insegnamenti dei film d'animazione

LEADERSHIP NEI FILM D’ANIMAZIONE

Nelle scorse settimane abbiamo iniziato un viaggio che ci ha portato alla scoperta di molte lezioni presenti nei film. Oggi ci soffermeremo sugli insegnamenti di leadership nei film d’animazione e sulle importanti riflessioni che possiamo trarre da essi.

  1. KUNG FU PANDA:

    è la storia di Po, un panda pigro e pasticcione a cui piace molto mangiare, che lavora nel ristorante del padre, ma sogna di diventare un esperto di kung fu. Un giorno, in seguito a una predizione del saggio Oogway, viene indicato come l’eletto Guerriero Dragone, colui che salverà il villaggio dal nemico Tai Lung. Da quel momento Po viene affidato alla scuola di kung fu del Maestro Shifu. Dopo un percorso ricco di ostacoli e un duro lavoro su sé stesso, prenderà coscienza delle proprie capacità nascoste e grazie alla fiducia in se stesso riuscirà a salvare il suo villaggio.
    Quello che possiamo imparare da questo film d’animazione è:

  • Trasformare i propri punti deboli in punti di forza: il maestro Shifu, dopo numerosi fallimenti, riesce a trovare la chiave per allenare Po: il cibo. Po è corpulento e ama mangiare, usando il cibo come ricompensa per gli allenamenti, Shifu è riuscito a scoprire ciò che lo motiva e che quindi lo spinge a migliorarsi. Così come ha fatto Shifu, anche i leader in azienda dovrebbero cercare di capire cosa motiva i propri dipendenti, senza fermarsi alla prima difficoltà. Spesso ciò che consideriamo una nostra area di miglioramento può trasformarsi nel nostro più grande punto di forza.
  • L’ingrediente segreto non esiste: “L’ingrediente segreto è niente. Non esiste un ingrediente segreto. Non serve. Per rendere una cosa speciale devi solo credere che sia speciale” (vedi video sotto). Il padre di Po svela al figlio che la sua zuppa in realtà non contiene nessun ingrediente speciale come invece aveva sempre creduto Po. Questa riflessione lo porterà a prendere consapevolezza del fatto che per essere un vero guerriero non servono poteri speciali, bastava credere in se stesso. Ecco il motivo per cui nella pergamena, che doveva contenere il segreto per essere un vero guerriero, non c’è scritto niente, ma guardando dentro, Po vede solo il suo riflesso. L’ingrediente segreto siamo noi stessi, credere in noi è ciò che fa la differenza. Spesso ci dimentichiamo che il nostro potere è la nostra unicità.
  • Vivere nel presente: “Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sarà; ieri è storia, domani è un mistero ma oggi è un dono. Per questo si chiama presente”. Preoccuparsi troppo di ciò che è stato e ciò che sarà ci distoglie dal vivere nel momento presente, ovvero la nostra unica certezza. Il passato può aiutarci ad imparare dagli errori, il futuro ci permette di fare progetti e migliorare la nostra vita, ma vivere nel qui ed ora ci permette di assaporare la vita in ogni suo aspetto.
  1. INSIDE OUT:

    Nella mente di Riley, una bambina di 11 anni, sono presenti 5 personaggi che rappresentano le emozioni di base della bambina e che l’aiuteranno ad affrontare le sfide e gli ostacoli della vita. Le lezioni che si possono apprendere dal film sono:

