ARTICOLO DEL BLOG:

FLOW E OLIMPIADI:
FRANZONI E LA FORMULA DELLA VITTORIA

Quando il flow incontra il podio

Ci sono momenti in cui la performance smette di essere solo tecnica, allenamento, preparazione… e diventa qualcosa di più.

Qualcosa che ti attraversa.
Qualcosa che ti tiene lì, completamente immerso, senza fatica apparente.

È quello che ha descritto Giovanni Franzoni dopo le Olimpiadi, in un post che racconta in modo potente cosa significa vivere uno stato di flow.

Scrive:

“Lo stato di flow è una condizione psicologica che caratterizza le migliori performance; rappresenta un’esperienza ottimale in cui corpo e mente si fondono, consentendo al soggetto di compiere un’attività senza percepire lo sforzo ad essa associato.”

E già qui potremmo fermarci.
Perché dentro questa frase c’è l’essenza della performance eccellente.

Ti interessa questo argomento?

sfera

COSA SUCCEDE DAVVERO QUANDO SIAMO IN FLOW

Il concetto di flow è stato studiato e definito da Mihály Csíkszentmihályi, che lo descrive come uno stato di esperienza ottimale in cui:

  • -la concentrazione è totale

  • -l’obiettivo è chiaro

  • -il livello di sfida è alto ma gestibile

  • -la percezione del tempo si altera

  • -l’azione scorre senza attrito

Giovanni Franzoni lo racconta così:

“Durante questo processo, la concentrazione è incredibilmente intensa ed è per questa ragione che la persona tende a non avvertire lo scorrere del tempo né gli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. La mente è immersa nell’azione e nel piacere che si prova nel suo svolgimento…”

Chi ha vissuto un vero stato di flow lo sa.
Non è solo “essere concentrati”.
È essere dentro.
Totalmente.
È quando fai e basta.
Senza rumore mentale.
Senza dubbio.
Senza distrazioni.

PERCHÉ IL FLOW È IL CUORE DELL’HIGH PERFORMANCE

C’è un passaggio del suo racconto che colpisce ancora di più:

“Forse per quello non ho quasi esultato all’arrivo della discesa olimpica perché non mi accorgevo di cosa stesse succedendo…”

Questo è il punto.

Quando sei in flow non stai pensando al risultato.
Non stai calcolando.
Non stai monitorando l’immagine.

Stai performando.

Ed è proprio questo che distingue una performance “normale” da una high performance:

  • Nella performance normale gestisci.

  • Nell’high performance fluisci.

Il flow non elimina la fatica fisica.
Non elimina la pressione.
Ma sospende l’attrito mentale.

E quando l’attrito mentale si abbassa, la performance si alza.

IL DOPO FLOW: QUANDO L’ADRENALINA SCENDE

Il racconto di Giovanni Franzoni continua:

“Ora che è finito il momento più intenso di gare mi è scesa tutta la tensione e l’adrenalina… sono esploso… lacrime di stanchezza ma soprattutto di felicità.”

Questo è un aspetto di cui si parla poco.

Il flow è uno stato ad altissima attivazione integrata.
Quando termina, il corpo e la mente tornano a sentire tutto:

  • la stanchezza

  • la tensione accumulata

  • le emozioni rimandate

Ed è normale.
Anzi, è fisiologico.

Perché il flow non è uno stato permanente.
È una condizione che si crea quando alcune variabili si allineano.

IL FLOW NON È MAGIA. SI PUÒ ALLENARE

Se il flow è il cuore dell’high performance nello sport, cosa succede nel lavoro?

Quante persone stanno lavorando al massimo del loro potenziale…
e quante stanno semplicemente gestendo?

Quante performance sono “corrette”…
e quante sono realmente eccellenti?

Dietro ogni risultato straordinario c’è quasi sempre uno stato interno ben regolato.
Il flow non è un lusso per atleti olimpici.
È una competenza da allenare.

Noi lo facciamo tutti i giorni con le aziende: aiutiamo team e singoli a trovare quegli equilibri di concentrazione, sfida e motivazione che rendono possibile entrare in flow anche nelle attività più complesse.
Il risultato? Performance più intense, coinvolgimento reale e soddisfazione nel lavoro, senza dover affidarsi alla magia.

