ARTICOLO DEL BLOG:

COSTRUISCI IL TUO BENESSERE CON IL
MODELLO PERMA

Nell’articolo di questa settimana andremo ad approfondire alcuni aspetti della psicologia positiva.

Nell’articolo di questa settimana andremo ad approfondire alcuni aspetti della psicologia positiva che abbiamo già anticipato nell’articolo della scorsa settimana. Abbiamo visto come questo approccio cerchi di potenziare il benessere delle persone, aiutandole a vivere una vita piena e significativa. Ma come possiamo trasformare queste idee in pratiche concrete nella nostra quotidianità?

Un modello che traduce i principi della psicologia positiva in azioni tangibili è il modello PERMA, sviluppato dallo psicologo Martin Seligman. Questo modello identifica cinque pilastri fondamentali del benessere: Emozioni Positive, Coinvolgimento, Relazioni, Significato e Realizzazioni. Ognuno di questi elementi contribuisce a creare una vita non solo felice, ma anche appagante e ricca di significato.

Esploriamo insieme come ciascuno di questi aspetti possa migliorare il nostro benessere e come possiamo integrarli nella nostra vita di ogni giorno.

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I 5 PILASTRI DEL MODELLO PERMA

1. Emozioni Positive (Positive Emotions)

Le emozioni positive, come la gioia, la gratitudine e la serenità, non solo ci fanno sentire bene, ma migliorano anche la nostra capacità di affrontare le difficoltà. Coltivare e apprezzare i momenti di felicità, per quanto piccoli, ci permette di costruire una mentalità più resiliente e ottimista. Sperimentare le emozioni positive non significa evitare quelle negative, ma trovare un equilibrio e dare spazio alla gratitudine per ciò che va bene nella nostra vita.

2. Coinvolgimento (Engagement)

Il coinvolgimento profondo, che si manifesta spesso nello stato di Flow, è uno degli aspetti più appaganti della nostra esperienza quotidiana. Quando siamo completamente immersi in un’attività che ci sfida e ci appassiona, perdiamo la cognizione del tempo e ci sentiamo totalmente presenti. Questo stato di concentrazione intensa non solo ci regala momenti di grande soddisfazione, ma alimenta anche la nostra crescita personale. Ma quanto spesso riusciamo a vivere davvero questa immersione? Trovare attività che sfruttano le nostre capacità e ci mettono alla prova è essenziale per arricchire la nostra vita e sentirci pienamente coinvolti.

3. Relazioni Positive (Relationships)

Le connessioni umane sono alla base del nostro benessere. Le relazioni autentiche con amici, familiari e colleghi ci forniscono supporto, appartenenza e gioia. Coltivare legami significativi non solo arricchisce la nostra vita, ma ci aiuta a superare le sfide con maggiore facilità. È la qualità di queste relazioni, più che la quantità, a fare la differenza.

4. Significato (Meaning)

Avere uno scopo nella vita ci dà direzione e motivazione. Che si tratti del lavoro, di una passione personale, o di un impegno sociale, il significato ci permette di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi. Trovare ciò che dà senso alle nostre azioni ci permette di affrontare anche i momenti più difficili con determinazione e speranza e alimentare la motivazione intrinseca.

5. Realizzazioni (Accomplishment)

Sentirsi realizzati significa fissare obiettivi e raggiungerli. Non parliamo solo di successi esterni, ma anche di quei traguardi personali che ci fanno sentire più forti e motivati. Ogni realizzazione, piccola o grande, contribuisce a rafforzare la nostra autostima e a darci la spinta per migliorare costantemente.

METTITI ALL’OPERA

Ora è il momento di riflettere su come puoi applicare i cinque elementi del modello PERMA nella tua vita. Porsi le giuste domande può aiutarti a identificare dove puoi migliorare e come trovare maggiore equilibrio e soddisfazione.

Emozioni Positive

  • Cosa ti rende felice? 
  • Quanto tempo dedichi a riconoscere e apprezzare le piccole cose positive della tua giornata?

Coinvolgimento (Engagement)

  • Quali attività ti immergono completamente e ti fanno sentire in flow?
  • Stai dedicando abbastanza tempo a queste attività? Cosa potresti fare per favorire più spesso queste esperienze nella tua vita quotidiana?

Relazioni Positive

  • Quali relazioni nella tua vita ti arricchiscono maggiormente e ti fanno sentire connesso agli altri?
  • Cosa vorresti cambiare nel tuo modo di relazionarti agli altri?

Significato (Meaning)

  • Quali sono le cose che ti danno un senso di scopo e direzione? Lavoro, famiglia, una causa a cui tieni?
  • Stai dedicando abbastanza tempo e attenzione a ciò che ti dà un senso di significato nella vita?

Realizzazioni (Accomplishment)

  • Quali traguardi personali o professionali hai raggiunto recentemente, e quanto ti hanno reso orgoglioso?
  • Stai fissando obiettivi chiari per te stesso? Cosa potresti fare per celebrare di più i tuoi successi, anche quelli piccoli?

Prendersi un momento per rispondere a queste domande è il primo passo per mettere in pratica il modello PERMA e iniziare a costruire una vita più equilibrata e soddisfacente.

