ARTICOLO DEL BLOG:

COME CAPIRE SE LE PERSONE
SONO DEMOTIVATE

Come facciamo a capire se le persone sono demotivate al lavoro?

Ci troviamo nel periodo delle Grandi Dimissioni, o Great Resignation, in cui il 45% degli occupati dichiara di aver cambiato lavoro nell’ultimo anno o di avere intenzione di farlo da qui a 18 mesi. Molte persone hanno deciso di lasciare il proprio posto di lavoro perché non rispecchia più i propri valori, non si sentono più motivati e di conseguenza non sono felici. Come facciamo a capire se le persone sono demotivate al lavoro?

Il ruolo degli HR è fondamentale in questi casi, perché si trovano nella posizione privilegiata di poter aiutare le persone a capire cosa manca e cosa modificare per ritrovare la motivazione e la soddisfazione persa con il tempo.

Quali sono le domande che ogni HR dovrebbe farsi per valutare la situazione e intercettare i sintomi che facciano capire che le persone sono demotivate?

Ti interessa questo argomento?

COME FACCIAMO A CAPIRE CHE LE PERSONE SONO DEMOTIVATE?

Quali sono le domande che ogni HR dovrebbe farsi per valutare la situazione e intercettare i sintomi che facciano capire che le persone sono demotivate?

  • La persona ha obiettivi chiari?

È fondamentale per ogni lavoratore avere chiara la direzione da prendere. Questo non vuol solo dire sapere quale sia la meta, ma anche quali strumenti utilizzare durante il percorso.

Una persona che non sente di aver chiaro il proprio obiettivo lavorativo risulterà demotivata e sarà più incline a diventare inefficace e poco produttiva.

  • Le sue abilità sono bilanciate al livello di sfida del compito?

Quando viene assegnato un compito è importante capire se le competenze della persona siano superiori, inferiori o in equilibrio con il livello di difficoltà. Se il lavoratore avrà competenze superiori al livello di sfida percepita probabilmente si annoierà e quindi non troverà soddisfazione in quello che fa. Al contrario, se la sfida è superiore alle sue abilità proverà uno stato di ansia e di stress. Quando c’è equilibrio tra abilità e difficoltà la persona entrerà in Flow, sarà quindi piacevolmente assorto in quello che sta facendo e la sua motivazione e soddisfazione lavorativa aumenteranno.

  • Riceve feedback adeguati?

Il feedback è uno strumento prezioso per capire se si sta andando nella giusta direzione. Per essere efficace deve essere dato subito dopo aver svolto un compito e deve essere molto specifico. Se le persone non ricevono un feedback rischiano di allontanarsi dalla meta desiderata senza accorgersene. È importante anche dare feedback di apprezzamento, per riconoscere l’impegno e celebrare un successo al fine di creare un buon clima lavorativo.

  • Ci sono troppe distrazioni?

Il principale ostacolo per entrare in Flow riguarda le distrazioni. Assicurarsi che le persone lavorino in ambienti tranquilli in cui non ci siano troppi rumori e continue interruzioni può facilitare la concentrazione. Se la mia attenzione viene continuamente dirottata verso elementi di disturbo come le mail e le notifiche del cellulare sarà difficile mantenere alta la concentrazione. Silenziare lo smartphone o programmare un orario per rispondere a tutte le mail può essere una semplice soluzione per rimanere focalizzati sul compito.

  • Lavora in multitasking?

Il multitasking non esiste! Se la persona svolge più compiti contemporaneamente vuole semplicemente dire che il suo cervello passerà continuamente da un compito all’altro a ritmi sostenuti, in questo modo la qualità del lavoro sarà inferiore perché non si riuscirà ad entrare nel flow, si impiegherà più tempo per terminare i compiti e la persona, alla fine, sarà molto più stanca e demotivata.