DIETRO LE QUINTE DELLA PERFORMANCE

Se questo tema ti incuriosisce, l’11 marzo dalle 12.30 alle 13.15 parleremo proprio di questo durante:

Pillole di Gamification
🎯 DIETRO LE QUINTE DELLA PERFORMANCE

Analizzeremo:

  • cosa differenzia una performance normale da una high performance

  • come si crea lo stato di flow

  • come potenziare le performance in modo concreto e quotidiano

Sarà un momento concreto, applicabile e – come sempre – leggero ma profondo.

Perché il flow non è fortuna.
È progettazione consapevole della performance.

Non perdere questa occasione, iscriviti!

Ti sei mai chiesto se un gioco può davvero lavorare sulle soft skills… e addirittura misurarle?
Non parliamo di quiz o giochini motivazionali, ma di esperienze strutturate che mettono le persone nelle condizioni di agire, prendere decisioni, gestire emozioni, priorità, relazioni.

Se ti incuriosisce capire come funziona, quali soft skills entrano in gioco e cosa si può osservare (e misurare) mentre le persone giocano, allora sei nel posto giusto.

👉 Guarda la registrazione e scopri cosa succede quando il gioco diventa uno strumento serio di sviluppo.

Vuoi avere più informazioni? Chatta con Mr. Fligby il nostro Assistente Virtuale

Ti interessa questo argomento?

IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTITop Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

leggi gli altri

ARTICOLI DEL BLOG

IL VIAGGIO VERSO IL FLOW: AREE PROTETTE ALPI MARITTIME

C’è una lezione silenziosa e straordinaria che la natura insegna ogni giorno tra le vette maestose e le valli : un fiume non lotta mai contro le rocce che trova sul suo cammino, né si ferma a lamentarsi se il letto si restringe. Trova una via, si adatta, plasma la pietra e continua a scorrere, portando vita ovunque passi.

È con questo identico spirito che le persone che ogni giorno custodiscono lo splendido Parco delle Alpi Marittime hanno deciso di mettersi in gioco, trasformando la formazione tradizionale in un’esperienza di pura evoluzione organizzativa.

Come partner strategici di questo viaggio, non abbiamo progettato un semplice corso in aula, ma un vero e proprio ecosistema d’innovazione.

Leggi l'articolo »

LE IDEE MAI DETTE COSTANO PIÙ DI QUELLE SBAGLIATE

C’è una scena che si ripete in quasi ogni azienda.

Il direttore chiede: “Qualcuno ha idee su come affrontare questo problema?”
Silenzio.

Qualcuno controlla lo smartphone. Qualcun altro annuisce in modo vago. La riunione finisce con i soliti tre che parlano e tutti gli altri che ascoltano passivamente.

Poi, nel parcheggio o davanti alla macchinetta del caffè, emergono le vere opinioni:

“Io avrei fatto diversamente…”

“Secondo me il problema reale è un altro.”

“L’ho detto mille volte, ma tanto nessuno ascolta.”

Questo è il costo invisibile che nessun bilancio societario registra: il valore delle idee che le persone hanno in testa, ma che non portano mai sul tavolo.

Leggi l'articolo »

MENTRE TU RISPONDI ALLE ULTIME 100 EMAIL, I TUOI COMPETITOR USANO L’AI PER CRESCERE

Come manager e leader, il tuo valore aggiunto risiede nella strategia, nella motivazione del team, nella risoluzione di problemi complessi. Eppure, ogni singolo giorno, gran parte del tuo potenziale viene prosciugato da un costante “rumore di fondo” fatto di mille micro-attività ripetitive, notifiche asfissianti e compiti burocratici.
Nelle aziende accade esattamente lo stesso azzardo ogni giorno. Solo che al posto dei medici ci sono i direttori d’area: il Marketing, le Vendite, la Produzione, le Risorse Umane.

Spesso si pensa che basti mettere insieme ottimi professionisti per avere un’azienda efficiente. Mandiamo i manager ai classici corsi teorici, spieghiamo loro l’importanza di “collaborare” e poi li rimandiamo alle loro scrivanie. Il risultato? Il lunedì mattina la realtà li travolge e ognuno torna a difendere il proprio orticello.

