ARTICOLO DEL BLOG:

IL FLOW PER LA FELICITÀ E IL SUCCESSO:
UN SOGNO RIMANDATO, UNA SFIDA RACCOLTA

Un viaggio di scrittura tra sfide personali e professionali, per ispirare con il Flow una nuova leadership nella vita e nel lavoro

Cari lettori,

oggi vi scrivo con grande emozione per parlarvi del mio nuovo libro, “Il Flow per la Felicità e il Successo. La leadership nella vita e nel lavoro”. Ma prima di raccontarvi cosa troverete tra le sue pagine, voglio condividere la storia di come è nato.

Scrivere un libro è sempre stato un mio sogno, ma per anni ho continuato a rimandarlo. Pensavo che fosse un progetto troppo lungo, troppo impegnativo, e che il momento giusto non sarebbe mai arrivato.

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UN SOGNO RIMANDATO, UNA SFIDA RACCOLTA, UNA STORIA DI FLOW

Quest’estate, mentre ascoltavo un video di un noto formatore, ho sentito queste parole: “Chi fa formazione e non ha scritto un suo libro è poco credibile”. Quella frase è stata una scossa. Ha acceso in me il senso di sfida e mi ha spinto a dedicare il mese di agosto e parte di settembre a questo progetto.

Quello che è successo durante la scrittura è stato impressionante: ho sperimentato lo stato di Flow come mai prima. Mi sono immerso completamente, vivendo in una sorta di bolla di creatività ed entusiasmo. Ogni giorno era una scoperta, e più scrivevo, più mi rendevo conto che il libro era già dentro di me, pronto a prendere forma.

Il risultato è un percorso pratico e trasformativo, che si intreccia con la storia di Marco Riva, un manager come tanti, alle prese con le sfide quotidiane del lavoro e della vita personale. Stanco, demotivato e disilluso, Marco si sente intrappolato in una spirale negativa. Ma un incontro con il Flow stravolgerà tutto, portandolo a scoprire un nuovo modo di vivere e guidare.

Nel libro troverete:

  • – Riflessioni e strumenti per riconoscere e attivare il vostro stato di Flow.
  • – Un viaggio per riscoprire e valorizzare la vostra leadership nella vita e nel lavoro.
  • – Una storia ispiratrice che dimostra come il cambiamento sia possibile, attraverso gli occhi di Marco.

Infine, desidero ringraziare Filippo Poletti, che ha scritto l’introduzione del libro. Filippo, LinkedIn Top Voice, influencer della positività, è un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono migliorare la qualità della vita lavorativa. Le sue parole di apertura non solo arricchiscono il mio libro, ma conferiscono un ulteriore valore al messaggio che voglio trasmettere.

Spero che questo libro possa ispirarvi come ha ispirato me nel processo di scrittura. Vi invito a leggerlo e a condividere con me le vostre impressioni: sarò felice di sapere come il Flow può trasformare anche la vostra vita.

Grazie per il vostro sostegno e per far parte di questa avventura.

Con gratitudine,
Stefano Selvini

N.B. Il preordine non è vincolante per l’acquisto, sarai inserito in una lista e riceverai un link promozionale per acquistarlo con il 10% di sconto non appena il libro sarà disponibile per l’acquisto.

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DALLA SPIAGGIA ALL’UFFICIO: SUPERARE IL POST-HOLIDAY BLUES CON ENERGIA

C’è una corsa che tutti conosciamo molto bene, anche se non ci alleniamo da anni.
È la corsa finale prima delle ferie:
quella in cui pensi di chiudere tutto, incastrare ogni task, rispondere a tutte le mail e magari salvare anche il mondo… entro venerdì a mezzogiorno.

Risultato?

To do list infinita, energia a zero, e un senso di colpa latente per “non aver fatto abbastanza”.

Respira.
Hai bisogno di un nuovo punto di vista (e di una metafora che ti aiuti a rallentare con dignità).

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SOPRAVVIVERE ALLA CORSA PRE-FERIE SENZA STRAMAZZARE

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LEZIONI DI LEADERSHIP SOTTO L’OMBRELLONE

Caro leader,

sei quasi arrivato.
Ancora un paio di riunioni, una manciata di email, l’ultimo sprint per chiudere tutto… e poi si parte.
Destinazione: vacanza.