  • Tutte le emozioni sono necessarie: Gioia è il personaggio che ha assunto il ruolo di leader, coordina tutti gli altri e vuole avere il controllo su tutto e tutti. È così convinta di essere l’unica a poter mantenere uno stato di benessere in Riley da non accorgersi del valore che tutte le altre emozioni potevano portare per garantire la sopravvivenza e il benessere emotivo della bambina, in particolare della tristezza. Fin da piccoli siamo portati a ricercare la felicità evitando il più possibile la tristezza. Spesso durante il film, Gioia cerca di allontanare Tristezza dalla “postazione di comando” per evitare che Riley sperimenti quell’emozione. Solo alla fine del film capirà che Tristezza è necessaria nella vita della bambina e solo lei potrà salvare la situazione critica che si era creata. La tristezza infatti è stata una delle ragioni principali per cui Riley è stata felice per tutto quel tempo, assume quindi una funzione adattativa. Ogni emozione è fondamentale in un preciso momento della vita e ci aiuta a preparaci e proteggerci da una minaccia diversa.
  • Non puoi gestire tutto da solo: Gioia pensa di riuscire ad avere sempre tutto sotto controllo, ma nel momento in cui per uno sfortunato incidente viene trasportata fuori dal “centro di comando” le altre emozioni si trovano spiazzate e non sanno come gestire il lavoro. Senza di lei si sentono perse perché il messaggio che Gioia ha sempre trasmesso è che solo la sua presenza fosse fondamentale per la vita di Riley. Solamente quando Tristezza riuscirà a riportare a casa Riley e riunire la famiglia capirà che la persona migliore per gestire la situazione non è lei, ma Tristezza. La collaborazione tra i personaggi è la strategia vincente per aiutare Riley ad affrontare la vita. Le emozioni sono come un team di lavoro, ognuno ha il suo ruolo, ognuno ha i suoi strumenti e i suoi obiettivi, ma solo lavorando insieme e valorizzando le differenze di ciascuno si raggiungono i risultati migliori. Un buon leader sa di non essere sempre la persona adatta per risolvere ogni problema, per questo ha bisogno di un team di esperti che sappiano affrontare diverse tipologie di situazioni.
  • Le emozioni sono importanti per prendere le decisioni: siamo abituati a pensare che le migliori decisioni vengano prese razionalmente, lasciando fuori le emozioni. Invece, le emozioni sono essenziali nel processo decisionale. Non sono un ostacolo, ma rappresentano delle sentinelle che ci consentono di connetterci con noi stessi e fare scelte che ci facciano stare bene.
  1. COCO:

    racconta la storia di Miguel un bambino messicano che ama cantare e suonare la chitarra. Miguel vive in un paesino insieme alla sua famiglia di calzolai sulla quale aleggia una sorta di maledizione per la quale la musica è stata totalmente bandita. Per rincorrere il suo sogno si ritroverà a vivere numerose avventure nel regno dei morti, dove conoscerà i suoi vecchi parenti. Quello che possiamo imparare da questo film è:

  • Insegui il tuo sogno: Miguel ama fare musica, ma la sua famiglia vorrebbe che lui diventasse calzolaio come loro. Il bambino però sente di dover seguire il suo sogno e cercherà in ogni modo di realizzarlo senza aver paura di deludere le aspettative di chi ci vuole bene. A volte ci lasciamo condizionare da chi ci circonda su cosa sia meglio per noi, senza darci la possibilità di ascoltarci veramente per capire quale sia la nostra direzione. Questo può capitare ad esempio nella scelta del lavoro, amiamo fare qualcosa, ma scegliamo ciò che ci rende più sicuri e allo stesso tempo meno felici.
  • I grandi leader si assumono la responsabilità: Hector, il trisavolo di Miguel si è reso conto di aver commesso un grave errore durante la sua vita, ovvero aver scelto una vita da musicista lontano dalla sua famiglia. Dopo aver compreso di essere stato l’unico responsabile di questa scelta e aver capito quali fossero state le conseguenze delle sue azioni sulle persone che gli volevano bene, decide di chiedere scusa a chi aveva ferito. A volte ammettere i propri errori con umiltà può cambiare la situazione, come è successo tra Hector e la sua sposa Imelda. I grandi leader sanno che le proprie scelte hanno delle conseguenze e sono disposti a convivere con esse.
  • Lasciati ispirare: nonostante nella famiglia di Miguel non ci fosse nessuno capace di ispirarlo nelle sue attività musicali, il bambino non ha abbandonato il suo sogno e ha trovato una figura di riferimento dalla quale prendere spunto: Ernesto de la Cruz. Grazie ai suoi film e alla sua musica ha studiato ed è diventato esperto nel suo campo. Trovare una figura d’ispirazione può essere utile per iniziare il primo passo verso il proprio obiettivo. Dovremmo tutti cercare di essere di ispirazione per gli altri diventando la migliore versione di noi stessi.