Se la persona non si identifica nel suo lavoro o se i suoi valori non sono gli stessi dell’azienda, difficilmente riuscirà ad essere motivata. Trovare un senso, uno scopo più grande al proprio lavoro è importante per entrare in Flow. Ognuno di noi lavora molto meglio quando sa che quello che sta facendo è utile e farà la differenza nel mondo. Il senso di significato che attribuiamo al nostro lavoro è uno dei presupposti per provare grande coinvolgimento, benessere e alta produttività nella propria attività.

 

Queste semplici domande possono aiutare, chi gestisce le persone dell’azienda, a capire se ci sono degli ostacoli al benessere lavorativo. Il passo successivo sarà quello costruire percorsi di sviluppo in grado di restituire motivazione e coinvolgimento ai lavoratori. Inserire nel piano formativo annuale iniziative legate al Flow e alla gamification aiuta i dipendenti a sviluppare un approccio basato sul connubio di apprendimento e divertimento.

Noi di CapoLeader proponiamo la soluzione che permette di approfondire gli interrogativi generati dalle precedenti domande e capire quando le persone sono demotivate. Ogni partecipante imparerà a lavorare su obiettivi chiari, bilanciamento abilità sfida, feedback, attenzione focalizzata e senso di significato. Come?

Attraverso un simulatore di leadership, Fligby, ogni persona diventa Direttore Generale di un’azienda e si allena a gestire un team di 7 persone sfiduciate e poco motivate, aiutandole a ritrovare la motivazione, la soddisfazione lavorativa e il Flow. Ogni persona può mettersi alla prova, testare le proprie emozioni, fare scelte diverse e vedere come reagiscono i propri collaboratori virtuali.

Il vantaggio di un simulatore di leadership è quello di poter sperimentare situazioni reali senza fare danni, perché ci troviamo in un contesto sicuro dove dall’errore si può imparare. I partecipanti potranno capire se le proprie persone sono demotivate e avranno strategie pronte per accompagnarle verso il pieno coinvolgimento e soddisfazione.

 

Vuoi avere qualche informazione in più su Fligby? Manda una mail a contatta@capoleader.com

Ti interessa questo argomento?

SCOPRI IL FLOW

L'EBOOK GRATUITO CON I SEGRETI PER MASSIMIZZARE SIA LA PRODUTTIVITÀ CHE LA FELICITÀ

Scopri come il concetto del Flow, o flusso, può rivoluzionare la tua vita personale e professionale migliorando la produttività e la felicità.

L’ebook “Scopri il Flow” di CapoLeader offre un’introduzione dettagliata a questo stato di immersione totale, con strategie pratiche per coltivarlo nelle attività quotidiane.
Attraverso esempi concreti e consigli pratici, imparerai a raggiungere il massimo rendimento in ogni ambito della tua vita.

leggi gli altri

ARTICOLI DEL BLOG

FALLA N.2: QUANDO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI… E QUINDI DI NESSUNO

In molti team il lavoro procede in modo collaborativo e ben intenzionato.
Le persone partecipano, discutono, propongono e sembrano davvero coinvolte.
Da fuori, tutto appare ordinato, quasi rassicurante.

Poi però arriva il momento in cui un risultato non arriva.
E lì succede qualcosa di interessante.

Nessuno si tira indietro apertamente.
Ma nessuno dice nemmeno: tranquilli, ne rispondo io.

La responsabilità sembra sparsa ovunque, come il parmigiano sulla pasta.
Peccato che, alla fine, non tenga insieme il piatto.

Leggi l'articolo »

FALLA N.1: PRENDERE DECISIONI AL POSTO DEL TEAM

C’è una dinamica che capita spesso nei team guidati da leader competenti ed esperti.
Stranamente, però, quasi nessuno la chiama “problema”… almeno all’inizio.

Non riguarda il controllo e nemmeno la fiducia nel team.
Spesso nasce proprio nei contesti in cui le persone sono motivate, autonome e capaci.

La dinamica è semplice: prendere decisioni, in un modo o nell’altro, torna sempre al leader.

Le proposte arrivano già pensate, a volte anche ben strutturate.
Ma alla fine si chiudono con un innocuo:

“Dimmi tu se va bene.”

