ARTICOLO DEL BLOG:

COLLABORAZIONE ASSENTE?
ECCO IL SUO COSTO

I costi nascosti della mancata collaborazione: perché investire nella squadra conviene più di quanto pensi.

Parlare di collaborazione può sembrare una questione “soft”. Una di quelle cose belle da avere, ma non proprio vitali, come la ciliegina sulla torta.
Eppure… quando manca, non è solo la ciliegina a saltare, ma tutta la torta rischia di sbriciolarsi.

Perché quando un team non collabora, l’azienda comincia a perdere. Soldi veri.
E la cosa peggiore è che non si vede subito. Non c’è una fattura con scritto:

“Mese di maggio: -3.000€ per conflitti e silenzi in riunione”
ma il costo c’è. Eccome se c’è.

Vediamo i principali danni che si innescano quando la collaborazione va in crisi, con qualche dato preso da ricerche e fonti autorevoli.

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🔻 Perdita di produttività

Se non ci si parla, non ci si capisce. E se non ci si capisce, si fanno errori, si lavora due volte, ci si rallenta.
Studi indicano che i dipendenti non coinvolti sono fino al 18% meno produttivi rispetto a chi lavora in un clima positivo e collaborativo.

📉 Aumento dell’assenteismo

In un ambiente stressante, le persone si stancano prima. Si ammalano più spesso. Alcuni studi riportano un aumento fino al 69% delle assenze tra i dipendenti non coinvolti .

🚪 Turnover elevato

Le persone non lasciano solo l’azienda. A volte lasciano i colleghi, il clima, l’aria pesante.
Quando se ne va una persona valida, la sostituzione può arrivare a costare dai 9.000 ai 18.000 euro.

⏱ Tempo sprecato in conflitti

I manager, invece di guidare, spesso passano le giornate a “fare da cuscinetto” tra colleghi che non si sopportano o che non si parlano.
Secondo una ricerca della PMI, si arriva anche a 6 ore a settimana spese solo per gestire conflitti.

💔 Danno reputazionale

Un ambiente tossico si sente. E fa danni anche fuori. I clienti lo percepiscono. I candidati lo fiutano. E spesso… scappano.
Risultato? Talenti difficili da attrarre, clienti che cambiano fornitore, progetti rallentati.

Quindi, quanto costa non collaborare?

Torniamo coi piedi per terra.

Immagina un team classico, come tanti:
– 8 impiegati amministrativi o tecnici
– 1 quadro che li coordina

Totale? Circa 400.000 euro l’anno, tra stipendi, contributi, benefit, strumenti di lavoro.

Secondo le stime più prudenti, un team che non collabora può far perdere all’azienda fino al 20% di questo valore in costi indiretti.
Quindi:
circa 80.000 euro buttati via ogni anno, senza che nessuno li metta mai a budget.

Ottantamila euro che se ne vanno in lentezza, malintesi, burnout, assenze e persone valide che se ne vanno.
E parliamo di una stima prudente. Senza considerare i clienti persi, i ritardi di progetto, la reputazione che si sgretola.

🧠 Il paradosso: spendere poco per risparmiare molto

Adesso pensa a questo scenario: investire in un percorso formativo che insegni al team a collaborare meglio, a comunicare senza conflitti, a gestire insieme le difficoltà. Un percorso che può costare, per esempio, 8.000 euro all’anno.

Otto mila. Non ottanta mila.

Con meno del 10% di quello che già stai perdendo, potresti risolvere una parte importante del problema.

Ti sembra ancora un lusso? Forse è il miglior investimento che potresti fare.

Perché la collaborazione non è una moda.
È la base di tutto: di produttività, benessere, fidelizzazione, reputazione.

Senza collaborazione, perdiamo tutti: l’azienda, il team, i clienti.
Con la collaborazione, invece, apriamo la porta a nuove opportunità, a un ambiente di lavoro più sereno e a risultati concreti.

Pensare insieme, lavorare meglio: il valore della collaborazione

Il nostro lavoro è proprio questo: sviluppare percorsi che aiutano le persone a superare il pensiero a silos, a lavorare sulle connessioni tra i diversi ruoli e a potenziare il system thinking — quella capacità fondamentale di vedere l’insieme, comprendere le relazioni e far funzionare meglio tutto il sistema.

Se vuoi approfondire, ti invitiamo a partecipare gratuitamente a Pillole di Gamification, mercoledì 18 giugno, dalle 12:30 alle 13:15.
Parleremo proprio di questo percorso, attraverso Friday Night at the ER, un gioco serio che fa riflettere e mette alla prova la collaborazione all’interno del team.

Non perdere questa opportunità per trasformare la collaborazione da un costo nascosto a un vero vantaggio competitivo.

Cosa aspetti? Prenota ora il tuo posto.

Vuoi approfondire il tema della creatività e come potenziarla attraverso il Flow? Iscriviti per partecipare alle Pillole di Flow giovedì 26 giugno ore 18-19.

