A tutti piace fare le cose che sappiamo fare bene. Nell’ambito sportivo incontro spesso atleti che passano troppo tempo ad allenare i propri colpi migliori a scapito di altre aree del gioco che meriterebbero più esercizio. Nell’ambito aziendale mi è capitato di lavorare in aziende che, una volta raggiunta la leadership indiscussa del proprio mercato, hanno perso il treno del successo quando è stato introdotto un fattore competitivo nuovo, ad esempio un’innovazione tecnologica o un fattore di riduzione dei costi. Queste si sono sedute, malauguratamente, su quello che già sapevano fare bene.

Tu come manager potresti avere lo stesso problema. Per me è stato così. Ero molto bravo in alcuni ambiti del mio lavoro e dedicavo il 100% del mio impegno su questi, trascurando però altri ambiti che necessitavano maggiore allenamento, come la comunicazione, la capacità di relazionarsi con quanti avevo intorno e l’abilità di motivarli. Come per gli atleti e le aziende anche i manager investono troppo tempo nei loro punti di forza, nell’errata aspettativa che i fattori che li hanno portati ad eccellere garantiranno altri successi nel futuro. Rimangono intrappolati in abitudini e routine consolidate e in schemi mentali pregressi.

Mi è capitato di lavorare nel passato con un manager responsabile di una funzione aziendale che chiameremo per semplicità Mario. Mario possedeva un discreto talento che venne messo alla prova in due progetti di forte cambiamento aziendale (l’introduzione di un nuovo sistema gestionale e la preparazione di una fusione). Ottenuto grande successo e apprezzamento nei suoi superiori per la capacità di risoluzione degli imprevisti e di gestire situazioni complesse, Mario fu messo in una posizione di responsabilità a guida di un intero dipartimento. La trappola scattò proprio in quel momento. Il mutato cambiamento di contesto lo spiazzò e mise alla prova la sua capacità di adattamento.

Abituato a fronteggiare le emergenze e gli imprevisti nei progetti che aveva affrontato, Mario si trovò in difficoltà nella quotidianità, nell’organizzazione del lavoro del suo ufficio. Piuttosto che dare delle linee guida ai collaboratori, Mario era più predisposto ad andare a caccia di minacce e problemi per poterli risolvere. Si sostituiva spesso ai suoi colleghi e in definitiva invece di lavorare attraverso il team, lavorava per il suo team. Continuava insomma a fare quello che gli riusciva bene, quello che lo aveva fatto apprezzare nel passato, anche se non era più quello che i suoi superiori e i suoi collaboratori si aspettavano da lui.

Mario doveva spezzare un circolo vizioso che lo stavo portando all’insuccesso, doveva prendere consapevolezza che era necessario intervenire non sui punti di forza ma su quelli di debolezza. Doveva allenare quelle capacità che aveva utilizzato di rado e che erano la chiave per il suo nuovo ruolo.

Come Mario molti specialisti che diventano capi hanno difficoltà nel riconoscere la trappola, questo perché con l’andar del tempo diventa sempre più costoso investire nell’apprendimento di nuove capacità. Più siamo bravi in qualcosa, più è alto il costo di dedicare il nostro tempo a imparare qualcos’altro. Ci sembra più redditizio e sicuro continuare sfruttare le nostre capacità attuali piuttosto che perdere tempo, sbagliare e sacrificarsi su attività che non garantiscono altrettanto rendimento e sicurezza. Ci sediamo sul successo e fermiamo la nostra crescita…

Perché entriamo in questa trappola?

Principalmente i motivi sono 4:

  • Perdiamo di vista i fattori di successo
  • Non percepiamo il cambiamento
  • Non troviamo supporti nella nostra crescita
  • Non è divertente ammettere e dedicarsi ai nostri punti deboli.

Questi 4 aspetti sono la base di partenza di CapoLeader.com. La piattaforma per nuovi capi lavora su 4 fattori:

  • Chiarezza sulle priorità
  • Focus sui cambiamenti ambientali
  • Supporto alla crescita
  • Rendere l’apprendimento divertente.

Sei curioso di sapere come Mario ha risolto divertendosi il suo stallo e rilanciato la sua carriera? Resta sintonizzato e capirai come ha fatto e come puoi farlo tu.

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