ARTICOLO DEL BLOG:

LA PAROLA ALL'ESPERTO:
LA REALTA' VIRTUALE CONTRO LO STRESS

Guarda l’intervista di Gabriele Gramaglia, esperto di apprendimento trasformativo e tecnologie immersive

Siamo abituati a pensare alla realtà virtuale come a un universo di giochi, effetti speciali e viaggi su Marte senza lasciare la scrivania.

Ma se ti dicessimo che questa tecnologia può fare molto di più? E che può diventare uno strumento concreto per prendersi cura di sé, ridurre lo stress e migliorare la qualità della vita, anche (e soprattutto) sul lavoro?

Non è fantascienza, è formazione esperienziale.
Ne parliamo con Gabriele Gramaglia, esperto di apprendimento trasformativo e tecnologie immersive, in una video-intervista che apre le porte a una nuova frontiera del benessere organizzativo.

Ti interessa questo argomento?

Perché parlare di stress oggi (e in questo modo)?

Perché lo stress non è più (solo) una questione individuale.
Secondo le ricerche più recenti, lo stress cronico impatta in modo diretto non solo su produttività e performance, ma anche su motivazione, energia e soprattutto sulle relazioni interpersonali all’interno dei team.
Le soluzioni tradizionali – corsi, coaching, sport, mindfulness – funzionano, certo. Ma oggi sappiamo che non sempre sono sufficienti, soprattutto quando lo stress è già entrato nel corpo e nella mente.

E qui entra in gioco la realtà virtuale.

Cosa scoprirai nell’intervista?

Gabriele ci accompagna in un viaggio tra neuroscienze, apprendimento esperienziale e tecnologia, raccontando in modo semplice e pratico come un visore VR possa diventare un alleato potente per il benessere psicofisico.
In particolare, parleremo di:

  • -Come la realtà virtuale può aiutare a riconoscere e regolare lo stress in tempo reale, attraverso esperienze immersive che coinvolgono mente e corpo;

  • -Quali meccanismi neurofisiologici vengono attivati, e perché anche pochi minuti possono produrre effetti tangibili sul sistema nervoso;

  • -Perché la VR non è solo un gadget tecnologico, ma un vero e proprio strumento formativo, misurabile, scalabile e adattabile a diversi contesti aziendali;

  • -Esempi reali di utilizzo in azienda, con risultati sorprendenti in termini di engagement e riduzione dello stress percepito.

Formazione o fantascienza? Il futuro è già qui.

In CapoLeader crediamo che la capacità di gestire lo stress in modo efficace sia una competenza fondamentale, non solo per il benessere individuale, ma anche per la salute dei team e delle organizzazioni.
Il sovraccarico, la pressione costante e la difficoltà a “staccare” si stanno trasformando in una nuova normalità. Ma non deve per forza essere così.

Strumenti innovativi come la realtà virtuale, se integrati in percorsi formativi mirati, possono offrire pause rigenerative vere, non solo simboliche.
Non si tratta solo di rilassarsi per qualche minuto: parliamo di allenare il cervello e il corpo a riconoscere e disinnescare lo stress, migliorando la lucidità, la presenza mentale e la capacità di recupero.

Guarda l’intervista con Gabriele

Scopri cosa succede quando il mondo interiore incontra quello virtuale.
E se davvero bastassero 15 minuti per rimettere lo stress al suo posto… non sarebbe ora di provarci?

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L’argomento è Flow e creatività

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IL FLOW PER LA FELICITA' E IL SUCCESSO

LA LEADERSHIP NELLA VITA E NEL LAVORO.

IL LIBRO DI STEFANO SELVINI

“Si legge in un soffio: è un romanzo, ma è anche una guida assistita al lavoro per arrivare a padroneggiarlo.”

“Questo romanzo unisce la teoria alla pratica, invitandoci a rispondere a una questione di fondo: quando il lavoro vale la pena di essere vissuto?”

“Pagina dopo pagina familiarizzerete – passo al voi, avendole già lette in anteprima – con Marco Riva, il protagonista, rispecchiandovi nella sua costante ricerca di felicità. Perché tutti, nessuno escluso, cerchiamo la piena realizzazione.”

FILIPPO POLETTITop Voice Linkedin e influencer del benessere al lavoro

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ARTICOLI DEL BLOG

FALLA N.2: QUANDO LA RESPONSABILITÀ È DI TUTTI… E QUINDI DI NESSUNO

In molti team il lavoro procede in modo collaborativo e ben intenzionato.
Le persone partecipano, discutono, propongono e sembrano davvero coinvolte.
Da fuori, tutto appare ordinato, quasi rassicurante.

Poi però arriva il momento in cui un risultato non arriva.
E lì succede qualcosa di interessante.

Nessuno si tira indietro apertamente.
Ma nessuno dice nemmeno: tranquilli, ne rispondo io.

