Il Flow è come lo yogurt!

di Andrea Casella, cestista professionista, imprenditore e dottore in scienze e tecniche psicologiche

Cosa hanno in comune il Flow e lo Yogurt
Cosa hanno in comune il flow e lo yogurt?

Stefano lo conosco da diversi anni ormai e abbiamo condiviso momenti caratterizzati da periodi di crescita esponenziale che mi hanno aiutato a raggiungere i miei obiettivi e, soprattutto, a evolvere come uomo e come persona.

Il rapporto di lavoro che ci ha fatto incontrare si è trasformato adesso in una profonda amicizia basata sul rispetto, lo stimolo e il supporto reciproco volto ad affrontare nuove sfide per raggiungere un livello superiore sia per quanto riguarda i vari business che abbiamo, sia nella propria sfera personale.

L’altra sera abbiamo fatto una delle nostre “skyppate” di brainstorming e ci siamo condivisi le idee e i percorsi che ognuno di noi sta intraprendendo. Si, perché il movimento è vita e, (fisica docet), e quando ci fermiamo moriamo un po’.

E’ per questo che quando succede che Steve mi chiama per dirmi che ha iniziato un nuovo percorso o ha aggiunto un tassello al proprio puzzle metto in pausa tutto quello che faccio e spalanco le orecchie e, prendendo un foglio e una penna per prendere appunti, ascolto quanto ha da dirmi. Non perché lui abbia la verità intrinseca o sia il nuovo Messia, bensì perché lo reputo un punto di riferimento, un mentore e una persona orientata al futuro pur sapendo che l’unico modo di crearlo il più bello possibile è quello di costruirlo partendo dal presente.

Un mentore è questo, colui che cresce con te, condivide ciò che ha e impara insieme a te. Ti mostra come si fa a imparare, a evolvere e a sbagliare. E non si ferma.

Presenza

L’altra sera mi ha chiesto di mettere giù due righe sul concetto di flow e di dare sfogo a quello che so e che ho imparato negli anni.
Premesso che in “due righe” non si può riassumere tutto, proverò a partire da una parola: presenza.

Con il termine flow si indica proprio questo, la presenza mentale totale in quel momento che si sta vivendo, non esiste più nient’altro che quell’istante, quel pensiero e passato e futuro sono solamente entità “non ammesse” e che devono aspettare fuori. Il tempo sembra fermarsi, scorre lento ma velocissimo, due ore diventano un battito di ciglia, ma la sensazione è che quel battito di ciglia, per compiersi, abbia impiegato un’eternità.

Questo è il flow. Tutto te stesso è concentrato in quello che stai facendo e le cose ti vengono maledettamente bene, tutto va come deve andare, la “nave” va da sola e tu puoi goderti il paesaggio.

Quando abbiamo finito la chiamata su Skype ci siamo accorti che erano passate circa due ore. Due ore piene, senza pause, senza stop, con diverse pagine di appunti mentali e scritti per ognuno su resoconti, “puntini uniti”, progetti e idee che ci hanno arricchito. Due ore in un battito di ciglia.

Tutti, ma proprio tutti quanti, hanno sperimentato questa sensazione. Da sportivo professionista è lo stato che aspiro a raggiungere per più tempo possibile durante le partite e gli allenamenti, perché da accesso a tutto ciò che ho imparato e a tutti quegli schemi motori e di pensiero che ho allenato nelle migliaia di ore passate sul campo e in palestra.

Attenzione, l’allenamento non è solamente fisico, coi i pesi o son la palla. E’ soprattutto mentale. Lo si fa anche in poltrona, sul divano, nel letto o mentre si va al palazzetto. Mi riferisco a quei momenti di immaginazione che per tutta la nostra infanzia ci hanno fatto evadere dalla scuola, “inceppandoci” con lo sguardo fisso fuori dalla finestra a pensare che mancavano ancora 4 ore e poi avremmo avuto la libertà di tornare a giocare.

Come entrare in Flow

Come si entra in questo “stato di grazia” che ci fa letteralmente godere? Bella domanda, grazie per averla pensata.

E’ più complesso di quanto si pensi, ma è anche più semplice di quanto credi.

Come ti ho già accennato questo è uno stato della mente che tutti noi possiamo raggiungere e che abbiamo già sperimentato. E allora perché dico che è complesso?

Abitudini

Il primo motivo è che non ci siamo abituati. Abbiamo tutti quanti ricevuto un’educazione volta al controllo dei pensieri, ai dogmi e al non avere la testa tra le nuvole. Quando a scuola ci perdevamo nei pensieri venivamo ovviamente redarguiti perché quello non era il momento giusto di fantasticare, e magari venivamo anche puniti. Negli anni abbiamo quindi soppresso questa capacità perché inconsciamente giudicata come qualcosa di negativo e controproducente, piuttosto che imparare a dirigere tale flusso di pensieri verso ciò che il nostro subconscio e la mente ci stessero dicendo.