Hai già detto a tutti che “anche in ferie butti un occhio”, che “tanto il telefono lo tieni acceso” e magari ti sei pure infilato in valigia tre libri sul management, uno sulla leadership trasformazionale e… la solita agenda, non si sa mai.

Ma sai una cosa una cosa?
Se vuoi, quest’estate puoi imparare più cose sulla leadership di quante ne apprendi in un master.
Sul serio.

Perché la vacanza è uno dei luoghi più sottovalutati per allenare la tua consapevolezza come guida.
È lì che, togliendoti il badge e mettendoti le infradito, puoi vedere aspetti di te che di solito non noti.

Ecco cosa intendiamo.

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LA CONSAPEVOLEZZA NON RISOLVE TUTTO, MA QUASI

Hai presente quei momenti in cui ti sembra di sbattere sempre contro lo stesso muro?

Cambiano i contesti, cambiano le persone, ma certi problemi tornano puntuali come le pubblicità su YouTube.

👉 Sei sempre di corsa e finisci stremato.
👉 Provi a comunicare bene, ma ti capiscono peggio del correttore automatico.
👉 Cerchi di restare zen, ma ti parte l’embolo con la facilità di una notifica WhatsApp.

Quando succede, spesso scatta la missione: “devo trovare una soluzione”.
Spoiler: a volte non ti serve una soluzione, ma una lente di ingrandimento.
E quella lente si chiama consapevolezza.

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GUIDA- Progettare la Formazione Manageriale che Fa la Differenza

La consapevolezza è una di quelle parole che fanno un figurone nei workshop, su LinkedIn e nelle frasi motivazionali con tramonti di sfondo.
Poi però ti ritrovi a rispondere “tutto bene!” mentre nella tua testa si scatena l’apocalisse, e ti rendi conto che forse… non sei proprio così consapevole.

Nel lavoro, succede spesso: vai in automatico, macini attività, partecipi a riunioni, dici “sì certo, ci penso io” anche quando vorresti solo scappare in Alaska a fare il pastore di renne. Eppure non ti fermi.
Perché “c’è da fare”.
Perché “è così che si lavora”.
Perché “ormai ci siamo dentro”.

Ma fermarsi (anche solo un minuto) per capire dove sei, come stai, e cosa stai facendo davvero… è già un atto rivoluzionario.
E sì, si chiama consapevolezza.
Perché diciamocelo: non si può guidare davvero gli altri se prima non si è consapevoli di come si guida se stessi.

Essere consapevoli significa fermarsi un attimo e chiedersi:

Come sto?

Perché sto reagendo così?

Che impatto ha il mio comportamento sugli altri?

Non è introspezione fine a sé stessa. È la base invisibile di ogni buona leadership.
Un leader consapevole sa quando è centrato e quando è fuori fase. Sa cosa lo motiva, cosa lo fa perdere la bussola, e cosa lo riporta al timone. E solo da lì, può davvero mettersi al servizio del team.
Abbiamo parlato di ascolto, fiducia, confronto autentico.
Ma oggi facciamo un salto in avanti: cosa succede quando questa collaborazione funziona davvero?
Succede che si crea spazio. Spazio per dire cose nuove, per provare strade non battute, per giocare con le idee.
In una parola: creatività.

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TRATTATO SEMISERIO SULLA CONSAPEVOLEZZA

La consapevolezza è una di quelle parole che fanno un figurone nei workshop, su LinkedIn e nelle frasi motivazionali con tramonti di sfondo.
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Nel lavoro, succede spesso: vai in automatico, macini attività, partecipi a riunioni, dici “sì certo, ci penso io” anche quando vorresti solo scappare in Alaska a fare il pastore di renne. Eppure non ti fermi.
Perché “c’è da fare”.
Perché “è così che si lavora”.
Perché “ormai ci siamo dentro”.

Ma fermarsi (anche solo un minuto) per capire dove sei, come stai, e cosa stai facendo davvero… è già un atto rivoluzionario.
E sì, si chiama consapevolezza.
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Essere consapevoli significa fermarsi un attimo e chiedersi:

Come sto?

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Non è introspezione fine a sé stessa. È la base invisibile di ogni buona leadership.
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