Quando un’organizzazione rifiuta di investire sul pensiero sistemico e rinuncia a strumenti di simulazione d’impatto come Friday Night at the ER, non sta semplicemente risparmiando sul budget della formazione. Sta pagando una tassa occulta, altissima e quotidiana.

Ecco il vero conto che i “silos aziendali” presentano al tuo conto economico.

Leggi l'articolo »

IL COSTO INVISIBILE DEI SILOS: QUANTO COSTA NON ESSERE SISTEMICI IN AZIENDA?

Immagina un Pronto Soccorso il venerdì sera. Le ambulanze continuano ad arrivare, i letti in terapia intensiva sono esauriti e il reparto di radiologia è intasato. Cosa succede se il responsabile dell’accettazione decide di bloccare gli ingressi per “alleggerire” il proprio ufficio, ignorando che così facendo manderà in tilt l’intera rete di emergenza cittadina?

Nelle aziende accade esattamente lo stesso azzardo ogni giorno. Solo che al posto dei medici ci sono i direttori d’area: il Marketing, le Vendite, la Produzione, le Risorse Umane.

Spesso si pensa che basti mettere insieme ottimi professionisti per avere un’azienda efficiente. Mandiamo i manager ai classici corsi teorici, spieghiamo loro l’importanza di “collaborare” e poi li rimandiamo alle loro scrivanie. Il risultato? Il lunedì mattina la realtà li travolge e ognuno torna a difendere il proprio orticello.

Quando un’organizzazione rifiuta di investire sul pensiero sistemico e rinuncia a strumenti di simulazione d’impatto come Friday Night at the ER, non sta semplicemente risparmiando sul budget della formazione. Sta pagando una tassa occulta, altissima e quotidiana.

Ecco il vero conto che i “silos aziendali” presentano al tuo conto economico.

Leggi l'articolo »

FARESTI GUIDARE UN BOEING A UN PILOTA CHE HA SOLO LETTO IL MANUALE?

E allora perché affidiamo team da milioni di euro a manager che non hanno mai fatto un minuto di simulazione?

Ogni giorno, nelle aziende, si fa lo stesso azzardo. Promuoviamo un ottimo tecnico, lo nominiamo capo, gli facciamo fare il classico corso di leadership (slide, appunti, un bel caffè) e poi lo lanciamo nella mischia.

Il risultato? Il lunedì mattina la realtà lo travolge. Sotto stress, la teoria sparisce e il manager inizia a improvvisare.

E quando un manager improvvisa, l’azienda paga il conto:

Il talento migliore si dimette per colpa del capo (e rimpiazzarlo costa mesi di stipendio).

I progetti slittano perché nessuno si prende la responsabilità di decidere.

Il team si demotiva e la produttività crolla.

La domanda non è quanto costa formare i tuoi manager. La vera domanda è: quanti soldi stai perdendo ogni giorno mentre loro imparano sbagliando sulla pelle della tua azienda?

Leggi l'articolo »

IL COSTO DELLA NON-FORMAZIONE E’ PIU’ ALTO DI QUANTO PENSI

Ogni azienda, prima o poi, si trova davanti a questa domanda:
“Possiamo permetterci un percorso formativo così ampio?”

La domanda vera, però, è un’altra:

“Possiamo permetterci di NON farlo?”

Perché il costo della formazione è visibile.
Ma il costo della mancata formazione è silenzioso. E spesso enorme.

Turnover.
Persone demotivate.
Manager che non sanno guidare il cambiamento.
Conflitti interni.
Team che lavorano “ognuno per sé”.
Tempo perso.
Errori ripetuti.
Stress che si accumula.
Talenti che se ne vanno senza nemmeno dirlo davvero.

E il problema è che tutto questo non arriva in una fattura.
Arriva nei risultati.

Leggi l'articolo »

APPROFONDIAMO INSIEME!

Ti interessa a questo argomento?

Parliamone insieme!

Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.

Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i  dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.

Prenota una Call con un consulente

Inserisci i tuoi dati, ti ricontatteremo nel giro di poche ore.