ARTICOLO DEL BLOG:

FALLA N.3:
QUANDO IL COORDINAMENTO DIVENTA UN FRENO

Riunioni, allineamenti e update aumentano, ma l’avanzamento reale no

Ci sono momenti in cui un team sembra iperattivo, ma in realtà gira a vuoto. Le riunioni si moltiplicano. Gli allineamenti diventano quotidiani. Gli update arrivano puntuali.

Eppure, se guardi ai risultati, l’avanzamento reale è minimo. Il lavoro c’è. L’impegno anche. Ma il sistema non accelera.

Questa è la terza falla: il coordinamento inefficace. Una delle più insidiose, perché sembra buona gestione… ma in realtà è come spingere continuamente un carrello che non ha le ruote ben allineate.

Ti interessa questo argomento?

IL COORDINAMENTO CHE BLOCCA IL TEAM

La falla nasce spesso nei team strutturati, competenti e con molte interdipendenze. Non è il caos il problema, ma l’eccesso di controllo.

Quando le attività crescono, il leader sente il bisogno di tenere tutto sotto controllo. Allora coordina. Allinea. Chiede aggiornamenti.

Non per controllare. Ma per prevenire sorprese.

E così, senza accorgersene, il coordinamento smette di sostenere il lavoro e inizia a sostituirlo. È un po’ come dare troppe istruzioni a un robot: finisce per bloccarsi.

LA BUONA INTENZIONE CHE BLOCCA IL SISTEMA

All’origine c’è quasi sempre una preoccupazione sana: “E se qualcosa ci sfuggisse?”

Per evitarlo si aggiungono riunioni, check e aggiornamenti continui. Il sistema sembra solido, ma impara una cosa pericolosa: il ritmo dipende dal leader, non dal team.

E più il leader coordina, meno il team sviluppa autonomia e capacità di autoregolarsi. È come se un genitore continuasse a legare le scarpe al figlio di dieci anni: utile, ma decisamente frustrante.

LA RANA BOLLITA, VERSIONE AGENDA PIENA

All’inizio: “Facciamo una riunione in più, solo per chiarire.” Poi: “Aggiorniamoci settimanalmente, così siamo allineati.” Poi ancora: “Facciamo un check intermedio, per sicurezza.”

Ogni passo è ragionevole. Ma l’acqua si scalda lentamente.

Finché il lavoro ruota intorno alle riunioni e non agli obiettivi. Le slide sostituiscono le decisioni. Gli aggiornamenti sostituiscono l’avanzamento. La presenza sostituisce la responsabilità. E il leader diventa il fulcro di un sistema che senza di lui non gira.

IL COSTO REALE DEL COORDINAMENTO ECCESSIVO

Questa falla consuma energia senza farsi notare.

Per il team:

  • -attenzione frammentata

  • -perdita di ritmo

  • -senso di urgenza continuo, ma poco significativo

Per il leader:

  • -agenda piena (da far invidia a un ministro!)

  • -difficoltà a distinguere segnale da rumore

  • -sensazione di dover tenere tutto insieme

Per il sistema:

  • -allineamento apparente

  • -dipendenza dal leader

  • -scarsa capacità di autoregolazione

Un team che ha bisogno di essere continuamente guidato non è davvero autonomo. E sì, fa un po’ sorridere… ma anche arrabbiare.

IL COSTO REALE DEL COORDINAMENTO ECCESSIVO

Molti pensano: “Riduciamo le riunioni!”.

A volte funziona, spesso no. Il problema non è il numero di riunioni, ma perché esistono. Se servono a compensare mancanza di chiarezza o responsabilità, eliminarle peggiora ansia e inefficienza.

La vera domanda è: chi tiene il ritmo del lavoro e come ce ne accorgiamo senza riunirci?

Quando i criteri di avanzamento sono chiari, le interdipendenze esplicite e le decisioni non devono essere validate a ogni passo, il coordinamento torna a essere uno strumento leggero, non una struttura portante.

Se oggi senti di lavorare più sul sistema che nel sistema, questa falla è attiva: non è un giudizio, ma un segnale.

Chiuderla non significa lasciare il team senza guida, ma ridare autonomia al sistema. Così il leader può concentrarsi su ciò che solo lui può fare… e magari, finalmente, respirare e sorridere.

Nel prossimo capitolo parleremo della falla del confronto: quando il clima è buono, ma le conversazioni che farebbero davvero la differenza restano fuori dalla stanza. L’acqua sembra tiepida, mentre sotto la temperatura continua a salire.

👉 Se ti riconosci in questa dinamica e vuoi capire come trasformare il coordinamento in un vero acceleratore, fissa una call con un nostro consulente

Ti sei mai chiesto se un gioco può davvero lavorare sulle soft skills… e addirittura misurarle?
Non parliamo di quiz o giochini motivazionali, ma di esperienze strutturate che mettono le persone nelle condizioni di agire, prendere decisioni, gestire emozioni, priorità, relazioni.

Se ti incuriosisce capire come funziona, quali soft skills entrano in gioco e cosa si può osservare (e misurare) mentre le persone giocano, allora sei nel posto giusto.

👉 Guarda la registrazione e scopri cosa succede quando il gioco diventa uno strumento serio di sviluppo.