Le alternative vengono presentate con attenzione, ma la scelta finale resta sospesa.
E anche quando qualcuno decide, il leader viene comunque coinvolto “per sicurezza”.

In pratica, il punto di chiusura finisce sempre sulla tua scrivania.

Leggi l'articolo »

GESTIONE DEL TEAM: 5 FALLE INVISIBILI CHE BLOCCANO AUTONOMIA E CRESCITA

Chiunque si occupi della gestione del team da un po’ — che sia un manager, un team leader o un professionista HR — conosce bene quella strana sensazione “da equilibrista”. Le persone sono in gamba, il clima in ufficio è sereno e i risultati arrivano pure… ma c’è un “ma”.

Il “ma” è che, non appena la figura di riferimento si assenta o si prende un weekend lungo, il sistema rallenta. Le decisioni rimangono appese, le responsabilità si fanno nebbiose e tornano a galla quei soliti problemini che sembravano risolti tre riunioni prima.

A quel punto, la domanda sorge spontanea: “Si sta chiedendo troppo? O si è di fronte a una difficoltà nel delegare?”. Spesso la risposta è più semplice (e rassicurante) di quanto si pensi: il problema non è nelle singole persone e nemmeno nelle intenzioni di chi le guida. Il problema sono le falle invisibili.

Leggi l'articolo »

IL POTERE DELL’EXPERIENTIAL LEARNING: PERCHE’ IL “FARE” BATTE LO “STUDIARE”

Rileggendo l’ultimo articolo di Capoleader sulle lezioni imparate in questo 2025, mi sono fermata a riflettere sul mio percorso personale. I bilanci sono preziosi, ma hanno valore solo se diventano vita vissuta. Per questo ho sentito il bisogno di condividere un’esperienza che per me è stata la prova concreta di ciò in cui credo: non si smette mai di essere allievi e si impara davvero solo mettendosi in gioco.

Avete presente quella sensazione di quando atterrate in un Paese straniero? All’inizio c’è un po’ di spaesamento, poi i sensi si accendono e, improvvisamente, il cervello inizia a ragionare in un’altra lingua.

Ecco, per vivere tutto questo non ho dovuto prendere un aereo: mi è bastato varcare la soglia di Spazio Casale.

Per sei martedì mattina ho avuto il piacere di partecipare al corso di inglese “English Full Immersion Campus” organizzato da Live & Learn Campus. Sei mattine intense che mi hanno confermato una verità che mi sta molto a cuore: non si impara davvero finché non si fa.

Leggi l'articolo »

COSA CI INSEGNA L’ANNO CHE SI CHIUDE

Il 31 dicembre è uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi.
Non per fare un bilancio preciso, ma per dare senso a ciò che è stato.

Un anno non ci lascia solo risultati, scadenze o obiettivi raggiunti (o mancati).
Ci lascia soprattutto apprendimenti: su come affrontiamo le sfide, su cosa ci pesa davvero, su dove invece siamo più forti di quanto pensavamo.

Prima di pensare a cosa vuoi fare nel 2026, c’è una domanda semplice e spesso trascurata:
che cosa ti ha insegnato questo anno?

Non in teoria.
Ma nella pratica della vita quotidiana, del lavoro, delle relazioni.

Questo è uno spazio di riflessione.
Un invito a guardare indietro quel tanto che basta per andare avanti con più consapevolezza.
Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

Leggi l'articolo »

🎄 QUIZ DELLE SOFT SKILLS NATALIZIE

Le feste sono meravigliose… ma anche una vera palestra per la pazienza, la creatività e la resilienza. Tra parenti chiacchieroni, regali dell’ultimo minuto, cene infinite e luci ovunque, ognuno di noi scopre il proprio piccolo superpotere.

Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

Leggi l'articolo »

APPROFONDIAMO INSIEME!

Ti interessa a questo argomento?

Parliamone insieme!

Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.

Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i  dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.

Prenota una Call con un consulente

Inserisci i tuoi dati, ti ricontatteremo nel giro di poche ore.