Se sei interessato a scoprire di più sul Modello PERMA e sulla sua applicazione, manda una mail a contatta@capoleader.com

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ARTICOLI DEL BLOG

FALLA N.3: QUANDOIL COORDINAMENTO DIVENTA UN FRENO

Ci sono momenti in cui un team sembra iperattivo, ma in realtà gira a vuoto. Le riunioni si moltiplicano. Gli allineamenti diventano quotidiani. Gli update arrivano puntuali.

Eppure, se guardi ai risultati, l’avanzamento reale è minimo. Il lavoro c’è. L’impegno anche. Ma il sistema non accelera.

Questa è la terza falla: il coordinamento inefficace. Una delle più insidiose, perché sembra buona gestione… ma in realtà è come spingere continuamente un carrello che non ha le ruote ben allineate

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FALLA N.2: QUANDO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI… E QUINDI DI NESSUNO

In molti team il lavoro procede in modo collaborativo e ben intenzionato.
Le persone partecipano, discutono, propongono e sembrano davvero coinvolte.
Da fuori, tutto appare ordinato, quasi rassicurante.

Poi però arriva il momento in cui un risultato non arriva.
E lì succede qualcosa di interessante.

Nessuno si tira indietro apertamente.
Ma nessuno dice nemmeno: tranquilli, ne rispondo io.

La responsabilità sembra sparsa ovunque, come il parmigiano sulla pasta.
Peccato che, alla fine, non tenga insieme il piatto.

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FALLA N.1: PRENDERE DECISIONI AL POSTO DEL TEAM

C’è una dinamica che capita spesso nei team guidati da leader competenti ed esperti.
Stranamente, però, quasi nessuno la chiama “problema”… almeno all’inizio.

Non riguarda il controllo e nemmeno la fiducia nel team.
Spesso nasce proprio nei contesti in cui le persone sono motivate, autonome e capaci.

La dinamica è semplice: prendere decisioni, in un modo o nell’altro, torna sempre al leader.

Le proposte arrivano già pensate, a volte anche ben strutturate.
Ma alla fine si chiudono con un innocuo:

“Dimmi tu se va bene.”

Le alternative vengono presentate con attenzione, ma la scelta finale resta sospesa.
E anche quando qualcuno decide, il leader viene comunque coinvolto “per sicurezza”.

In pratica, il punto di chiusura finisce sempre sulla tua scrivania.

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GESTIONE DEL TEAM: 5 FALLE INVISIBILI CHE BLOCCANO AUTONOMIA E CRESCITA

Chiunque si occupi della gestione del team da un po’ — che sia un manager, un team leader o un professionista HR — conosce bene quella strana sensazione “da equilibrista”. Le persone sono in gamba, il clima in ufficio è sereno e i risultati arrivano pure… ma c’è un “ma”.

Il “ma” è che, non appena la figura di riferimento si assenta o si prende un weekend lungo, il sistema rallenta. Le decisioni rimangono appese, le responsabilità si fanno nebbiose e tornano a galla quei soliti problemini che sembravano risolti tre riunioni prima.

A quel punto, la domanda sorge spontanea: “Si sta chiedendo troppo? O si è di fronte a una difficoltà nel delegare?”. Spesso la risposta è più semplice (e rassicurante) di quanto si pensi: il problema non è nelle singole persone e nemmeno nelle intenzioni di chi le guida. Il problema sono le falle invisibili.

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IL POTERE DELL’EXPERIENTIAL LEARNING: PERCHE’ IL “FARE” BATTE LO “STUDIARE”

Rileggendo l’ultimo articolo di Capoleader sulle lezioni imparate in questo 2025, mi sono fermata a riflettere sul mio percorso personale. I bilanci sono preziosi, ma hanno valore solo se diventano vita vissuta. Per questo ho sentito il bisogno di condividere un’esperienza che per me è stata la prova concreta di ciò in cui credo: non si smette mai di essere allievi e si impara davvero solo mettendosi in gioco.

Avete presente quella sensazione di quando atterrate in un Paese straniero? All’inizio c’è un po’ di spaesamento, poi i sensi si accendono e, improvvisamente, il cervello inizia a ragionare in un’altra lingua.

Ecco, per vivere tutto questo non ho dovuto prendere un aereo: mi è bastato varcare la soglia di Spazio Casale.

Per sei martedì mattina ho avuto il piacere di partecipare al corso di inglese “English Full Immersion Campus” organizzato da Live & Learn Campus. Sei mattine intense che mi hanno confermato una verità che mi sta molto a cuore: non si impara davvero finché non si fa.

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COSA CI INSEGNA L’ANNO CHE SI CHIUDE

Il 31 dicembre è uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi.
Non per fare un bilancio preciso, ma per dare senso a ciò che è stato.

Un anno non ci lascia solo risultati, scadenze o obiettivi raggiunti (o mancati).
Ci lascia soprattutto apprendimenti: su come affrontiamo le sfide, su cosa ci pesa davvero, su dove invece siamo più forti di quanto pensavamo.

Prima di pensare a cosa vuoi fare nel 2026, c’è una domanda semplice e spesso trascurata:
che cosa ti ha insegnato questo anno?

Non in teoria.
Ma nella pratica della vita quotidiana, del lavoro, delle relazioni.

Questo è uno spazio di riflessione.
Un invito a guardare indietro quel tanto che basta per andare avanti con più consapevolezza.
Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

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