imparare dai film d'animazione

  1. ONWARD:

    racconta l’avventura di due fratelli, Ian e suo fratello maggiore Barley, che vivono in un mondo magico e sono alla ricerca di una particolare gemma che gli consentirà di far tornare in vita il padre per un giorno. Il film è ricco di significati, vediamone alcuni:

  • La magia è fiducia: Ian scopre di essere uno stregone, ma è molto intimorito e ha poca fiducia in se stesso, quindi non riesce facilmente a far funzionare gli incantesimi che prova. Solo con la guida del fratello, che lo aiuterà a credere nelle proprie capacità, Ian riuscirà a sbloccarsi diventando bravo ad utilizzare la magia. La magia, come la fiducia è qualcosa che si apprende con il tempo ed è molto facile dissiparla, ma grazie al suo potere può essere un valido aiuto per risolvere ogni tipo di problema.
  • Ognuno ha i suoi poteri: Quando Barley ha provato a prendere in mano il bastone magico e formulare l’incantesimo non è successo niente. Quindi i due fratelli hanno pensato che fosse rotto. Dopo un po’ Ian ha fatto la stessa cosa, ma il bastone si è illuminato e lui è riuscito a fare la magia desiderata. Barley non aveva le giuste competenze, mentre Ian sì. Ognuno di noi ha dei punti di forza che gli consentono di svolgere efficacemente determinati compiti. Le competenze di Barley erano altre, il suo ruolo era quello di guidare il fratello grazie alla sua conoscenza della storia della magia. Ognuno di noi è diverso, ma allo stesso tempo essenziale. Spesso siamo convinti che tutti debbano sapere fare tutto, ma non è così. Abbiamo tutti abilità diverse e ognuno contribuisce al risultato con un ruolo diverso, è proprio questa la ricchezza del lavoro di squadra.
  • Ritrovare se stessi: per Ian il viaggio è stato utile per scoprire se stesso e le sue competenze e per superare le sue insicurezze. Per un altro personaggio, la Manticora, il viaggio è servito a ri-scoprire se stessa. Dopo molti anni in cui ha represso la sua natura, nascondendosi dietro un’immagine che non le apparteneva, con l’aiuto dei protagonisti riesce finalmente a ricordare chi era e ciò che la faceva stare bene, ritornando a vivere una vita che sente sua nonostante gli ostacoli che dovrà incontrare. A volte nella vita e nel lavoro può capitare di perdersi e allontanarsi da ciò che ci motiva e ci permette di vivere in modo soddisfacente. L’importante è rendersene conto e sapere che noi siamo gli attori della nostra vita, noi possiamo cambiare le cose e scrivere il nostro percorso.

 I film d’animazione possono rendere semplici dei concetti difficili, fanno ragionare e allo stesso tempo divertire. Quando ci si diverte si è aperti all’apprendimento e si è più propensi ad accogliere il cambiamento. Utilizzare questa tipologia di film nella formazione risulta molto efficace, proprio come succede nel caso di utilizzo di tecniche di gamification. Il film d’animazione e il gioco sono generatori di esperienze trasformative e il più delle volte generano l’esperienza di Flow, e come sappiamo, quando sperimentiamo il Flow siamo all’apice delle nostre prestazioni. In questo modo l’apprendimento risulta super efficace.

Ti vengono in mente altri insegnamenti di leadership nei film d’animazione che possano stimolare interessanti riflessioni? Scrivilo nei commenti.

 

Sara Cascio

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