. Lo dà spesso, con calma, di solito a fine riunione. Tipo: ottimo lavoro, andiamo avanti così.

Poi arriva la simulazione. E i dati raccontano un’altra storia: quel feedback è generico, arriva tardi, e nessuno cambia mai comportamento dopo averlo sentito.

Non è un caso reale, è solo un tipo umano molto diffuso. Quello che pensiamo di saper fare e quello che facciamo davvero, sotto pressione, spesso non coincidono.

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CASE STUDY: COSA SUCCEDE QUANDO 12 MANAGER SEGUONO IL FLOW4LEADER PROGRAM

E se il problema non fosse la mancanza di formazione dei singoli manager, ma il fatto che stiamo formando i singoli senza allenare il sistema in cui devono lavorare insieme?

Da qui nasce la scelta del Flow4Leader Program.

Non dodici corsi individuali.
Non un altro workshop di leadership.

Un unico percorso per 12 manager, lungo 10-12 mesi, nel quale crescita individuale e crescita organizzativa procedono insieme.

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FLOW4LEADER PROGRAM: PERCHÉ CI VOGLIONO 12 MESI PER CAMBIARE UN LEADER (E NON BASTA UN CORSO)

Nessuno si aspetta di correre una maratona dopo un weekend di allenamento intenso. Eppure continuiamo ad aspettarci che un manager cambi comportamento per sempre dopo due giorni d’aula, un buffet e un attestato di partecipazione.

Dodici mesi, quando lo diciamo a un HR director, è quasi sempre la prima obiezione: non si può accorciare a tre o quattro?

Il Flow4Leader Program dura così tanto apposta.

La risposta breve è no. Se hai già mandato un manager a un corso di due giorni, tornato carico il lunedì e uguale a prima entro fine mese, probabilmente lo sospetti anche tu. Il problema non è mai stato il contenuto delle slide. È il tempo che serve perché qualcosa smetta di essere una nozione e diventi un riflesso, e nessuno ha mai sviluppato un riflesso in quarantotto ore.

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SVILUPPO INDIVIDUALE O PENSIERO SISTEMICO? LA DOMANDA CHE FA PERDERE TEMPO E BUDGET

Quante volte hai dovuto scegliere tra un corso sulla leadership individuale e un percorso sul cambiamento organizzativo, convinto che rispondessero a due esigenze diverse? Il catalogo formativo medio è costruito proprio così: da una parte le soft skill del singolo, dall’altra i processi e la cultura aziendale. Come se il primo non dipendesse quasi mai dal secondo.

Non dipende quasi mai da uno solo dei due. Ed è lo stesso errore di cui parlavamo la settimana scorsa: formare il leader senza toccare il sistema intorno a lui, o il contrario.

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La scorsa settimana abbiamo esplorato la potenza della Comunicazione Non Violenta nella nostra vita quotidiana, approfondendo il significato dietro il concetto di ascolto al di là delle parole. Oggi ci concentriamo su due tipologie differenti di comunicazione che possiamo adottare secondo Marshall Rosenberg: la comunicazione “sciacallo” e “giraffa”.

Comunicazione “Sciacallo”: Il Potere della Critica

La comunicazione “sciacallo” è caratterizzata da giudizi, critiche e atteggiamenti difensivi. Quando adottiamo questo modello comunicativo, tendiamo a etichettare gli altri in modo negativo, senza considerare realmente le loro intenzioni o motivazioni. Ci troviamo spesso a interpretare le azioni altrui in modo superficiale, senza chiedere chiarimenti, il che può portare facilmente a incomprensioni e conflitti. Inoltre, la comunicazione “sciacallo” spesso incoraggia la difesa personale e l’attacco, alimentando così il ciclo del conflitto e dell’insoddisfazione reciproca.

Comunicazione “Giraffa”: La Forza dell’Empatia

D’altra parte, la comunicazione “giraffa” si basa sull’empatia, sull’ascolto attivo e sull’espressione autentica dei propri sentimenti e bisogni. Le giraffe sono abili nell’osservare senza giudicare e nell’ascoltare con empatia, cercando di comprendere veramente gli altri senza lasciarsi influenzare da pregiudizi o preconcetti. Inoltre, le giraffe comunicano in modo onesto e assertivo, esprimendo i propri sentimenti e bisogni in modo chiaro e rispettoso. Quando si confrontano situazioni di conflitto, le giraffe sono abili nella ricerca di soluzioni che soddisfino i bisogni di tutte le parti coinvolte, promuovendo così la collaborazione e il benessere reciproco.

La differenza tra comunicazione “sciacallo” e “giraffa” può avere un impatto significativo sulle relazioni. La comunicazione “sciacallo” tende a generare tensione, conflitto e risentimento, mentre la comunicazione “giraffa” favorisce la comprensione reciproca, la connessione e la collaborazione.

