ARTICOLO DEL BLOG:

PRENDI IL TIMONE DEL TUO BENESSERE:
IL RUOLO DEL CAPITANO

Il capitano simboleggia l’individuo stesso, colui che, consapevole delle dinamiche della propria vita, prende decisioni e guida il proprio percorso. 

Dopo aver esplorato gli otto elementi della barca a vela nell’articolo della scorsa settimana, è ora il momento di approfondire la figura centrale di questa metafora: il capitano. 
 
Se gli otto elementi rappresentano i fattori chiave del benessere umano, il capitano simboleggia l’individuo stesso, colui che, consapevole delle dinamiche della propria vita, prende decisioni e guida il proprio percorso. 
In questo articolo, ci concentreremo sulle caratteristiche del capitano, sulla sua capacità di gestire la rotta e di interagire con gli elementi che compongono la barca.
 

Ti interessa questo argomento?

Positive Psychology
Non è solo la forza degli elementi a determinare la qualità del viaggio, ma soprattutto l’abilità del capitano nel bilanciare attenzione, pensieri, motivazione e azione. Scopriremo come queste qualità definiscono il modo in cui affrontiamo le sfide, facciamo scelte e orientiamo la nostra vita verso le mete che scegliamo.
 

ATTENZIONE

L’attenzione è la capacità di concentrare la consapevolezza su qualcosa a esclusione di qualcos’altro. Si tratta di una questione di focalizzazione. 

Nella metafora della barca a vela, l’attenzione è simile alla capacità del capitano di focalizzarsi su uno specifico elemento della barca, come ad esempio la bussola. Quando il capitano presta attenzione alla bussola, diventa consapevole della rotta e dell’orientamento della nave. Allo stesso modo, la nostra attenzione rivolta alle emozioni ci permette di prenderne consapevolezza: proprio come la bussola orienta il viaggio, la consapevolezza emotiva ci orienta nelle nostre scelte e nei nostri stati d’animo

Le due componenti centrali dell’attenzione sono:
Quantità di attenzione
La quantità di attenzione si riferisce semplicemente a quanto ne dedichiamo a qualcosa. Ad esempio, una persona che dedica molta attenzione ai propri punti di forza è come un capitano che dedica molta attenzione alle vele della barca. Una persona che presta poca attenzione ai propri valori personali è come un capitano che non presta molta attenzione al timone della barca.

Qualità dell’attenzione
La qualità dell’attenzione si riferisce al modo in cui prestiamo attenzione a qualcosa. Ad esempio, la nostra attenzione può essere frammentata perché siamo spesso distratti da altre cose. Al contrario, la nostra attenzione può essere molto rigida, tesa e eccessivamente focalizzata. Oppure, possiamo trovare il modo di prestare attenzione in modo rilassato ma concentrato.

PENSIERI

I pensieri sono costruzioni mentali, narrazioni create dalla mente che influenzano il nostro comportamento, consapevolmente o meno.

Come il capitano naviga il mare valutando le condizioni del viaggio, così noi misuriamo la nostra soddisfazione in aspetti specifici della vita, come la famiglia e la salute. Così come le credenze del capitano influenzano le sue scelte di navigazione e gestione della barca, allo stesso modo, le nostre credenze plasmano la nostra esperienza quotidiana, determinando come affrontiamo le sfide e percepiamo il supporto sociale, e questo incide profondamente sul nostro benessere complessivo.

Tre categorie principali di pensieri sono:

Credenze
Le credenze sono pensieri che ci danno la certezza che qualcosa esista o sia vero. Ad esempio: “Ho le capacità per raggiungere i miei obiettivi” o “Chiedere aiuto è un segno di debolezza”. Le credenze giocano un ruolo chiave nel modo in cui interpretiamo le situazioni e reagiamo ad esse, e spesso sono difficili da modificare.

Valutazioni
Le valutazioni sono pensieri giudicanti, attraverso i quali attribuiamo un valore o significato a qualcosa. Per esempio: “Sono molto soddisfatto del mio rapporto con i miei colleghi.”

