
FORMI IL LEADER O SISTEMI L’AZIENDA?
Perché la formazione manageriale non regge al rientro in ufficio: il costo di scegliere tra il leader e il sistema, invece di lavorare su entrambi.

Quali sono le tendenze HR per il 2023?
Quali sono le tendenze HR per il 2023? Il 2022 è stato l’anno delle Grandi Dimissioni, dei leader con competenze emotive e della gestione dell’incertezza post pandemia. Questi temi rimangono di grande interesse e ancora attuali, ma in queste prime settimane del 2023 stiamo assistendo alla comparsa di nuovi trend significativi. Vediamo quali sono:
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VEDIAMO QUALI SONO:
APPROCCIO HUMAN CREATED E FLOW
Le tendenze hr del 2023 hanno come obiettivo quello di investire sul benessere delle persone, portando avanti tematiche importanti come la diversity e l’inclusività, supportando manager e figure chiave, investendo sulle competenze piuttosto che sull’esperienza e sui titoli delle persone, in particolare dei giovani.
Queste tematiche sono sempre più dirette verso un approccio “human-centered”, in cui viene messa al centro la persona nella sua interezza. La priorità è diventata quella di adattare il lavoro alle necessità della persona e non viceversa, come qualche anno fa in cui doveva essere il lavoratore ad adattarsi all’ambiente.
L’approccio “human-centered” viene teorizzato molto bene nel libro Buon Business, del Prof. Csikszentmihalyi, in cui viene spiegato come riuscire a creare un ambiente lavorativo in cui le persone siano felici, stiano bene, siano concentrate solo su quello che conta e soprattutto che riescano a sperimentare lo stato di Flow al lavoro.
Il Flow è uno stato mentale che permette alle persone di trasformare il proprio lavoro nella propria passione, ricercando un equilibrio tra le sfide del compito e le abilità della persona, migliorando la soddisfazione e la produttività.
L’approccio di CapoLeader, basato sulla Teoria del Flow, ha come obiettivo quello di creare percorsi per le figure apicali e manageriali, in modo da produrre un effetto a cascata che porti il cambiamento dall’alto verso il basso.
La nostra idea è aiutare sempre più aziende a portare il Flow nelle loro attività lavorative, migliorando la produttività, la motivazione e soprattutto aiutando le persone ad essere felici durante le loro attività lavorative.
Vuoi introdurre un percorso per i tuoi manager? Manda una mail a contatt@capoleader.com
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ARTICOLI DEL BLOG

Perché la formazione manageriale non regge al rientro in ufficio: il costo di scegliere tra il leader e il sistema, invece di lavorare su entrambi.

Fai una prova. Apri il cedolino paga di novembre e cerca la voce “contributi fondi interprofessionali”. C’è, anche se probabilmente non l’hai mai notata — nessuno la nota, è sepolta tra decine di altre righe che nessun HR legge davvero.
Ogni mese, insieme agli stipendi, la tua azienda versa lo 0,30% del monte salari all’INPS.
Non è una tassa. È un salvadanaio.
Solo che l’80% delle PMI italiane non lo apre mai. E quei soldi, silenziosamente, ogni anno tornano allo Stato — come se non fossero mai stati versati.

Metà agosto. Foto in spiaggia, aperitivo al tramonto, quel libro che porti in valigia da tre anni e non apri mai. Poi il 25 agosto succede la cosa strana: sei tornato, sei abbronzato, e sei comunque cotto come una bistecca lasciata troppo sulla griglia.
Se ti è già successo, buone notizie: non sei pigro, non sei “poco resiliente”, non hai sbagliato meta. Hai solo applicato al riposo lo stesso errore che applichiamo al lavoro: pensare che basti il tempo. Non basta il tempo. Serve l’energia giusta, gestita nel modo giusto. E qui la faccenda si fa interessante, perché è la stessa identica lezione che dovremmo portarci in ufficio undici mesi l’anno.

C’è una cosa che quasi tutti i manager e i responsabili HR hanno in comune, indipendentemente dal settore e dalla dimensione dell’azienda.
Quando descrivono il periodo più difficile della loro carriera, o la perdita di un talento chiave, usano le stesse parole:
“Non me ne ero accorto.”
“Pensavo di reggere.”
“A un certo punto il sistema è semplicemente collassato.”
Il burnout è una delle patologie più subdole del mondo del lavoro moderno. Non arriva con un segnale preciso, si accumula in silenzio, settimana dopo settimana. E quando esplode, il conto è sempre molto più alto di quello che si poteva immaginare.

C’è una lezione silenziosa e straordinaria che la natura insegna ogni giorno tra le vette maestose e le valli : un fiume non lotta mai contro le rocce che trova sul suo cammino, né si ferma a lamentarsi se il letto si restringe. Trova una via, si adatta, plasma la pietra e continua a scorrere, portando vita ovunque passi.
È con questo identico spirito che le persone che ogni giorno custodiscono lo splendido Parco delle Alpi Marittime hanno deciso di mettersi in gioco, trasformando la formazione tradizionale in un’esperienza di pura evoluzione organizzativa.
Come partner strategici di questo viaggio, non abbiamo progettato un semplice corso in aula, ma un vero e proprio ecosistema d’innovazione.

C’è una scena che si ripete in quasi ogni azienda.
Il direttore chiede: “Qualcuno ha idee su come affrontare questo problema?”
Silenzio.
Qualcuno controlla lo smartphone. Qualcun altro annuisce in modo vago. La riunione finisce con i soliti tre che parlano e tutti gli altri che ascoltano passivamente.
Poi, nel parcheggio o davanti alla macchinetta del caffè, emergono le vere opinioni:
“Io avrei fatto diversamente…”
“Secondo me il problema reale è un altro.”
“L’ho detto mille volte, ma tanto nessuno ascolta.”
Questo è il costo invisibile che nessun bilancio societario registra: il valore delle idee che le persone hanno in testa, ma che non portano mai sul tavolo.
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