La responsabilità sembra sparsa ovunque, come il parmigiano sulla pasta.
Peccato che, alla fine, non tenga insieme il piatto.

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FALLA N.1: PRENDERE DECISIONI AL POSTO DEL TEAM

C’è una dinamica che capita spesso nei team guidati da leader competenti ed esperti.
Stranamente, però, quasi nessuno la chiama “problema”… almeno all’inizio.

Non riguarda il controllo e nemmeno la fiducia nel team.
Spesso nasce proprio nei contesti in cui le persone sono motivate, autonome e capaci.

La dinamica è semplice: prendere decisioni, in un modo o nell’altro, torna sempre al leader.

Le proposte arrivano già pensate, a volte anche ben strutturate.
Ma alla fine si chiudono con un innocuo:

“Dimmi tu se va bene.”

Le alternative vengono presentate con attenzione, ma la scelta finale resta sospesa.
E anche quando qualcuno decide, il leader viene comunque coinvolto “per sicurezza”.

In pratica, il punto di chiusura finisce sempre sulla tua scrivania.

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GESTIONE DEL TEAM: 5 FALLE INVISIBILI CHE BLOCCANO AUTONOMIA E CRESCITA

Chiunque si occupi della gestione del team da un po’ — che sia un manager, un team leader o un professionista HR — conosce bene quella strana sensazione “da equilibrista”. Le persone sono in gamba, il clima in ufficio è sereno e i risultati arrivano pure… ma c’è un “ma”.

Il “ma” è che, non appena la figura di riferimento si assenta o si prende un weekend lungo, il sistema rallenta. Le decisioni rimangono appese, le responsabilità si fanno nebbiose e tornano a galla quei soliti problemini che sembravano risolti tre riunioni prima.

A quel punto, la domanda sorge spontanea: “Si sta chiedendo troppo? O si è di fronte a una difficoltà nel delegare?”. Spesso la risposta è più semplice (e rassicurante) di quanto si pensi: il problema non è nelle singole persone e nemmeno nelle intenzioni di chi le guida. Il problema sono le falle invisibili.

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IL POTERE DELL’EXPERIENTIAL LEARNING: PERCHE’ IL “FARE” BATTE LO “STUDIARE”

Rileggendo l’ultimo articolo di Capoleader sulle lezioni imparate in questo 2025, mi sono fermata a riflettere sul mio percorso personale. I bilanci sono preziosi, ma hanno valore solo se diventano vita vissuta. Per questo ho sentito il bisogno di condividere un’esperienza che per me è stata la prova concreta di ciò in cui credo: non si smette mai di essere allievi e si impara davvero solo mettendosi in gioco.

Avete presente quella sensazione di quando atterrate in un Paese straniero? All’inizio c’è un po’ di spaesamento, poi i sensi si accendono e, improvvisamente, il cervello inizia a ragionare in un’altra lingua.

Ecco, per vivere tutto questo non ho dovuto prendere un aereo: mi è bastato varcare la soglia di Spazio Casale.

Per sei martedì mattina ho avuto il piacere di partecipare al corso di inglese “English Full Immersion Campus” organizzato da Live & Learn Campus. Sei mattine intense che mi hanno confermato una verità che mi sta molto a cuore: non si impara davvero finché non si fa.

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COSA CI INSEGNA L’ANNO CHE SI CHIUDE

Il 31 dicembre è uno di quei momenti in cui vale la pena fermarsi.
Non per fare un bilancio preciso, ma per dare senso a ciò che è stato.

Un anno non ci lascia solo risultati, scadenze o obiettivi raggiunti (o mancati).
Ci lascia soprattutto apprendimenti: su come affrontiamo le sfide, su cosa ci pesa davvero, su dove invece siamo più forti di quanto pensavamo.

Prima di pensare a cosa vuoi fare nel 2026, c’è una domanda semplice e spesso trascurata:
che cosa ti ha insegnato questo anno?

Non in teoria.
Ma nella pratica della vita quotidiana, del lavoro, delle relazioni.

Questo è uno spazio di riflessione.
Un invito a guardare indietro quel tanto che basta per andare avanti con più consapevolezza.
Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

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🎄 QUIZ DELLE SOFT SKILLS NATALIZIE

Le feste sono meravigliose… ma anche una vera palestra per la pazienza, la creatività e la resilienza. Tra parenti chiacchieroni, regali dell’ultimo minuto, cene infinite e luci ovunque, ognuno di noi scopre il proprio piccolo superpotere.

Questo mini-quiz di 6 domande ti aiuterà a capire qual è la qualità che ti salva più spesso nelle situazioni natalizie.
⚡ Rispondi d’istinto, senza pensarci troppo (il panettone penserà già a farti dubitare delle tue scelte).

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