 

comunicazione sciacallo e giraffa

 

Allenare la CNV

Per migliorare la qualità delle nostre interazioni, è importante praticare la comunicazione “giraffa”, coltivando l’empatia, l’onestà e la volontà di risolvere i conflitti in modo costruttivo. In questo modo, possiamo promuovere relazioni più sane, autentiche e soddisfacenti nella nostra vita personale e professionale. I leader svolgono un ruolo fondamentale nell’incoraggiare e nel facilitare il miglioramento della comunicazione non violenta (CNV) e della comunicazione “giraffa” all’interno di un gruppo o di un’organizzazione. Per aiutare le aziende e i leader in questo importante passo, CapoLeader ha creato dei percorsi con focus specifico sulle quattro competenze della CNV (Osservare senza Giudicare, Esprimere Sentimenti, Comunicare Bisogni, Formulare Richieste Chiare):

  • Workshop sulle emozioni: per allenare le persone a riconoscere le proprie emozioni nel momento in cui si manifestano, e gestirle in modo adeguato sul luogo di lavoro, abbiamo ideato un laboratorio pratico ed esperienziale. Attraverso role play, esercizi e spiegazioni, ciascun partecipante potrà allenare la propria intelligenza emotiva ed empatia, essenziali per esprimere i propri sentimenti e comunicare in modo efficace i propri bisogni.
  • Workshop sull’ascolto attivo: per favorire una comunicazione non violenta è essenziale ascoltare l’altro in modo attivo e non giudicante. Grazie al laboratorio pratico sull’ascolto i partecipanti scopriranno strategie ed esercizi utili per potenziare questa skill.
  • Workshop sul feedback: per formulare richieste chiare e comunicare i propri bisogni, è molto importante lavorare sul dare e ricevere feedback. Attraverso case study reali e immaginari, role play ed esercizi pratici, le persone avranno modo di sviluppare questa importantissima competenza.
  • Mindfulness: quasi tutti i nostri percorsi iniziano con un momento di mindfulness per aiutare le persone a concentrarsi sul momento presente grazie al proprio respiro. L’obiettivo è quello di allenare la consapevolezza e l’osservazione del nostro corpo e della nostra mente senza giudizi.
  • Fligby: la nuova versione di Fligby – Leadwell è pensata per riconoscere e segnalare le modalità sciacallo utilizzate dai personaggi. Ciascun giocatore, durante la partita, avrà la possibilità di segnalare i comportamenti ritenuti inappropriati come ad esempio situazioni di mobbing, bossing, molestie e comportamenti aggressivi, cliccando su un’apposita icona.

Vuoi scoprire i nostri percorsi? Manda una mail a contatta@capoleader.com

La scorsa settimana abbiamo parlato della Comunicazione Non Violenta come soluzione per contrastare gli ambienti di lavoro tossici. Oggi facciamo un passo in più e cerchiamo di comprendere, grazie ad un interessante video, l’importanza della CNV nella quotidianità.

Al cuore della CNV c’è un concetto rivoluzionario: l’importanza di ascoltare i bisogni al di là delle parole. Troppo spesso, ci concentriamo solo sul contenuto letterale di ciò che viene detto, trascurando i sentimenti e i bisogni profondi che si celano dietro le dichiarazioni di ogni individuo.
Secondo Marshall Rosenberg, il fondatore della CNV, dietro ogni parola o azione c’è un bisogno universale che cerca di essere soddisfatto. Questi bisogni vanno al di là delle superfici delle conversazioni quotidiane. Possono essere bisogni di connessione, autonomia, sicurezza, rispetto o altro ancora. Quando impariamo ad ascoltare attivamente i bisogni, ci avviciniamo a una comprensione più profonda delle persone con cui interagiamo.

L’ascolto oltre le parole richiede una pratica consapevole. Significa essere presenti nel momento, non solo con le orecchie, ma con tutto il nostro essere. Significa lasciare da parte il giudizio e la critica per accogliere apertamente ciò che l’altro sta comunicando, sia verbalmente che non verbalmente.

Quando siamo in grado di ascoltare i bisogni degli altri, creiamo spazi di empatia e connessione. Ciò ci permette di costruire relazioni più forti e di risolvere i conflitti in modo più costruttivo. Invece di difenderci o attaccare quando sorgono tensioni, possiamo cercare di comprendere i bisogni non soddisfatti e collaborare per trovare soluzioni che rispettino le esigenze di tutte le parti coinvolte.

La Comunicazione Non Violenta non è solo una teoria, ma una pratica che possiamo integrare nella nostra vita quotidiana. Significa porre domande aperte che incoraggino gli altri a esprimere i loro sentimenti e bisogni. Significa anche esprimere in modo chiaro e onesto i nostri sentimenti e bisogni, senza ricorrere a giudizi o accuse.

La Comunicazione Non Violenta rappresenta un’opportunità per le aziende di creare un ambiente lavorativo più inclusivo, collaborativo e produttivo. Incorporare questa pratica nelle dinamiche aziendali significa promuovere un clima di fiducia e rispetto reciproco tra colleghi e dirigenti. Inoltre, consente di affrontare i conflitti in modo costruttivo, facilitando la ricerca di soluzioni che soddisfino i bisogni di tutte le parti coinvolte.
Investire nella formazione e nell’implementazione della CNV può portare a un miglioramento significativo della comunicazione interna, della soddisfazione dei dipendenti e, di conseguenza, dei risultati aziendali. La prossima settimana approfondiremo come affrontiamo nei nostri percorsi i principi della comunicazione non violenta.

