
FORMI IL LEADER O SISTEMI L’AZIENDA?
Perché la formazione manageriale non regge al rientro in ufficio: il costo di scegliere tra il leader e il sistema, invece di lavorare su entrambi.

Nell’articolo di questa settimana andremo ad approfondire alcuni aspetti della psicologia positiva.
Nell’articolo di questa settimana andremo ad approfondire alcuni aspetti della psicologia positiva che abbiamo già anticipato nell’articolo della scorsa settimana. Abbiamo visto come questo approccio cerchi di potenziare il benessere delle persone, aiutandole a vivere una vita piena e significativa. Ma come possiamo trasformare queste idee in pratiche concrete nella nostra quotidianità?
Un modello che traduce i principi della psicologia positiva in azioni tangibili è il modello PERMA, sviluppato dallo psicologo Martin Seligman. Questo modello identifica cinque pilastri fondamentali del benessere: Emozioni Positive, Coinvolgimento, Relazioni, Significato e Realizzazioni. Ognuno di questi elementi contribuisce a creare una vita non solo felice, ma anche appagante e ricca di significato.
Esploriamo insieme come ciascuno di questi aspetti possa migliorare il nostro benessere e come possiamo integrarli nella nostra vita di ogni giorno.
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I 5 PILASTRI DEL MODELLO PERMA
Le emozioni positive, come la gioia, la gratitudine e la serenità, non solo ci fanno sentire bene, ma migliorano anche la nostra capacità di affrontare le difficoltà. Coltivare e apprezzare i momenti di felicità, per quanto piccoli, ci permette di costruire una mentalità più resiliente e ottimista. Sperimentare le emozioni positive non significa evitare quelle negative, ma trovare un equilibrio e dare spazio alla gratitudine per ciò che va bene nella nostra vita.
Il coinvolgimento profondo, che si manifesta spesso nello stato di Flow, è uno degli aspetti più appaganti della nostra esperienza quotidiana. Quando siamo completamente immersi in un’attività che ci sfida e ci appassiona, perdiamo la cognizione del tempo e ci sentiamo totalmente presenti. Questo stato di concentrazione intensa non solo ci regala momenti di grande soddisfazione, ma alimenta anche la nostra crescita personale. Ma quanto spesso riusciamo a vivere davvero questa immersione? Trovare attività che sfruttano le nostre capacità e ci mettono alla prova è essenziale per arricchire la nostra vita e sentirci pienamente coinvolti.
Le connessioni umane sono alla base del nostro benessere. Le relazioni autentiche con amici, familiari e colleghi ci forniscono supporto, appartenenza e gioia. Coltivare legami significativi non solo arricchisce la nostra vita, ma ci aiuta a superare le sfide con maggiore facilità. È la qualità di queste relazioni, più che la quantità, a fare la differenza.
Avere uno scopo nella vita ci dà direzione e motivazione. Che si tratti del lavoro, di una passione personale, o di un impegno sociale, il significato ci permette di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi. Trovare ciò che dà senso alle nostre azioni ci permette di affrontare anche i momenti più difficili con determinazione e speranza e alimentare la motivazione intrinseca.
Sentirsi realizzati significa fissare obiettivi e raggiungerli. Non parliamo solo di successi esterni, ma anche di quei traguardi personali che ci fanno sentire più forti e motivati. Ogni realizzazione, piccola o grande, contribuisce a rafforzare la nostra autostima e a darci la spinta per migliorare costantemente.
METTITI ALL’OPERA
Ora è il momento di riflettere su come puoi applicare i cinque elementi del modello PERMA nella tua vita. Porsi le giuste domande può aiutarti a identificare dove puoi migliorare e come trovare maggiore equilibrio e soddisfazione.
Prendersi un momento per rispondere a queste domande è il primo passo per mettere in pratica il modello PERMA e iniziare a costruire una vita più equilibrata e soddisfacente.
Se sei interessato a scoprire di più sul Modello PERMA e sulla sua applicazione, manda una mail a contatta@capoleader.com
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ARTICOLI DEL BLOG

Perché la formazione manageriale non regge al rientro in ufficio: il costo di scegliere tra il leader e il sistema, invece di lavorare su entrambi.

Fai una prova. Apri il cedolino paga di novembre e cerca la voce “contributi fondi interprofessionali”. C’è, anche se probabilmente non l’hai mai notata — nessuno la nota, è sepolta tra decine di altre righe che nessun HR legge davvero.
Ogni mese, insieme agli stipendi, la tua azienda versa lo 0,30% del monte salari all’INPS.
Non è una tassa. È un salvadanaio.
Solo che l’80% delle PMI italiane non lo apre mai. E quei soldi, silenziosamente, ogni anno tornano allo Stato — come se non fossero mai stati versati.

Metà agosto. Foto in spiaggia, aperitivo al tramonto, quel libro che porti in valigia da tre anni e non apri mai. Poi il 25 agosto succede la cosa strana: sei tornato, sei abbronzato, e sei comunque cotto come una bistecca lasciata troppo sulla griglia.
Se ti è già successo, buone notizie: non sei pigro, non sei “poco resiliente”, non hai sbagliato meta. Hai solo applicato al riposo lo stesso errore che applichiamo al lavoro: pensare che basti il tempo. Non basta il tempo. Serve l’energia giusta, gestita nel modo giusto. E qui la faccenda si fa interessante, perché è la stessa identica lezione che dovremmo portarci in ufficio undici mesi l’anno.

C’è una cosa che quasi tutti i manager e i responsabili HR hanno in comune, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’azienda.
Quando descrivono il periodo più difficile della loro carriera, o la perdita di un talento chiave, usano le stesse parole:
“Non me ne ero accorto.”
“Pensavo di reggere.”
“A un certo punto il sistema è semplicemente collassato.”
Il burnout è una delle patologie più subdole del mondo del lavoro moderno. Non arriva con un segnale preciso, si accumula in silenzio, settimana dopo settimana. E quando esplode, il conto è sempre molto più alto di quello che si poteva immaginare.

C’è una lezione silenziosa e straordinaria che la natura insegna ogni giorno tra le vette maestose e le valli : un fiume non lotta mai contro le rocce che trova sul suo cammino, né si ferma a lamentarsi se il letto si restringe. Trova una via, si adatta, plasma la pietra e continua a scorrere, portando vita ovunque passi.
È con questo identico spirito che le persone che ogni giorno custodiscono lo splendido Parco delle Alpi Marittime hanno deciso di mettersi in gioco, trasformando la formazione tradizionale in un’esperienza di pura evoluzione organizzativa.
Come partner strategici di questo viaggio, non abbiamo progettato un semplice corso in aula, ma un vero e proprio ecosistema d’innovazione.

C’è una scena che si ripete in quasi ogni azienda.
Il direttore chiede: “Qualcuno ha idee su come affrontare questo problema?”
Silenzio.
Qualcuno controlla lo smartphone. Qualcun altro annuisce in modo vago. La riunione finisce con i soliti tre che parlano e tutti gli altri che ascoltano passivamente.
Poi, nel parcheggio o davanti alla macchinetta del caffè, emergono le vere opinioni:
“Io avrei fatto diversamente…”
“Secondo me il problema reale è un altro.”
“L’ho detto mille volte, ma tanto nessuno ascolta.”
Questo è il costo invisibile che nessun bilancio societario registra: il valore delle idee che le persone hanno in testa, ma che non portano mai sul tavolo.
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