Spiegazioni
Le spiegazioni sono pensieri che cercano di chiarire il perché o il come delle cose. Possono riguardare noi stessi, gli altri o situazioni generali, come: “Ho sviluppato comportamenti compulsivi perché i miei genitori erano troppo controllanti” o “Se lui avesse fatto X, probabilmente il capo non l’avrebbe licenziato”.

MOTIVAZIONE

La motivazione riguarda il “perché” delle nostre scelte. Ad esempio: “Perché desidero raggiungere questo obiettivo?” o “Perché è importante per me rimanere in contatto con questa persona?” 

Il capitano, motivato da obiettivi specifici, si affida alla bussola per orientarsi e al timone per controllare la nave. Le emozioni fungono da indicatori sulla soddisfazione dei bisogni, mentre i valori guidano le sue decisioni, rispondendo al “perché” delle sue scelte. Questo equilibrio tra strumenti pratici e dimensioni emotive e valoriali è fondamentale per affrontare le sfide e navigare verso il successo.

Per capire l’impatto della motivazione sul nostro benessere, è importante considerare due ingredienti chiave della motivazione:

Autonomia
Più la nostra motivazione è autonoma, più riflette i nostri valori e interessi personali. Livelli più alti di motivazione autonoma possono essere descritti come un “voglio”, mentre livelli più bassi come un “devo”. In generale, una motivazione più autonoma ha un impatto più positivo sul benessere rispetto a una motivazione meno autonoma.

Bisogni
Un bisogno è qualcosa di necessario per vivere una vita sana e felice. Esempi di bisogni includono riposo, sicurezza e autonomia. I bisogni sono una fonte importante di motivazione. Ad esempio, il nostro bisogno di appartenenza ci spinge a mantenere i contatti con gli altri, così come il nostro bisogno di riposo ci motiva a prendere una pausa. Diventare consapevoli dei nostri bisogni ci aiuta a comprendere meglio il “perché” delle nostre scelte.

AZIONE

L’azione si riferisce al comportamento concreto, ovvero a ciò che facciamo. Per migliorare il nostro benessere, non basta solo diventare consapevoli delle cose: è necessario trasformare la consapevolezza e le intuizioni in azioni concrete. 

Analogamente a un capitano che pianifica il suo viaggio verso una meta e poi intraprende la traversata, affrontando le sfide del mare, regolando le vele e navigando con attenzione per raggiungere la sua destinazione. Le persone, dopo aver pianificato le proprie azioni, devono metterle in pratica, affrontando le difficoltà e adattandosi alle circostanze per mantenere il loro percorso verso uno stile di vita più salutare

Per promuovere il benessere, è importante considerare tre forme di azione:

Azioni passate
Le nostre azioni passate offrono preziose informazioni sui modelli di comportamento che sono stati utili o dannosi. Le azioni non utili del passato possono servire da lezione, evitandoci di ripetere gli stessi errori. Le azioni utili, invece, possono guidarci mostrandoci cosa ha funzionato bene. Questi insegnamenti possono essere trasformati in azioni concrete nel presente.

Azioni presenti
Riflettere sulle nostre azioni attuali è fondamentale per una crescita continua. Dobbiamo regolarmente chiederci se le nostre azioni attuali sostengono una vita significativa e sono coerenti con la persona che vogliamo essere. Questa riflessione ci aiuta a diventare consapevoli di eventuali discrepanze tra i nostri ideali e le nostre azioni, permettendoci di agire di conseguenza.

Azioni future
Pianificare le azioni future ci permette di concretizzare intenzioni vaghe e ottenere risultati più tangibili. Ad esempio, anziché dire “Voglio vivere in modo più sano”, pianificare azioni specifiche come “Martedì mattina andrò a correre” aumenta la chiarezza e la probabilità di passare all’azione.

METTITI ALL’OPERA

Proprio come un capitano deve costantemente allenare le quattro aree fondamentali—attenzione, pensieri, motivazione e azioni—per garantire un viaggio sicuro e di successo, anche tu puoi rafforzare le tue competenze personali in queste aree. Questo esercizio ti invita a riflettere su ciascuna di queste dimensioni, aiutandoti a diventare un capitano più consapevole e preparato nella navigazione della tua vita quotidiana.