Rimanete sintonizzati per saperne di più!

 

comunicazione non violenta

Vivere e prosperare in un ambiente di lavoro sano è cruciale per il benessere dei dipendenti e il successo complessivo di un’organizzazione. Tuttavia, in molti casi, gli ambienti di lavoro tossici possono minare la produttività e causare disagi significativi. In questo contesto, la Comunicazione Non Violenta (CNV) si presenta come una potentissima arma per trasformare radicalmente il modo in cui le persone comunicano nei contesti professionali.

Riconoscere il Problema: Ambienti di Lavoro Tossici

Gli ambienti di lavoro tossici sono caratterizzati da comunicazioni negative, conflitti non gestiti, e un clima generale di sfiducia e tensione. Queste dinamiche dannose possono avere conseguenze significative sulla salute mentale e fisica dei dipendenti, oltre a impattare negativamente sulla produttività complessiva dell’azienda.

La Comunicazione Non Violenta, sviluppata dallo psicologo Marshall Rosenberg, offre un approccio strutturato e compassionevole per migliorare la comunicazione. L’essenza della CNV risiede nell’abilità di esprimere i propri bisogni e sentimenti in modo chiaro, senza ricorrere a giudizi o aggressioni verbali.

I Pilastri della CNV

  1. Osservare senza Giudicare: Il primo passo consiste nell’osservare i comportamenti senza emettere giudizi. Questo permette una valutazione oggettiva della situazione.
  2. Esprimere Sentimenti: La CNV incoraggia ad esprimere i sentimenti collegati alle osservazioni. Questa apertura emotiva facilita la comprensione reciproca.
  3. Comunicare Bisogni: Identificare e comunicare chiaramente i bisogni aiuta a creare un terreno comune e a trovare soluzioni che soddisfino le esigenze di tutte le parti coinvolte.
  4. Formulare Richieste Chiare: Le richieste chiare basate sui bisogni individuati costituiscono la fase finale. Queste richieste guidano il dialogo verso la risoluzione costruttiva dei conflitti.

Vantaggi Tangibili della CNV negli Ambienti di Lavoro

  1. Riduzione dei Conflitti: La CNV riduce la probabilità di conflitti distruttivi, promuovendo invece il dialogo costruttivo.
  2. Clima di Lavoro Positivo: L’adozione della CNV crea un clima di lavoro positivo basato sulla comprensione reciproca e sul rispetto.
  3. Aumento della Produttività: Migliorare la comunicazione porta a una maggiore collaborazione e, di conseguenza, a un aumento della produttività.
  4. Soddisfazione dei Dipendenti: Gli ambienti di lavoro che adottano la CNV vedono spesso un aumento della soddisfazione dei dipendenti e una riduzione del turnover.

I leader, in quanto figure di riferimento nell’organizzazione, svolgono un ruolo cruciale nell’implementazione della CNV. Devono svolgere la funzione di catalizzatori della comunicazione, incoraggiando la consapevolezza emotiva, l’ascolto attivo e la gestione costruttiva dei conflitti. La loro guida nell’applicare i principi della CNV contribuisce all’instaurazione di un clima lavorativo salutare e produttivo.

La comunicazione Non Violenta rappresenta, quindi, un potente strumento per trasformare gli ambienti di lavoro tossici in spazi di crescita e collaborazione. Le organizzazioni che investono nella promozione della Comunicazione Non Violenta sperimentano miglioramenti significativi, sia dal punto di vista umano che professionale. La via verso ambienti di lavoro più sani e produttivi inizia con la consapevole adozione di questa metodologia di comunicazione efficace.

comunicazione non violenta

CapoLeader offre programmi formativi focalizzati sullo sviluppo delle capacità di leadership, con particolare attenzione alla promozione di un dialogo aperto e rispettoso. Grazie a Fligby, una piattaforma di apprendimento e simulazione manageriale, i leader possono acquisire competenze pratiche nell’affrontare situazioni complesse e implementare strategie di comunicazione efficace. I giocatori hanno la possibilità, durante la partita, di segnalare comportamenti aggressivi, violenti o non adeguati all’ambiente lavorativo, allenando la propria capacità di riconoscimento.

Attraverso l’app Qomprendo, invece, viene data la possibilità ai lavoratori di segnalare i comportamenti scorretti all’interno della propria azienda, anche in maniera anonima, grazie ad un feedback giornaliero di poche domande.

L’obiettivo è creare una cultura aziendale in cui sia incoraggiata sia la Comunicazione Non Violenta, sia lo “Speak Up“, ovvero la promozione della comunicazione aperta, l’espressione di opinioni o preoccupazioni, e l’incoraggiamento a far sentire la propria voce. Questi investimenti mirati non solo promuovono un ambiente di lavoro più sano e collaborativo ma contribuiscono anche a coltivare leader consapevoli che guidano il cambiamento positivo all’interno delle loro organizzazioni.