ARTICOLO DEL BLOG:

FALLA N.5:
LA DIPENDENZA DAL LEADER

Quando il team funziona bene… finché ci sei tu

Questa è l’ultima falla.
Ed è anche la più sottile. E la più pericolosa.

Perché spesso non si manifesta all’inizio, ma arriva dopo: dopo le falle decisionali, di responsabilità, di coordinamento e di confronto. È il punto in cui tutto ciò che è stato compensato, ma non davvero risolto, si raccoglie in un’unica dinamica: la dipendenza dal leader.

Se il tuo team funziona solo quando sei presente, disponibile, attento, significa che – senza volerlo – sei diventato il punto di tenuta del sistema.

All’inizio può sembrare un segnale positivo:
“Sei indispensabile.”
“Con te tutto fila liscio.”
“Quando ci sei tu, le cose vanno.”

Ed è vero. Funziona.
Ma funziona solo finché tu ci sei.

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PERCHÉ LA DIPENDENZA DAL LEADER È COSÌ INSIDIOSA

La dipendenza non nasce da cattive intenzioni. Nasce da una dinamica naturale, spesso invisibile:

  1. Il team impara che il leader compensa le falle: prende decisioni, si assume responsabilità, coordina, gestisce i conflitti.

  2. Le persone si adattano: sanno che, nei momenti critici, qualcuno interverrà.

  3. Il sistema smette di allenare l’autonomia, perché la sua sopravvivenza è sempre stata garantita dall’esterno.

Il risultato è paradossale:
il team appare efficiente,
il leader è sempre più stanco,
il sistema è fragile.

Basta una tua assenza, un imprevisto, un cambio di ruolo… e tutto vacilla.
La dipendenza non si vede quando va tutto bene.
Si vede quando qualcosa manca.

LA RANA BOLLITA E LA DIPENDENZA

Torniamo alla metafora della rana.

Qui l’acqua non è bollente. È tiepida da molto tempo.
Il team si è abituato a un livello costante di “calore”: tu al centro.

Non si accorge più che potrebbe decidere di più da solo.
Non si accorge più che alcune responsabilità potrebbero spostarsi.
Non si accorge più che non tutto deve passare dal leader.

E tu?
Ti senti indispensabile. E in parte lo sei.
Questo può lusingare, ma ha un costo: l’energia che investi è altissima e il sistema non cresce.

La temperatura è stabile.
Il problema non è urgente.
Ma è lì. Silenzioso. Cronico. Pericoloso.

IL COSTO REALE DELLA DIPENDENZA

La dipendenza pesa su tutti, anche se raramente viene nominata.

Per il leader:

  • -sovraccarico continuo

  • -stress e difficoltà a delegare davvero

  • -impossibilità di staccare, pianificare, guardare il quadro generale

Per il team:

  • -scarsa capacità di affrontare problemi complessi in autonomia

  • -frustrazione quando deve decidere senza il leader

  • -rallentamenti mascherati da “funzionamento”

Per il sistema:

  • -fragilità strutturale

  • -dipendenza cronica da una singola persona

  • -rischio altissimo in caso di assenze o cambiamenti

La dipendenza dal leader non blocca subito i risultati.
Blocca la crescita.

IL FALSO RIMEDIO: DELEGARE SENZA ASSETTO

Molti leader, a questo punto, provano a “staccarsi” così:

  • spostano compiti

  • riducono il coinvolgimento

  • chiedono al team più responsabilità

Ma se il sistema non è pronto, il risultato è caos: confusione, frustrazione, blocchi decisionali.

La dipendenza non si rompe con una delega superficiale.
Si rompe quando:

  • il sistema impara a funzionare anche senza la tua presenza costante

  • il leader impara a lasciare spazio senza ansia

Non è una sottrazione. È una trasformazione.

LA DOMANDA CHE CAMBIA IL SISTEMA

Chiudere la falla di dipendenza significa porsi una domanda semplice, ma potentissima:

Quali processi, decisioni e responsabilità devono vivere anche quando io non ci sono?

Non tutte.
Non subito.
Ma alcune sì.

Ed è proprio lì che si libera energia: per il team e per il leader.

Quando questa domanda trova risposta, il team smette di guardare al leader come unico punto di tenuta.
E il leader smette di essere indispensabile per il funzionamento quotidiano.

L’INVITO AD AGIRE

Nelle scorse settimane abbiamo passato in rassegna cinque falle che bloccano anche i team più competenti:

  1. Falla decisionale – le scelte tornano sempre verso il leader.

  2. Falla di responsabilità diffusa – tutti coinvolti, nessuno responsabile.

  3. Falla di coordinamento – riunioni in aumento, avanzamento reale in calo.

  4. Falla di confronto – i problemi restano sottotraccia.

  5. Falla di dipendenza dal leader – il team funziona bene… finché il leader c’è.

Singolarmente sono perdite di energia.
Insieme creano un sistema che consuma il leader e limita il team.

Ed è qui che entra in gioco il flow: non come stato ideale, ma come principio operativo.
Un team in flow prende decisioni chiare, si assume responsabilità reali, si coordina senza forzature, si confronta in sicurezza e non dipende da una sola persona per funzionare.