L’argomento è Flow e creatività

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IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTITop Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

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ARTICOLI DEL BLOG

FALLA N.3: QUANDOIL COORDINAMENTO DIVENTA UN FRENO

Ci sono momenti in cui un team sembra iperattivo, ma in realtà gira a vuoto. Le riunioni si moltiplicano. Gli allineamenti diventano quotidiani. Gli update arrivano puntuali.

Eppure, se guardi ai risultati, l’avanzamento reale è minimo. Il lavoro c’è. L’impegno anche. Ma il sistema non accelera.

Questa è la terza falla: il coordinamento inefficace. Una delle più insidiose, perché sembra buona gestione… ma in realtà è come spingere continuamente un carrello che non ha le ruote ben allineate

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FALLA N.2: QUANDO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI… E QUINDI DI NESSUNO

In molti team il lavoro procede in modo collaborativo e ben intenzionato.
Le persone partecipano, discutono, propongono e sembrano davvero coinvolte.
Da fuori, tutto appare ordinato, quasi rassicurante.

Poi però arriva il momento in cui un risultato non arriva.
E lì succede qualcosa di interessante.

Nessuno si tira indietro apertamente.
Ma nessuno dice nemmeno: tranquilli, ne rispondo io.

La responsabilità sembra sparsa ovunque, come il parmigiano sulla pasta.
Peccato che, alla fine, non tenga insieme il piatto.

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FALLA N.1: PRENDERE DECISIONI AL POSTO DEL TEAM

C’è una dinamica che capita spesso nei team guidati da leader competenti ed esperti.
Stranamente, però, quasi nessuno la chiama “problema”… almeno all’inizio.

Non riguarda il controllo e nemmeno la fiducia nel team.
Spesso nasce proprio nei contesti in cui le persone sono motivate, autonome e capaci.

La dinamica è semplice: prendere decisioni, in un modo o nell’altro, torna sempre al leader.

Le proposte arrivano già pensate, a volte anche ben strutturate.
Ma alla fine si chiudono con un innocuo:

“Dimmi tu se va bene.”

Le alternative vengono presentate con attenzione, ma la scelta finale resta sospesa.
E anche quando qualcuno decide, il leader viene comunque coinvolto “per sicurezza”.

In pratica, il punto di chiusura finisce sempre sulla tua scrivania.

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GESTIONE DEL TEAM: 5 FALLE INVISIBILI CHE BLOCCANO AUTONOMIA E CRESCITA

Chiunque si occupi della gestione del team da un po’ — che sia un manager, un team leader o un professionista HR — conosce bene quella strana sensazione “da equilibrista”. Le persone sono in gamba, il clima in ufficio è sereno e i risultati arrivano pure… ma c’è un “ma”.

Il “ma” è che, non appena la figura di riferimento si assenta o si prende un weekend lungo, il sistema rallenta. Le decisioni rimangono appese, le responsabilità si fanno nebbiose e tornano a galla quei soliti problemini che sembravano risolti tre riunioni prima.

A quel punto, la domanda sorge spontanea: “Si sta chiedendo troppo? O si è di fronte a una difficoltà nel delegare?”. Spesso la risposta è più semplice (e rassicurante) di quanto si pensi: il problema non è nelle singole persone e nemmeno nelle intenzioni di chi le guida. Il problema sono le falle invisibili.

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IL POTERE DELL’EXPERIENTIAL LEARNING: PERCHE’ IL “FARE” BATTE LO “STUDIARE”

Rileggendo l’ultimo articolo di Capoleader sulle lezioni imparate in questo 2025, mi sono fermata a riflettere sul mio percorso personale. I bilanci sono preziosi, ma hanno valore solo se diventano vita vissuta. Per questo ho sentito il bisogno di condividere un’esperienza che per me è stata la prova concreta di ciò in cui credo: non si smette mai di essere allievi e si impara davvero solo mettendosi in gioco.

Avete presente quella sensazione di quando atterrate in un Paese straniero? All’inizio c’è un po’ di spaesamento, poi i sensi si accendono e, improvvisamente, il cervello inizia a ragionare in un’altra lingua.

Ecco, per vivere tutto questo non ho dovuto prendere un aereo: mi è bastato varcare la soglia di Spazio Casale.

Per sei martedì mattina ho avuto il piacere di partecipare al corso di inglese “English Full Immersion Campus” organizzato da Live & Learn Campus. Sei mattine intense che mi hanno confermato una verità che mi sta molto a cuore: non si impara davvero finché non si fa.

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COSA CI INSEGNA L’ANNO CHE SI CHIUDE

Il 31 dicembre è uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi.
Non per fare un bilancio preciso, ma per dare senso a ciò che è stato.

Un anno non ci lascia solo risultati, scadenze o obiettivi raggiunti (o mancati).
Ci lascia soprattutto apprendimenti: su come affrontiamo le sfide, su cosa ci pesa davvero, su dove invece siamo più forti di quanto pensavamo.

Prima di pensare a cosa vuoi fare nel 2026, c’è una domanda semplice e spesso trascurata:
che cosa ti ha insegnato questo anno?

Non in teoria.
Ma nella pratica della vita quotidiana, del lavoro, delle relazioni.

Questo è uno spazio di riflessione.
Un invito a guardare indietro quel tanto che basta per andare avanti con più consapevolezza.
Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

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