L’altro lato della gamification manageriale

Ho partecipato a moltissimi corsi di formazione con modalità differenti come aule virtuali, lezioni frontali, lavori in piccoli gruppi e modalità blended. Più frequentavo questi corsi, più mi appassionavo al bellissimo mondo della formazione. Ogni corso mi ha permesso di crescere sempre di più personalmente e professionalmente. Fino ad arrivare al punto di trovarmi “dall’altro lato” di un progetto di gamification manageriale.
A luglio è arrivato il momento tanto desiderato di gestire, con due colleghi esperti, il mio primo percorso di sviluppo della Leadership Fligby, come trainer.

Il percorso Fligby, un simulatore di leadership ideato da Csikszentmihalyi, comprendeva un incontro di briefing, tre settimane di gioco individuale, un incontro di debriefing e un’ora di coaching con ciascun partecipante.
Ero molto emozionata e allo stesso tempo entusiasta di questa opportunità. Il percorso di gamification manageriale è interamente online, ma nonostante la distanza fisica delle persone si è creato da subito un bellissimo clima che ci ha fatto dimenticare di essere ognuno in una città differente.

Cosa ho imparato?

La cosa che mi ha colpito di più è stata la quantità di cose che ho potuto imparare, nonostante non fossi nel ruolo del partecipante.
Ogni condivisione, ogni racconto ed ogni esperienza che i partecipanti hanno portato è stata utile per scoprire la varietà di ciascun lavoro, per capire come problemi condivisi vengano affrontati in modo differente e come ognuno utilizzi strategie differenti per affrontare situazioni simili.

Inoltre, durante tutto il percorso ho avuto la possibilità di allenare alcune mie competenze. Per esempio l’ascolto attivo e l’empatia. Soprattutto durante gli incontri di coaching è importante creare un rapporto di fiducia, in modo tale che la persona possa parlare di sé in un ambiente non giudicante. L’empatia è fondamentale per rendere la relazione efficace. Consente di percepire le emozioni dell’altro e “collegarsi” a lui cogliendo ogni aspetto del messaggio che viene detto.

Un’altra importante skill che ho potuto potenziare è stata la gestione del tempoE’ facile perdere la cognizione del tempo lasciandosi trasportare delle condivisioni dei partecipanti, capita quando siamo in uno stato di Flow, ma è altrettanto importante rimanere nei tempi. Per questo abbiamo creato una dettagliata tabella che ci ha permesso di capire minuto per minuto se fossimo in orario o se fosse necessario proseguire. A volte abbiamo dovuto riequilibrare i tempi perché gli imprevisti sono all’ordine del giorno, soprattutto nelle formazioni digitali, ma questo ha sicuramente migliorato la mia competenza di problem solving. Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro di squadra con i miei colleghi. Ognuno aveva il suo ruolo e i suoi compiti e questo ha reso la formazione ancora più efficace.

Le difficoltà

Come in ogni cosa, ci sono state delle difficoltà. Prima fra tutti l’ansia di essere all’altezza della situazione, ma una volta che si inizia a parlare questa sensazione di paura svanisce, lasciando posto solo alla voglia di rifare questa esperienza.
Un aspetto complesso da affrontare riguarda la diffidenza iniziale che le persone hanno nei confronti di una formazione che prevede un gioco come strumento. Sono ancora in molti a pensare che apprendimento e divertimento non vadano d’accordo, ma questo è un errore! Giocando abbassiamo le difese, assumiamo un ruolo diverso dal solito, interagiamo con altre persone, seguiamo delle regole e ci divertiamo. Tutto questo mentre apprendiamo nuove conoscenze e abilità in modo semplice. La gamification manageriale funziona e accelera l’apprendimento.

Un altro punto complicato è relazionarsi con persone con caratteristiche molto diverse. Ci sono partecipanti pronti ad aprirsi con noi, mettersi in gioco e lavorare sulle proprie aree di miglioramento, altri, invece, sono più diffidenti e magari non hanno voglia di lavorare su di sé. Bisogna, quindi, trovare la chiave giusta per creare un luogo sicuro e non giudicante in cui poter affrontare argomenti delicati senza timore.
Ogni difficoltà rappresenta una sfida che ci permette di crescere e aumentare le nostre conoscenze e abilità.

Tornando indietro, rifarei lo stesso percorso che mi ha portato ad essere una Facilitatrice di Fligby?

Assolutamente sì!
Ho capito che questa è la strada che voglio seguire. Aiutare le persone a far emergere le loro risorse, potenziando i propri punti di forza e le proprie aree di miglioramento, sul lavoro e nella vita, è sempre stato il mio sogno fin da quando ho scelto Psicologia del Lavoro come corso Magistrale all’Università.
Il fatto di poterlo fare con una modalità innovativa e coinvolgente, ovvero con Fligby, un simulatore di leadership, unico in Italia, rende il tutto un’esperienza meravigliosa.

 

Sara Cascio

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