Leggere queste dinamiche crea consapevolezza.
Ma non basta per chiudere le falle.

Serve un lavoro strutturato, esperienziale, concreto:
percorsi formativi in cui il team allena davvero autonomia, responsabilità, confronto e leadership diffusa.

Se senti che il tuo team funziona “solo perché ci sei tu”, è il momento di fare un passo in più.
Non per perdere controllo, ma per moltiplicare capacità, ridurre il tuo carico e costruire un sistema solido e sostenibile.

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FALLA N. 5: LA DIPENDENZA DAL LEADER

Questa è l’ultima falla.
Ed è anche la più sottile. E la più pericolosa.

Perché spesso non si manifesta all’inizio, ma arriva dopo: dopo le falle decisionali, di responsabilità, di coordinamento e di confronto. È il punto in cui tutto ciò che è stato compensato, ma non davvero risolto, si raccoglie in un’unica dinamica: la dipendenza dal leader.

Se il tuo team funziona solo quando sei presente, disponibile, attento, significa che – senza volerlo – sei diventato il punto di tenuta del sistema.

All’inizio può sembrare un segnale positivo:
“Sei indispensabile.”
“Con te tutto fila liscio.”
“Quando ci sei tu, le cose vanno.”

Ed è vero. Funziona.
Ma funziona solo finché tu ci sei.

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FALLA N. 4: LA MANCANZA DI CONFRONTO NEL TEAM

Se stai leggendo questa parte, probabilmente stai annuendo. Perché nel tuo team le persone parlano. Le riunioni scorrono lisce, i toni sono civili, le decisioni vengono approvate. Tutto sembra funzionare.
Eppure qualcosa non torna.

Lo senti dopo.
Quando l’esecuzione rallenta.
Quando emergono obiezioni che “stranamente” nessuno aveva sollevato prima.
Quando scopri che qualcuno non era davvero allineato, ma non lo ha detto.

Questa non è una semplice difficoltà di comunicazione.
È mancanza di confronto nel team.
Ed è molto più diffusa di quanto si pensi.

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FALLA N.3: QUANDOIL COORDINAMENTO DIVENTA UN FRENO

Ci sono momenti in cui un team sembra iperattivo, ma in realtà gira a vuoto. Le riunioni si moltiplicano. Gli allineamenti diventano quotidiani. Gli update arrivano puntuali.

Eppure, se guardi ai risultati, l’avanzamento reale è minimo. Il lavoro c’è. L’impegno anche. Ma il sistema non accelera.

Questa è la terza falla: il coordinamento inefficace. Una delle più insidiose, perché sembra buona gestione… ma in realtà è come spingere continuamente un carrello che non ha le ruote ben allineate

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FALLA N.2: QUANDO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI… E QUINDI DI NESSUNO

In molti team il lavoro procede in modo collaborativo e ben intenzionato.
Le persone partecipano, discutono, propongono e sembrano davvero coinvolte.
Da fuori, tutto appare ordinato, quasi rassicurante.

Poi però arriva il momento in cui un risultato non arriva.
E lì succede qualcosa di interessante.

Nessuno si tira indietro apertamente.
Ma nessuno dice nemmeno: tranquilli, ne rispondo io.

La responsabilità sembra sparsa ovunque, come il parmigiano sulla pasta.
Peccato che, alla fine, non tenga insieme il piatto.

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FALLA N.1: PRENDERE DECISIONI AL POSTO DEL TEAM

C’è una dinamica che capita spesso nei team guidati da leader competenti ed esperti.
Stranamente, però, quasi nessuno la chiama “problema”… almeno all’inizio.

Non riguarda il controllo e nemmeno la fiducia nel team.
Spesso nasce proprio nei contesti in cui le persone sono motivate, autonome e capaci.

La dinamica è semplice: prendere decisioni, in un modo o nell’altro, torna sempre al leader.

Le proposte arrivano già pensate, a volte anche ben strutturate.
Ma alla fine si chiudono con un innocuo:

“Dimmi tu se va bene.”

Le alternative vengono presentate con attenzione, ma la scelta finale resta sospesa.
E anche quando qualcuno decide, il leader viene comunque coinvolto “per sicurezza”.

In pratica, il punto di chiusura finisce sempre sulla tua scrivania.

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GESTIONE DEL TEAM: 5 FALLE INVISIBILI CHE BLOCCANO AUTONOMIA E CRESCITA

Chiunque si occupi della gestione del team da un po’ — che sia un manager, un team leader o un professionista HR — conosce bene quella strana sensazione “da equilibrista”. Le persone sono in gamba, il clima in ufficio è sereno e i risultati arrivano pure… ma c’è un “ma”.

Il “ma” è che, non appena la figura di riferimento si assenta o si prende un weekend lungo, il sistema rallenta. Le decisioni rimangono appese, le responsabilità si fanno nebbiose e tornano a galla quei soliti problemini che sembravano risolti tre riunioni prima.

A quel punto, la domanda sorge spontanea: “Si sta chiedendo troppo? O si è di fronte a una difficoltà nel delegare?”. Spesso la risposta è più semplice (e rassicurante) di quanto si pensi: il problema non è nelle singole persone e nemmeno nelle intenzioni di chi le guida. Il problema sono le falle invisibili.

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