L’altro ostacolo che si presenta è, come il precedente, legato alle abitudini che abbiamo acquisito. Siamo abituati che per fare qualcosa ci si deve concentrare di più, e se non viene come vogliamo dobbiamo sforzarci e metterci più impegno. Ma i nemici numero uno per eccellenza dello stato di flow sono proprio lo sforzo e la forza di volontà. Più ci sforziamo e più blocchiamo l’accesso allo stato di grazia. Più ci mettiamo impegno e meno risultati otterremo.

E allora come si possono sconfiggere questi nemici?

Non combattendo. Evitando lo scontro, lo sforzo, aprendo la mente e le braccia e dirigendola gentilmente verso alcuni pensieri specifici.

Ok, è probabile che tu sia confuso. Proviamola a mettere in questo modo.

Quand’è che il tempo sembra passare in un amen, non senti la fatica e andresti avanti a oltranza senza sosta?

Ti è successo ogni volta che ti sei divertito.

Il Flow con la musica

Divertimento

Il divertimento è infatti il catalizzatore più potente per entrare in questo stato meraviglioso, perché automaticamente annienta le distrazioni e ti fa accedere a tutte le risorse di cui hai bisogno.

Il corpo e la mente umana sono degli strumenti incredibili che si sono evoluti sino a oggi con lo scopo primario di andare verso il piacere e fuggire da cosa fa stare male. Quando ci immergiamo in un’attività che fa divertire la nostra mente “lo sa” e farà di tutto per restare in quel momento, perché inevitabilmente è a conoscenza che “ci fa piacere”.

“Le persone sono fatte per fare cose, ma le cose non sono fatte per le persone.” (Super cit.).

Ambiente

L’ambiente nel quale viviamo e lavoriamo molto spesso non sono adatti a noi. Questo perché siamo portati ad accontentarci di ciò che ci dicono gli altri che, secondo loro, è meglio per noi. Soprattutto chiediamo consigli giusti a persone sbagliate (es. Ascoltiamo l’amico barista che ci parla di investimenti bancari piuttosto che il professionista che effettivamente guadagna da quell’attività, ecc.).

L’obiettivo di ognuno di noi deve essere quello di aprire gli occhi, crearci la realtà che vogliamo vivere partendo innanzi tutto dallo scoprire cosa ci fa stare bene e ci fa divertire; crearci attorno un ambiente propositivo a tale scopo con persone e attività che favoriscano tale divertimento, e permettere alla nostra mente di sperimentare nuove esperienze.

Da sportivo professionista la prima cosa che mi piace della mia attività è che mi diverte ancora come quando ero bambino e tiravo nel campino dietro casa. Ma non mi sono fermato qua, ho studiato psicologia e ho sperimentato un milione di attività diverse.

Ad esempio il livello di concentrazione e presenza mentale che raggiungo quando mi metto al pianoforte a suonare è diverso da quando leggo un libro che mi piace piuttosto che quello di quando disegno o semplicemente lasci vagare la mente su tutto quello che vuole lei.

Il mio scopo ultimo è quello di metterti a conoscenza che il mondo non è solo quello che abbiamo vissuto sinora, bensì è molto più vasto e meraviglioso di quello che si possa immaginare e il primo passo per scoprirlo è quello di iniziare a esplorare quello che abbiamo dentro, che ci fa stare bene. Prendi coscienza delle proprie paure e dubbi e dirigere gentilmente l’attenzione verso la soluzione, verso il piacere.

Il Flow è come lo yogurt

La vita è un viaggio continuo e tutti noi, come lo yogurt che è in frigo, abbiamo una data di scadenza. A nessuno è dato sapere però quando sarà, ma capire che possiamo aumentare il tempo a nostra disposizione semplicemente dirigendo consapevolmente l’attenzione a quelle cose che portano un valore positivo ci farà vibrare a un livello più alto e, soprattutto, ci aprirà le porte a un mondo meraviglioso che si chiama flow.

Ti ringrazio per essere arrivato sino qui. Hai fatto già un passo importante verso la tua consapevolezza e spero di averti aiutato un minimo a smuovere le acque della tua mente e a creare quel movimento che crea vita.

Ora tocca a te.

Qualunque sia il tuo obiettivo chiedi a Stefano come potrai fare a raggiungerlo.

Ti auguro di divertirti, il viaggio è appena iniziato.

Io vado a mangiare lo yogurt ora, che sennò poi scade.

Andrea

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