Ti sei perso il webinar di presentazione ma vorresti approfondire meglio come funziona la FLE HR Edition? Non preoccuparti puoi guardare il webinar registrato cliccando qui sotto.

Vuoi avere più informazioni? Chatta con Mr. Fligby il nostro Assistente Virtuale

Ti interessa questo argomento?

IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTITop Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

leggi gli altri

ARTICOLI DEL BLOG

IL FALSO MITO DELL’EQUILIBRIO: PERCHÉ IL WORK-LIFE BALANCE NON È DIVIDERE IL TEMPO

Se cerchiamo su Google “work-life balance”, spesso compare l’immagine di una bilancia perfettamente equilibrata: da una parte il lavoro, dall’altra la vita privata. Tutto in perfetto 50/50.

Peccato che nella vita reale questa immagine funzioni più o meno come la dieta perfetta del lunedì: bellissima sulla carta, quasi impossibile da mantenere.

Molte persone inseguono l’equilibrio pensando che significhi dividere il tempo in modo matematico:
8 ore di lavoro,
8 ore di vita privata,
8 ore di sonno.

Un modello ordinato, pulito… e decisamente un po’ vintage.

La realtà è che il nostro modo di lavorare – e di vivere – è cambiato. E con lui deve cambiare anche il modo in cui pensiamo all’equilibrio.

Leggi l'articolo »

FRANCESCA LOLLOBRIGIDA: VINCERE SENZA RINUNCIARE A SE STESSI

Quando pensiamo a una campionessa olimpica, immaginiamo ghiaccio, allenamenti estenuanti, cronometri e podi.

Ma dietro ogni medaglia c’è una persona.

E la storia di Francesca Lollobrigida ci ricorda qualcosa di fondamentale: si può essere atlete professioniste senza smettere di essere donne, madri, persone con una vita piena fuori dalla pista.

Leggi l'articolo »

FLOW E OLIMPIADI: FRANZONI E LA FORMULA DELLA VITTORIA

Ci sono momenti in cui la performance smette di essere solo tecnica, allenamento, preparazione… e diventa qualcosa di più.

Qualcosa che ti attraversa.
Qualcosa che ti tiene lì, completamente immerso, senza fatica apparente.

È quello che ha descritto Giovanni Franzoni dopo le Olimpiadi, in un post che racconta in modo potente cosa significa vivere uno stato di flow.

Scrive:

“Lo stato di flow è una condizione psicologica che caratterizza le migliori performance; rappresenta un’esperienza ottimale in cui corpo e mente si fondono, consentendo al soggetto di compiere un’attività senza percepire lo sforzo ad essa associato.”

E già qui potremmo fermarci.
Perché dentro questa frase c’è l’essenza della performance eccellente.

Leggi l'articolo »

FEDERICA BRIGNONE: QUANDO NON TORNI COME PRIMA. TORNI MEGLIO.

Ci sono momenti in cui tutto si ferma.
Un infortunio. Un errore. Una caduta improvvisa.

E lì si misura la differenza tra chi aspetta di “tornare come prima”… e chi sceglie di diventare qualcosa di diverso.

La storia recente di Federica Brignone, capace di conquistare due ori dopo un brutto infortunio, non è solo una storia sportiva. È una lezione potente su cosa significa trasformare una frattura in un punto di forza.

Leggi l'articolo »

FALLA N. 5: LA DIPENDENZA DAL LEADER

Questa è l’ultima falla.
Ed è anche la più sottile. E la più pericolosa.

Perché spesso non si manifesta all’inizio, ma arriva dopo: dopo le falle decisionali, di responsabilità, di coordinamento e di confronto. È il punto in cui tutto ciò che è stato compensato, ma non davvero risolto, si raccoglie in un’unica dinamica: la dipendenza dal leader.

Se il tuo team funziona solo quando sei presente, disponibile, attento, significa che – senza volerlo – sei diventato il punto di tenuta del sistema.

All’inizio può sembrare un segnale positivo:
“Sei indispensabile.”
“Con te tutto fila liscio.”
“Quando ci sei tu, le cose vanno.”

Ed è vero. Funziona.
Ma funziona solo finché tu ci sei.

Leggi l'articolo »

FALLA N. 4: LA MANCANZA DI CONFRONTO NEL TEAM

Se stai leggendo questa parte, probabilmente stai annuendo. Perché nel tuo team le persone parlano. Le riunioni scorrono lisce, i toni sono civili, le decisioni vengono approvate. Tutto sembra funzionare.
Eppure qualcosa non torna.

Lo senti dopo.
Quando l’esecuzione rallenta.
Quando emergono obiezioni che “stranamente” nessuno aveva sollevato prima.
Quando scopri che qualcuno non era davvero allineato, ma non lo ha detto.

Questa non è una semplice difficoltà di comunicazione.
È mancanza di confronto nel team.
Ed è molto più diffusa di quanto si pensi.

Leggi l'articolo »

APPROFONDIAMO INSIEME!

Ti interessa a questo argomento?

Parliamone insieme!

Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.

Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i  dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.

Prenota una Call con un consulente

Inserisci i tuoi dati, ti ricontatteremo nel giro di poche ore.