Prenditi 10 minuti per rispondere alle domande seguenti, che ti guideranno attraverso un’analisi approfondita delle tue abilità da capitano. Ricorda, ogni risposta ti avvicina a una navigazione più efficace e gratificante.

1. Attenzione

La tua capacità di mantenere la concentrazione è fondamentale per affrontare le sfide quotidiane.

  • Qual è la tua attuale capacità di concentrazione? Ci sono momenti in cui riesci a mantenere il focus più facilmente?
  • Quali sono le principali fonti di distrazione nella tua vita? Come puoi ridurle o gestirle?

2. Pensieri

I tuoi pensieri formano la base delle tue azioni e influenzano il tuo stato d’animo.

  • Quali sono i pensieri ricorrenti che hai riguardo ai tuoi obiettivi e al tuo benessere? Sono generalmente positivi o negativi?
  • Ci sono pensieri limitanti che ti impediscono di progredire? Quali sono e come puoi affrontarli?

3. Motivazione

La tua motivazione è ciò che ti spinge a intraprendere azioni significative e a perseverare di fronte alle difficoltà.

  • Come puoi creare un ambiente che favorisca la tua motivazione? Quali cambiamenti potresti apportare alla tua routine o ai tuoi obiettivi?
  • Hai mai sperimentato un calo di motivazione? Se sì, come hai reagito e cosa hai fatto per riprenderti?

4. Azioni

Le azioni che intraprendi determinano il tuo progresso verso i tuoi obiettivi e il tuo benessere complessivo.

  • Quali azioni concrete stai già intraprendendo per avvicinarti ai tuoi obiettivi? Sono allineate con la tua visione e i tuoi valori?
  • Come misuri il progresso delle tue azioni? Hai delle metriche o dei momenti di verifica regolari?
  •  

Dopo aver riflettuto su ciascun dominio, scegli almeno un’azione concreta da intraprendere in ognuno di essi. Queste piccole modifiche possono avere un grande impatto sulla tua vita, proprio come le piccole regolazioni che un capitano fa per mantenere la sua barca in rotta. Scrivi le tue riflessioni e i tuoi impegni in un diario o in un luogo dove potrai rivederli regolarmente. Il viaggio verso il benessere è un processo continuo, e ogni passo che fai ti avvicina alla tua meta. 

Buona navigazione!

 

N.B. Evento gratuito “PILLOLE DEL FLOW” del 28 novembre 2024. Argomento: la Motivazione.

Se ancora non hai confermato la tua partecipazione, inserisci qui di seguito la tua mail per ricevere l’invito:

 

Ti interessa questo argomento?

SCOPRI IL FLOW

L'EBOOK GRATUITO CON I SEGRETI PER MASSIMIZZARE SIA LA PRODUTTIVITÀ CHE LA FELICITÀ

Scopri come il concetto del Flow, o flusso, può rivoluzionare la tua vita personale e professionale migliorando la produttività e la felicità.

L’ebook “Scopri il Flow” di CapoLeader offre un’introduzione dettagliata a questo stato di immersione totale, con strategie pratiche per coltivarlo nelle attività quotidiane.
Attraverso esempi concreti e consigli pratici, imparerai a raggiungere il massimo rendimento in ogni ambito della tua vita.

leggi gli altri

ARTICOLI DEL BLOG

QUANDO SCOPPIA LA CRISI, PERCHÉ OGNUNO SI CHIUDE NEL SUO REPARTO?

Venerdì, ore 17.40. Un fornitore chiave comunica che la consegna di lunedì salta. In dieci minuti il telefono del responsabile di produzione squilla tre volte. Il commerciale vuole sapere cosa dire ai clienti. Gli acquisti cercano un fornitore alternativo. La logistica riorganizza i turni. Tutti lavorano. Tantissimo. Nessuno si parla.

Lunedì mattina il commerciale ha promesso consegne che la produzione non può garantire. Gli acquisti hanno ordinato materiale che il magazzino non sa dove mettere. E c’è una mail in copia a quattordici persone che inizia con «Come già detto…».

Ognuno ha gestito la sua crisi. Nessuno ha gestito quella dell’azienda.

Leggi l'articolo »

SE OGNI REPARTO FUNZIONA, PERCHÉ L’AZIENDA NO?

Lunedì, ore 9. La produzione presenta i suoi numeri: tutto in linea. La logistica presenta i suoi: tempi rispettati. Il commerciale ha chiuso il trimestre sopra target.

Poi qualcuno legge la mail di un cliente storico. È furioso. L’ordine è arrivato in ritardo, incompleto, e nessuno lo ha avvisato. Silenzio. «Da noi è uscito tutto nei tempi.» «Il problema è a monte.» «Io l’avevo segnalato.»

Ognuno ha fatto il suo lavoro. Il cliente, intanto, sta facendo il suo: cercare un altro fornitore. I silos aziendali non si vedono negli organigrammi. Si vedono il lunedì mattina, in riunione.

Leggi l'articolo »

LA MAPPA DEL FLOW: IN CHE STATO LAVORA IL TUO TEAM?

Ti è mai capitato di avere troppo da fare e sentirti comunque di non essere all’altezza? Oppure, al contrario, di avere così poco stimolo da chiederti perché stai facendo proprio quel lavoro?

Sono due situazioni molto diverse, ma hanno qualcosa in comune: ci dicono che sfida e competenze non sono in equilibrio.

È proprio qui che entra in gioco uno degli strumenti più interessanti di Fligby: la Mappa del Flow. Si basa sulla teoria del flow di Mihaly Csikszentmihalyi, lo psicologo che ha ideato Fligby insieme ad Aleas Simulations.

Leggi l'articolo »

LE 4 COMPETENZE CHE DECIDONO SE UN MANAGER VA IN FLOW

C’è un tipo di manager molto comune: si descrive come “bravo a dare feedback”. Lo dà spesso, con calma, di solito a fine riunione. Tipo: ottimo lavoro, andiamo avanti così.

Poi arriva la simulazione. E i dati raccontano un’altra storia: quel feedback è generico, arriva tardi, e nessuno cambia mai comportamento dopo averlo sentito.

Non è un caso reale, è solo un tipo umano molto diffuso. Quello che pensiamo di saper fare e quello che facciamo davvero, sotto pressione, spesso non coincidono.

Leggi l'articolo »

CASE STUDY: COSA SUCCEDE QUANDO 12 MANAGER SEGUONO IL FLOW4LEADER PROGRAM

E se il problema non fosse la mancanza di formazione dei singoli manager, ma il fatto che stiamo formando i singoli senza allenare il sistema in cui devono lavorare insieme?

Da qui nasce la scelta del Flow4Leader Program.

Non dodici corsi individuali.
Non un altro workshop di leadership.

Un unico percorso per 12 manager, lungo 10-12 mesi, nel quale crescita individuale e crescita organizzativa procedono insieme.

Leggi l'articolo »

FLOW4LEADER PROGRAM: PERCHÉ CI VOGLIONO 12 MESI PER CAMBIARE UN LEADER (E NON BASTA UN CORSO)

Nessuno si aspetta di correre una maratona dopo un weekend di allenamento intenso. Eppure continuiamo ad aspettarci che un manager cambi comportamento per sempre dopo due giorni d’aula, un buffet e un attestato di partecipazione.

Dodici mesi, quando lo diciamo a un HR director, è quasi sempre la prima obiezione: non si può accorciare a tre o quattro?

Il Flow4Leader Program dura così tanto apposta.

La risposta breve è no. Se hai già mandato un manager a un corso di due giorni, tornato carico il lunedì e uguale a prima entro fine mese, probabilmente lo sospetti anche tu. Il problema non è mai stato il contenuto delle slide. È il tempo che serve perché qualcosa smetta di essere una nozione e diventi un riflesso, e nessuno ha mai sviluppato un riflesso in quarantotto ore.

Leggi l'articolo »

APPROFONDIAMO INSIEME!

Ti interessa a questo argomento?

Parliamone insieme!

Compila il form con i tuoi dati per prenotare una call gratuita di approfondimento.

Verrai contattato al più presto per discutere insieme a noi i  dettagli che ti interessano e ricevere ulteriori informazioni sull’argomento.

Prenota una Call con un consulente

Inserisci i tuoi dati, ti ricontatteremo nel giro di poche ore.